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mercoledì 31 marzo 2010

I panini morbidi morbidi al kefir da colazione

paninialkefir

Che la colazione fosse uno dei miei momenti della giornata preferiti si era abbondantemente capito, credo, vista la quantità di ricette classificate sotto questo nome. Ma non mi riferisco a quella della settimana per così dire lavorativa, molto più sbrigativa e frugale, ma a quella dei giorni di festa nei quali posso sedermi tranquilla e godermi qualche delizia fragrante appena sfornata insieme a un bel cappuccino, preferibilmente d'inverno, o semplicemente a un bicchierone di latte freddo, quando invece le temperature iniziano a diventare un po' più elevate. Poter fare tutto con calma, conversare piacevolmente con chi mi sta accanto senza ansie di dover uscire a tutti i costi, in un ambiente immerso nella luce bianca del mattino che trasmette pace e serenità, è veramente priceless.

L'ultima volta ho preparato questi panini, che definirei semi dolci vista l'esigua quantità di zucchero prevista. Ma la loro peculiarità è il sapore deliziosamente acidulo unito ad una sofficità interna davvero unica, grazie alla presenza del kefir. Se ero partita in un primo momento abbastanza scoraggiata da questo mio esperimento devo dire che, invece, dopo l'assaggio ne sono rimasta completamente rapita. Sono semplicemente favolosi. Tuttavia il giorno seguente questi panini perdono un po' della loro morbidezza, consiglio quindi di sfornarli, farli raffreddare a temperatura ambiente per poi congelarli all'interno degli appositi sacchetti. Basterà poi ripassarli brevemente al microonde per qualche minuto in modalità defrost per farli tornare come appena sfornati. Questa operazione renderà molto più facile gustarli a colazione, magari proprio nelle festività pasquali, senza doversi svegliare due ore prima per poter fare tutte le lievitazioni.

Ma che cos'è il kefir? Immagino che molti di voi ormai lo sapranno, ma in ogni caso come si suol dire repetita iuvant, no? E' un latte fermentato che contiene una combinazione di fermenti probiotici vivi e attivi. Presenta una consistenza cremosa, ha un gusto fresco e leggermente acido. Si tratta di un alimento antichissimo, che pare abbia origini caucasiche, il cui nome deriva dalla parola armena keif che significa benessere. Questo molto probabilmente perché è ricchissimo oltre che di fermenti, anche di minerali, aminoacidi essenziali,  proteine di elevato valore biologico e numerose vitamine. E' facilmente digeribile e aiuta a regolarizzare le funzioni intestinali, a combattere l'insediamento di pericolosi batteri e germi stimolando la produzione di anticorpi nell'intestino. Per maggiori informazioni vi invito a visitare questo sito. [bibliografia: Wikipedia - Kefir.it]. Per chi fosse interessato, il kefir si può trovare nei negozi di alimentazione naturale (io l'ho acquistato da NaturaSì), altrimenti è possibile sostituirlo con altre tipologie di latte fermentato come il latticello (fermentato o cultured buttermilk) o il latte ribot ad esempio.

Panini al kefir

Ingredienti per 5-6 panini:
250 g di farina 00
60 g di burro a temperatura ambiente
30 g di zucchero semolato
1 uovo
10 cl di kefir (o latte fermentato, latte ribot, latticello)
10 g di lievito di birra secco attivo
5 g di sale

inoltre:
1 tuorlo per spennellare

Procedimento:
Versate il lievito di birra secco in un contenitore dai bordi alti e diluitelo in 5 cl di kefir tiepido (non deve essere troppo caldo altrimenti inibirà l'azione del lievito), mescolate con un cucchiaio e lasciate sciogliere per circa 10 minuti. Quando si sarà formata un'abbondante schiuma è pronto per essere aggiunto al resto degli ingredienti. Nella ciotola della planetaria versate la farina setacciata, lo zucchero, l'uovo e la soluzione di lievito e kefir. Lavorate il tutto dapprima con il gancio a k per amalgamare, poi con il gancio ad uncino per impastare ed incorporate il resto del kefir, impastando brevemente fino a quando otterrete un composto omogeneo. Unite da ultimo il burro morbido tagliato a pezzetti insieme al sale e continuate a lavorare fino a quando otterrete una pasta liscia e ben amalgamata. Formate la classica palla, mettetela in una ciotola coperta con pellicola per alimenti e ponetela a riposare, nel forno spento con la luce di cortesia accesa, per circa 45-50 minuti o comunque fino al raddoppio.

Trascorso questo tempo prendete l'impasto e prelevate da esso alcune porzioni che dovranno avere circa lo stesso peso, in modo da ottenere dei panini il più possibile uguali. Lavorando brevemente con le mani ciascuna di esse formate dei panini di forma allungata (dovranno essere abbastanza stretti, io direi circa 5 cm, non molto di più perché in cottura crescono notevolmente) che disporrete su di una teglia rivestita di carta da forno, opportunamente distanziati. E' importante che i panini siano ben lisci per evitare antiestetiche crepe. Copriteli con un panno e fateli lievitare per circa 1 ora o comunque fino a quando non avranno raddoppiato il loro volume.

Preriscaldate il forno a 210° e spennellate nel frattempo la superficie dei panini con un tuorlo sbattuto. Abbassate la temperatura a 180°, infornate e fate cuocere per circa 12-15 minuti o comunque fino a quando appariranno ben dorati in superficie. Sfornateli e fateli raffreddare su di una griglia per dolci. Per la conservazione vedi premessa.

lunedì 29 marzo 2010

Insalata di fagioli neri con lime, peperoncino e avocado

Insalata esotica di fagioli neri e avocado

Ecco qua, con la comparsa delle prime belle giornate mi viene subito voglia di cibi un po' più leggeri con i quali deliziarmi durante la settimana. Dico durante la settimana perché, come ormai sapete, di solito i miei week end sono sempre molto intensi (e talvolta proprio anche affaticanti), enogastronomicamente parlando, vedi quello appena trascorso tanto per citarne uno. E quindi nei giorni appena seguenti mi ritrovo a piangere lacrime di coccodrillo per quella fetta di dolce di troppo o più in generale per tutto quello che non sono riuscita a lasciare nel piatto. Sono una persona dotata di grande forza di volontà in tutti i campi, ma negli ultimi mesi di fronte al cibo difficilmente resisto. So che mi potete capire.

Oggi quindi un po' di sana disintossicazione (d'obbligo per me, quasi forzata per voi che mi leggete) con questa insalata tutta giocata sui toni del bianco verde e nero, dai sapori vagamente esotici, a base di avocado, fagiolini e fagioli neri (che ho provato per la prima volta in questa occasione e devo dire che li ho trovati molto gustosi). Tre ingredienti che hanno in comune il sapore leggermente dolciastro che si sposa molto bene con l'acidulo del lime e del cipollotto, la nota piccante del peperoncino e, infine, il gusto speziato dei semi di cumino. 

Un'insalata che ho trovato fresca e saziante, che senz'altro mi accompagnerà da qui fino a tutta l'estate, che si può preparare in moltissime varianti, sostituendo ad esempio il prezzemolo fresco con la rucola e magari aggiungendo un po' di croccantezza con della frutta secca tritata, come noci o pinoli per dire.

Insalata di fagioli neri con lime, peperoncino e avocado

Ingredienti per circa 2 persone (come piatto unico):
180 g di fagioli neri
150 g di fagiolini
1 cipollotto
1 pizzico di peperoncino in polvere
1 avocado
1 pizzico di semi di cumino
succo di lime a piacere
olio extravergine di oliva
prezzemolo fresco
sale, pepe

Procedimento:
Sciacquate i fagioli neri e metteteli in ammollo seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, nel mio caso una notte. Trascorso questo tempo scolateli e trasferiteli in una capiente casseruola, copriteli con l'acqua e portateli ad ebollizione. Fateli cuocere, lasciandoli sobbollire dolcemente, fino a quando non saranno diventati teneri (ma non devono essere sfatti). Scolateli e fateli raffreddare. Mondate i fagiolini e sbianchiteli in una casseruola con acqua bollente salata fino a quando diventeranno leggermente teneri, ma saranno ancora croccanti, dovranno essere di un bel verde intenso. Passateli immediatamente sotto l'acqua fredda corrente, scolateli e riduceteli a pezzetti. Pulite il cipollotto e tagliatelo a rondelle.

In un'insalatiera mettete i fagioli neri, i fagiolini, il cipollotto e conditeli con l'olio extravergine di oliva, il succo di lime (quantità a piacere), un pizzico di peperoncino in polvere ed uno di semi di cumino. Salate e pepate. Unite da ultimi il prezzemolo fresco tritato e l'avocado tagliato a fettine sottili. Mescolate il tutto e servite subito.

[ricetta ispirata liberamente a quella contenuta in "Cucinare in relax" di Bill Granger, Luxury Books]

venerdì 26 marzo 2010

Madeleines! Al limone e zenzero.

Madeleines al limone e zenzero


Sembra una cosa fatta apposta, ma in realtà non lo è. No dico, due post consecutivi nei quali si parla di due new entries nella mia collezione di stampi ed entrambi portano con sè il piacevolissimo ricordo del raduno (food)bloggesco romano dello scorso 6 marzo. Devo dire che la scelta è del tutto casuale, il fatto è che lo stampo da madeleines proprio non ce l'avevo (so che è incredibile, ma è così...) e, appena ne sono entrata in possesso, mi sono passate per la mente quel milione di ricette che avevo accantonato nel tempo, aspettando finalmente questa occasione. Ero talmente euforica del mio acquisto che penso pure di aver esortato chiunque passasse di lì in quel momento a comprarlo (non è così Dario?).

Ecco quindi la ricetta che ha tenuto a battesimo il nuovo nato (sì lui, lo stampo), che ho scelto in silicone, materiale che in questo caso apprezzo molto per la sua praticità, visto che permette di sformare le madeleines agevolmente senza dover stare ad imburrare ed infarinare ogni volta. Sono partita, come accade sempre più di frequente, dalla ricetta base di Maurizio Santin, che ho però modificato sia aggiungendo alcune spezie, quali la vaniglia, il limone e lo zenzero (aromi che ben si sposano anche con il té di accompagnamento, ad esempio), che  nei tempi e nella temperatura di cottura. Eh sì, perché qui entra in gioco il famoso mistero della madeleine, ovvero quello della sua gobbetta. Mistero che poi tanto impossibile da capire non è (quando però te l'hanno svelato eh, io l'ho imparato qui e qui) visto che si tratta di un puro fattore dovuto allo shock termico. In pratica basta far riposare l'impasto in frigorifero per almeno 3 ore per poi cuocerlo ad una temperatura elevatissima (220°). Dopo poco vedrete comparire delle simpatiche gobbette che, non so a voi, ma a me fanno ricordare tanto delle piccole imbarcazioni o anche navicelle, non trovate?

Prima di darvi la ricetta, mi preme dirvi ancora una cosa: ho ottenuto delle madeleines davvero sofficissime, deliziosamente appiccicose in superficie e profumatissime. Favolose sia con una tazza di té che immerse nel latte freddo.

Madeleines al limone e zenzero

Ingredienti per circa 45 madeleines:
200 g di zucchero semolato
250 g di farina 00
125 g di burro fuso a temperatura ambiente
50 g di latte
8 g di lievito in polvere
4 uova
1 bacca di vaniglia
2 cucchiaini di zenzero in polvere
la scorza grattugiata di 1 limone bio

Procedimento:
In una ciotola mescolate (senza montare) le uova intere insieme allo zucchero utilizzando una frusta. Sempre mescolando incorporate prima la farina setacciata insieme al lievito, poi il latte amalagamandolo delicatamente. Unite la scorza di limone grattugiata, lo zenzero e i semi di vaniglia, ottenuti incidendo la stecca per il lungo con un coltello affilato e prelevandone il contenuto con la punta di un cucchiaino. Aggiungete da ultimo il burro fuso a temperatura ambiente sempre rimestando e lasciate riposare il composto in frigorifero, dopo averlo opportunamente coperto con un foglio di pellicola alimentare, per circa 3 ore.

Trascorso questo tempo riempite l'apposito stampo di silicone (se non l'avete ricordatevi di imburrare e di infarinare lo stampo) per circa 2/3 con il composto precedentemente preparato. Fate cuocere nel forno già caldo a 220° per circa 10 minuti o comunque fino a quando noterete che i bordi delle madeleines iniziano a diventare ambrati. Servitele tiepide o a temperatura ambiente spolverizzandole, se gradite, con dello zucchero a velo.

mercoledì 24 marzo 2010

Coniglietti pasquali al cacao e fava tonka

Coniglietti pasquali al cacao e fava tonka

Preparare questi biscotti mi ha fatto tornare per un attimo bambina. Mi è sempre piaciuto intagliare la pasta stesa in uno strato uniforme con un tagliabiscotti che avevo lungamente scelto tra tanti altri. Certo, allora le forme non erano tante come quelle di oggi e forse uno stampino a forma di coniglio non era stato neanche inventato, chi lo sa! Io stessa prima della gita a Roma in occasione del Foodies in Rome dello scorso 6 marzo non l'avevo mai visto a dire la verità! Mamma aveva le classiche forme: rotondo, a stella e poi tutta la serie dei semi delle carte (cuori, quadri, fiori e picche per intenderci) che di solito erano poi quelli che preferivo.

Adesso la collezione di tagliabiscotti è notevolmente aumentata e, accanto a quelli sopra citati che mia madre mi regalò quando iniziai ad avere una casa tutta mia, ce ne sono davvero di tutte le fogge e tipologie. Da quelli classici a quelli con estrattore, dall'orsetto tipo Teddy Bear ad una serie di cuori di diverse misure, con bordi sia lisci che smerlati. E poi ci sono i nuovi arrivati: quello a forma di osso e di coniglietto appunto. Quest'ultimo non poteva capitarmi tra le mani in un momento più propizio, visto che è uno dei simboli della Pasqua.

Ogni anno in questo periodo su Fiordifrolla scarseggiano idee e ricette dedicate a questa festività, che io non sento molto dal punto di vista religioso, ma trovo che sia sempre e comunque un modo come un altro per trascorrere una piacevole giornata in compagnia dei propri cari e degli amici. Quest'anno mi piacerebbe andare un po' in controtendenza rispetto al passato e quindi ho deciso di pubblicare qualche ricetta a tema (non aspettatevene un'infinità magari, andiamo per gradi ;) nella speranza che possa tornare utile anche solo ad uno di voi.

Inizio quindi proprio con questi simpatici coniglietti pasquali, ricetta dedicata ai più piccini, ma anche ai golosoni più grandi ovviamente. Si tratta di croccanti biscotti di pasta frolla al cacao deliziosamente aromatizzati da una grattugiata lieve di fava tonka, della quale se vi ricordate avevo già parlato qui. Spezia che va utilizzata con parsimonia, lo sottolineo, affinché possa conferire a questi biscotti un profumo molto invitante di vaniglia e mandorla amara, ma senza risultare comunque eccessivo. Questi raffinati coniglietti sono perfetti per una colazione insieme ad un bel bicchiere di latte freddo, ma diciamo che si adattano veramente a qualsiasi occasione, dalla merenda al té. Credo possano essere anche un valido metodo per coinvolgere i propri bambini in cucina, facendo in modo che siano proprio loro a confezionare i biscotti, che dite?

Coniglietti pasquali al cacao e fava tonka

Coniglietti pasquali al cacao e fava tonka

Ingredienti per circa 36 biscotti:
175 g di farina 00
125 g di burro freddo
60 g di zucchero semolato
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero vanigliato
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1/2 fava tonka
zucchero a velo per spolverizzare

Procedimento:
Nella ciotola della planetaria amalgamate la farina setacciata insieme ai due tipi di zucchero, al cacao in polvere setacciato e alla fava tonka grattugiata, aiutandovi con un cucchiaio. Unite adesso il burro freddo di frigo tagliato a cubetti e lavorate il composto utilizzando il gancio a k (o a foglia). Quando otterrete un composto sfarinato incorporate l'uovo sempre tenendo l'apparecchio in funzione. Impastate brevemente fino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo e morbido. Formate adesso la classica palla, avvolgetela nella pellicola alimentare e ponete in frigorifero a raffreddare per almeno 2 ore (meglio tutta la notte).

Trascorso questo tempo prelevate la pasta dal frigorifero e stendetela su di una spianatoia leggermente infarinata aiutandovi con il mattarello, portando l'impasto ad uno spessore di circa 5 mm. Con un tagliabiscotti passato in appena un po' di farina ricavate tanti coniglietti (o sagome di altre forme) e disponeteli opportunamente distanziati su di una teglia rivestita di carta da forno. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 10-15 minuti o comunque fino a quando risulteranno leggermente dorati. Sfornateli e fateli raffreddare su di una griglia per dolci, quindi spolverizzateli di zucchero a velo e servite.

Nota: se conservati all'interno di una scatola di latta si mantengono anche per 1 settimana.

lunedì 22 marzo 2010

Crescente: variazioni sul tema

Bocconcini di crescente al rosmarino

Vi ricordate della crescente? Forse i miei lettori più fedeli, e che mi seguono da più tempo, sapranno a cosa mi riferisco, a tutti gli altri consiglio invece di leggere questo mio post nel quale troverete qualche notizia in più su questa favolosa focaccia tipica bolognese. Dovete sapere che è una delle ricette che faccio più spesso, non solo perché è sempre un gran piacere mangiarla, ma anche perché è molto pratica, visto che è possibile congelarla già porzionata e riscaldarla brevemente al microonde per farla tornare come nuova. Proprio per questo ne conservo sempre un sacchetto nel freezer, che riservo alle grandi emergenze, come quando, ad esempio, ho finito ogni scorta di pane o per un aperitivo improvvisato con gli amici.

Qualche giorno fa dovevo per l'appunto riprepararla, avevo già anche predisposto tutti gli ingredienti a dire il vero, se non fosse che poi al lato pratico ero convintissima di aver conservato un bel gambuccio (la parte terminale del prosciutto) riservato allo scopo, che però alla fine non ho trovato (che l'abbia fatto fuori l'ultima volta che ho fatto il ragù al prosciutto? Probabile...). Ma siccome ormai avevo stabilito che in quel momento crescente doveva essere per forza (eh sì sono un'incurabile testarda ahimé), ho optato per una sua variante, ovvero quella al rosmarino e in formato finger food.

La ricetta proviene sempre dal mitico libro "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili, edito da Avallardi, e devo dire che è stata una piacevolissima scoperta. Ho sfornato infatti dei fragranti e profumati bocconcini al rosmarino, ideali per arricchire il cesto del pane, ma anche per un aperitivo o semplicemente per uno spuntino pomeridiano, ancor meglio se accompagnati da un tagliere rustico di salumi e formaggi. Prima di passare alla ricetta permettetemi un solo consiglio, quello di non farli cuocere troppo, io li preferisco con una leggera doratura perché risultano internamente più soffici. 

Bocconcini di crescente al rosmarino

Bocconcini di crescente al rosmarino

Ingredienti:
500 g di farina 00
200 g circa di acqua
25 g di lievito di birra
50 g di strutto (burro morbidissimo a temperatura ambiente nel mio caso)
70 g di olio extravergine di oliva
8 g di sale (un cucchiaino colmo)
3 cucchiai colmi di rosmarino fresco tritato

Procedimento:
Sbriciolate il lievito di birra in un contenitore contenente l'acqua tiepida e mescolate con un cucchiaio per farlo sciogliere. Nella ciotola della planetaria mettete la farina insieme allo strutto (o burro), alla soluzione di lievito e acqua, all'olio e al rosmarino tritato. Impastate il tutto utilizzando il gancio a uncino, aggiungendo da ultimo il sale, fino ad ottenere un impasto morbido, liscio e omogeneo. Formate una palla, ponetela in una ciotola e coprite con un foglio di pellicola per alimenti. Lasciate lievitare in questo modo per circa 40-50 minuti in un luogo al riparo da correnti d'aria (io l'ho messo dentro al forno spento con la luce accesa).

Trascorso questo tempo prendete l'impasto e, senza lavorarlo, stendetelo con un mattarello su di una spianatoia leggermente infarinata in modo da ottenere un rettangolo alto circa 1 cm. Con una rotella dentellata ricavate adesso tante strisce larghe circa 1 cm, che poi andrete a tagliare trasversalmente, sempre con l'ausilio della rotella dentellata, formando dei bastoncini della lunghezza di un dito. Spennellate i bastoncini con dell'olio di oliva e disponeteli su di una teglia rivestita di carta da forno avendo cura di distanziarli per bene tra loro. Lasciate lievitare per altri 15-20 minuti, quindi fate cuocere, una teglia alla volta, nel forno già caldo a 190-200° per circa 18-20 minuti, non devono essere troppo dorati in superficie. Sfornate e fate raffreddare su di una griglia per dolci. 

Note: conservate i bocconcini all'interno di sacchetti di carta per un paio di giorni, altrimenti è possibile congelarli all'interno degli appositi sacchetti per alimenti. Basterà poi scongelarli per un paio di minuti al microonde con l'apposito programma e torneranno come appena fatti. 

venerdì 19 marzo 2010

Probably the spiciest apple cake in the world

Panfrutto alle mele

Il titolo è volutamente un tantino esagerato e scherzoso, ma devo dire che questa è davvero una delle torte di mele più speziate che io abbia mai mangiato. E pensare che ho persino ridotto leggermente le dosi riportate nella ricetta originale, che porta la firma di lui, il mitico Bill Granger. Vaniglia, cannella, zenzero, chiodi di garofano (macinati lo preciso), pepe lungo e noce moscata sono gli aromi che rendono magico il suo profumo, che tanto mi fa ricordare quello della pasticceria del nord Europa, così ammaliante e intenso.

Non si tratta della classica torta di mele, umida e appiccicosa, che credo un po' tutti ci prefiguriamo nel nostro immaginario, ma al contrario la sua trama risulta molto simile a quella di un cake dolce, un po' più asciutta quindi e per questo ben si presta ad essere accompagnata da un cucchiaio di ottimo yogurt cremoso per l'ora del té, oppure da una voluttuosa salsa inglese alla vaniglia, se decidete di vestirla da sera per servirla per un fine pasto informale, ad esempio. Ma in questo dolce non ci sono solo mele e spezie, bensì anche uvetta e noci grossolanamente tritate, che donano quel piacevole tocco croccante sotto ai denti.

Lo stampo ideale pe cuocere questo panfrutto alle mele sarebbe quello per bundt (qui trovate un esempio per farvi un'idea, se ancora non lo conosceste), tortiera con foro centrale particolarmente lavorata, che ha la prerogativa di conferire ai dolci un'allure molto più raffinata. Non disponendo purtroppo di questo stampo ho optato per quello da brioche (che mi ha fatto allungare di molto però il tempo di cottura del dolce, va detto), ma in alternativa è possibile utilizzarne uno classico da ciambella o da kugelhopf volendo.

Resta il fatto che, sarà anche un dolce particolarmente speziato,  ma io l'ho trovato proprio piacevolissimo e perfetto per un té pomeridiano con le amiche o per una golosa pausa di riflessione. Ecco la ricetta:

Panfrutto alle mele

Ingredienti per uno stampo per bundt da 25 cm (o da brioche da circa 26 cm):
250 g di farina 00
250 g di burro ammorbidito
180 g di zucchero di canna
60 g di zucchero semolato
3 mele golden
85 g di noci tritate grossolanamente
75 g di uvetta
3 uova
3 cucchiai di té caldo
2 cucchiaini di lievito
2 cucchiaini di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
noce moscata a piacere
pepe lungo grattugiato a piacere
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano macinati
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia

per servire:
zucchero a velo

Procedimento:
Preparate il té e versatene circa 3 cucchiai sull'uvetta che avrete messo all'interno di una ciotolina, lasciate in infusione per almeno 10 minuti, quindi scolatela e tenetela da parte. Sbucciate le mele, privatele del torsolo e riducetele a cubetti. In una ciotola capiente setacciate la farina con il lievito e le spezie (chiodi di garofano macinati o pestati finemente in un mortaio, cannella, pepe lungo e noce moscata grattugiati, zenzero in polvere), aggiungetevi i due tipi di zucchero, il burro morbido a temperatura ambiente, le uova e i semini della vaniglia (che avrete ottenuto incidendo per il lungo la stecca con un coltello affilato  raschiandone la polpa con la punta di un cucchiaino). Lavorate il tutto con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto chiaro e omogeneo. Unite adesso le mele, le noci grossolanamente tritate all'interno di un mortaio e l'uvetta ben strizzata. Mescolate con una spatola per amalgamare il tutto.

Imburrate ed infarinate uno stampo per bundt da 24-25 cm di diametro (o da ciambella, da kugelhopf o da brioche, vedi premessa), versatevi all'interno l'impasto e livellatelo con cura. Fate cuocere il dolce nel forno già caldo a 180° per circa 1 ora (con questo stampo io ci ho impiegato circa 1 ora 30) o comunque fino a quando uno stecchino infilato nel suo centro uscirà ben pulito. Se notate che durante la cottura la superficie della torta tende a scurirsi troppo copritela con un foglio di alluminio (io vi consiglio di infornarla già così perché diventerà scura senz'altro) senza però chiuderla troppo. Quando sarà cotta, lasciatela intiepidire nello stampo per circa 15 minuti su una griglia di metallo, quindi molto delicatamente cercate di sformarla capovolgendola su di un piatto. Spolverizzate con abbondante zucchero a velo e servite accompagnando con una salsa inglese o con un cucchiaio di yogurt cremoso.

mercoledì 17 marzo 2010

Decora la tua Pasqua con Caffarel: ecco l'uovo

uovocaffarel

Se per caso foste curiosi di sapere cosa alla fine ci ho fatto con l'uovo inviatomi dalla Caffarel, oggi troverete la risposta a tutte le vostre domande. Premetto che decorare dolci non è mai stato il mio forte e la mia abilità nei confronti di glasse, paste di zucchero, mmf (per chi non lo sapesse, mmf sta per marshmallow fondant) e quant'altro è pressoché pari a zero. Detto questo però mi sono messa alla prova molto volentieri ben conscia dei miei limiti, delle mie capacità, ma soprattutto della scarsa pazienza che da sempre mi caratterizza, e devo ammettere che nonostante tutto mi sono divertita, tanto anche. Certo, ho sporcato veramente l'impossibile durante le fasi di decorazione, ma anche questo fa parte del gioco, no? :)

Il tema del mio uovo è la primavera, che ho deciso di rappresentare con uno dei simboli a me più cari di questa stagione: la fioritura degli alberi di pesco. Abitando infatti in una zona rurale, in questo periodo rimango sempre incantata di fronte ad interi filari tinteggiati di un bellissimo rosa pastello che vira dalle tonalità più tenui a quelle un po' più intense.

I fiori e i rami sono interamenti realizzati con una pasta di marzapane che ho colorato con poche gocce di colorante alimentare rosa per i fiori e verde per i rami e due foglie. Quello nature invece l'ho utilizzato per il centro di ciascun fiore. Ho quindi steso la pasta con il mattarello portandola ad uno spessore di circa 3 mm e, con un tagliabiscotti a forma di stella, ho ricavato tante stelle, che ho trasformato in fiori semplicemente modellandole con le mani. Per quanto riguarda i rami invece, con un cutter, ho ricavato tante piccole striscie di pasta color verde che ho poi modellato direttamente sull'uovo. Tutte le decorazioni, comprese anche le farfalle e la coccinella (che erano incluse nel kit personalizzato che ho ricevuto), le ho poi fissate all'uovo con qualche goccia di cioccolato fuso come collante. Il cioccolato l'ho fatto fondere a bagnomaria e durante l'intera fase l'ho lasciato all'interno della casseruola (sempre a bagnomaria), ma con il fuoco spento, per evitare che si indurisse.

Collage uovo Caffarel


Il prato, i pois e la sommità rosa invece li ho formati con una glassa reale preparata seguendo questa ricetta del Cordon Bleu:

Glassa (o ghiaccia) reale

Ingredienti:
500 g di zucchero a velo
2 albumi
2 cucchiai di succo di limone

Procedimento:
Nella ciotola della planetaria versate gli albumi insieme al succo di limone e allo zucchero a velo setacciato. Montate la glassa con il gancio a frusta (o con le fruste elettriche) fino a quando non è soda e consistente (circa 10 minuti). A qusto punto potete utilizzarla così bianca per decorare ad esempio tortine e cupcakes, altrimenti potete suddividerla in diverse ciotoline e colorare ciascuna di esse con una puntina di un colorante alimentare diverso (che mescolerete con un cucchiaino), modificando l'intensità del colore a vostro piacimento aggiungendo più o meno colorante o glassa bianca a seconda del risultato voluto.

Nota: è molto importante coprire con un panno umido il recipiente nel quale avrete messo la glassa perché si secca molto facilmente. In alternativa il Cordon Bleu dice che si possono aggiungere 2 cucchiaini di glicerina per ritardarne la solidificazione.

Ho trasferito quindi le due glasse, rosa e verde, in altrettanti sac à poche usa e getta e con una bocchetta a stella ho realizzato il prato e alcune foglie, mentre con una punta liscia e fine ho formato i pois rosa. Per completare il mio uovo ho posto sulla sua sommità un bel fiocco di colore verde, che tanto mi ricorda la confezione esterna di carta argentata delle uova di Pasqua che mi venivano regalate da bambina.

Colgo l'occasione per ringraziare la Caffarel per avermi invitato a partecipare a questa divertente e stimolante iniziativa che mi ha permesso di addentrarmi, seppur con piccoli passi, nel mondo delle decorazioni dei dolci.

lunedì 15 marzo 2010

Crema di patate allo zafferano e (olio di) tartufo

Crema di patate allo zafferano e (olio di) tartufo

Questa zuppa è stata una piacevolissima scoperta che ho fatto durante una delle mie ultime incursioni nei ristoranti della zona. Appena l'ho assaggiata, mi sono detta che dovevo assolutamente cercare di riprodurla anche a casa perché, per quanto magari all'inizio l'abbinamento dello zafferano con il tartufo mi lasciasse un attimino perplessa, devo dire che al contrario mi ha davvero conquistata. L'ennesima dimostrazione che non sempre tutto è come si crede alla prima impressione insomma, no? E quindi è capitato che ad ogni cucchiaiata cercassi di intuirne gli ingredienti che la componevano, nonché le varie sfumature, in modo da arrivare a casa con le idee già abbastanza chiare. Appena il tempo di far trascorrere qualche giorno è l'avevo già preparata, tanta era la voglia di gustarla di nuovo. 

Quello che mi è piaciuto di questa zuppa è la sua consistenza, cremosa e vellutata, la sua delicatezza nei sapori, il colore giallo pastello punteggiato da sottili linee rosse fuoco e il gusto del tartufo marzolino a scaglie (che io purtroppo non avevo ed ho quindi sostituito con un olio aromatizzato di ottima qualità) che viene esaltato dallo zafferano. Tutte caratteristiche che ho ritrovato nella versione preparata da me che, modestamente, credo non abbia nulla da invidiare all'originale, tant'è che nell'arco di pochi giorni l'ho già preparata un paio di volte. Un comfort food che definirei divino nella sua semplicità, con il quale scaldarsi nelle fredde e umide serate che caratterizzano questa stagione, che regala appagamento e soddisfazione.

A proposito di zafferano, non vedevo l'ora di provare quello in fili della Val d'Orcia, (il mio prodotto dall'azienda agricola Brandi di San Quirico d'Orcia, trovate tutte le informazioni qui) che mi era stato regalato qualche tempo fa da una coppia di carissimi amici aretini e che ho trovato di qualità eccelsa, ne basta davvero un piccolissima quantità per sprigionare tutto il suo profumo e il suo inconfondibile aroma. 

Crema di patate allo zafferano e (olio di) tartufo

Ingredienti per 2-3 persone:
600 g di patate
300 ml circa di brodo vegetale caldo
1,5 dl di latte
1 cipolla piccola
20 g di burro
1 pizzico di zafferano in fili
tartufo marzolino (o come nel mio caso olio tartufato di ottima qualità)
crostini di pane
noce moscata a piacere
sale e pepe

Procedimento:
Mettete il pizzico di zafferano all'interno di mezzo bicchiere d'acqua calda e lasciatevelo in infusione per circa un paio d'ore. Lavate le patate, mettetele in una casseruola e copritele con abbondante acqua fredda. Aggiungete un pizzico di sale grosso e fatele cuocere per circa 40 minuti dall'ebollizione (o comunque fino a quando i rebbi di una forchetta entreranno nelle patate senza alcuna difficoltà). Scolatele, attendete qualche minuto e sbucciatele, quindi schiacciatele con lo schiacciapatate come si fa per fare un purè.

Mondate la cipolla, tritatela finemente e fatela rosolare in una casseruola capiente insieme al burro, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quando noterete che è diventata trasparente unite le patate schiacciate, il latte e mescolate con cura. Aggiungete adesso il brodo vegetale caldo in più riprese, regolandovi con la consistenza desiderata (io non so voi, ma preferisco sempre ottenere un risultato un po' più denso e cremoso che liquido). Regolate adesso di sale, pepe e completate con una grattatina di noce moscata a piacere. Portate ad ebollizione, sempre mescolando, e spegnete. Passate il tutto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema liscia e vellutata. Aggiungete da ultimo l'acqua con lo zafferano e mescolate di nuovo. Servite la crema calda immediatamente insieme a crostini di pane caldi e scaglie di tartufo marzolino (sostituito nel mio caso da un ottimo olio tartufato).

giovedì 11 marzo 2010

Contro il freddo: torta al cioccolato e nocciole senza farina, con panna montata alla cannella

Torta al cioccolato e nocciole senza farina


Approfitto del tempo decisamente inclemente e tutt'altro che primaverile di questi ultimi giorni (a proposito non so come sia lì da voi, ma qui nevica in maniera incessante da un paio di giorni), per coccolarvi con un dolce che spero potrà rinfrancarvi, riscaldarvi e farvi tornare di nuovo il sorriso nel caldo della vostra casa, nonostante fuori sembra di essere ancora in pieno inverno. Cosa c'è infatti di più avvolgente e rassicurante del cioccolato?

La torta di oggi appartiene alla categoria "brutti, ma buoni" che comprende tutti quei dolci al cioccolato, umidi e fondenti, che non sono proprio perfetti da vedere, né facilissimi da sformare, ma nonostante il loro aspetto sono di una bontà unica. Uno tra tutti? Beh la torta tenerella , ad esempio. E' il caso anche di questa torta senza farina dal cuore umido e dalla crosticina superficiale croccante, molto fragile e per questo soggetta a crepe, i cui ingredienti principali sono il cioccolato e le nocciole tostate, un binomio classico senz'altro, ma che a me personalmente piace sempre, specie se le materie prime utilizzate sono di primissima qualità. A vivacizzare un po' il tutto, che lo sapete ormai che mi annoio facilmente, c'è (se proprio come me non volete farvi mancare nulla e siete fermamente convinti che le calorie siano soltanto una convenzione),  una voluttuosa panna montata leggermente zuccherata e aromatizzata alla cannella. Consiglio di servire il dolce con dei frutti rossi (nel mio caso ribes rosso) la cui acidità si rende necessaria per spezzare un po' il gusto avvolgente dell'impasto di questa lussuriosa torta.


Torta al cioccolato e nocciole senza farina con panna montata alla cannella

Ingredienti per uno stampo circolare da 20 cm di diametro:
200 g di cioccolato fondente tritato
125 g di burro
225 g di zucchero semolato
100 g di nocciole
5 uova

per servire:
250 ml di panna
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella in polvere

per decorare:
ribes rosso a piacere
cacao in polvere per spolverizzare

Procedimento:
Tostate le nocciole in una padella antiaderente e tritatele il più finemente possibile nel mixer insieme ad un cucchiaio di zucchero semolato (prelevatelo dalla quantità totale di zucchero indicata nella lista degli ingredienti) in modo da ottenere una sorta di farina. Spezzettate il cioccolato fondente e raccoglietelo in una ciotola resistente al calore posta sopra ad una casseruola piena d'acqua e fatelo fondere a bagnomaria insieme al burro mescolando di tanto in tanto. Quando il composto sarà completamente fuso toglietelo dal fuoco e mescolate di nuovo fino a farlo diventare omogeneo. Lasciate intiepidire.

Incorporate lo zucchero semolato e le nocciole tritate al cioccolato fuso, mescolando fino ad ottenere un composto privo di grumi. Aggiungete adesso i tuorli (conservando gli albumi), uno alla volta, avendo cura di incorporarli bene con le fruste elettriche prima di aggiungere i seguenti. In una seconda ciotola montate a neve ben ferma gli albumi utilizzando la planetaria o uno sbattitore elettrico con le fruste ben pulite. Prelevate piccole porzioni di albumi montati ed uniteli al composto di cioccolato, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare.

Versate l'impasto in uno stampo circolare a cerchio apribile del diametro di 20 cm precedentemente imburrato e rivestito di carta da forno (io ho usato uno stampo da 24 cm, se volete ottenere un risultato più alto è da preferire quello da 20 cm). Livellate con cura e fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 45-50 minuti o comunque fino a quando noterete che il composto si sarà rassodato (deve comunque risultare un po' umido al centro). Fate raffreddare completamente, sformate con la massima attenzione (io ho eliminato solamente l'anello conservando la base dello stampo)spolverizzate con il cacao in polvere setacciato e decorate con un rametto di ribes rosso. Servite il dolce accompagnandolo con la salsa alla cannella, ottenuta montando la panna insieme allo zucchero a velo e la cannella.

[ricetta tratta da "Cucinare in relax" di Bill Granger - Luxury Books, da me leggermente modificata]

E prima di salutarvi dedico questi fiori a tutti coloro che, come me, non vedono l'ora che arrivi la primavera:

Roses

Aggiornamento: vi segnalo 99 colombe, un blog nato per aiutare l'Abruzzo ancora in difficoltà dopo il terribile terremoto che lo ha colpito il 6 Aprile 2009 e il suo mirabile progetto che ha lo scopo di aiutare una storica azienda dolciaria abruzzese, quella delle Sorelle Nurzia, che si trova in difficoltà, per motivi che tutti potete ben immaginare. Trovate tutte le informazioni qui.

martedì 9 marzo 2010

Di confetture, marmellate e uova Caffarel

Confettura di zucca al cardamomo

Il mio rapporto con marmellate e confetture è sempre stato abbastanza tormentato. All'inizio devo ammettere che ero davvero impaurita di fronte a queste preparazioni: tipi di sterilizzazione, rapporti tra frutta/verdura e zucchero, schizzi bollenti e quant'altro, mi avevano sempre fatta desistere dal provare. A dire il vero poi una volta mi ero anche buttata e avevo deciso di tentare. Me lo ricordo ancora, si trattava di una confettura di cipolle rosse, che pensai bene di cuocere talmente tanto da farla diventare un tutt'uno con il barattolo di vetro. In pratica più che una confettura sembrava cemento (non sto scherzando, era proprio impossibile affondarvi il cucchiaino) e da quel momento in poi ho sempre guardato con grande ammirazione chi, al contrario di me, preparava barattoli di ogni genere e foggia.

Poi, siccome sono una persona maledettamente testarda, mi sono detta che non potevo continuare su questa strada e che era ora di riappacificarmi con questo genere di preparazioni. E così, consultando uno dei miei libri sull'argomento, mi sono fatta conquistare da questa confettura cremosa e dal colore molto solare, a base di zucca e cardamomo. Ancora zucca direte voi? Giuro che questa è davvero l'ultima, ma l'idea di averla rinchiusa in un barattolo di vetro per poterne godere anche nei mesi estivi mi rallegra e mi rende particolarmente fiera di me.

Com'è venuta? Lascio giudicare a voi che siete molto più esperti di me in questo campo. Per quanto mi riguarda posso dire che è risultata particolarmente cremosa e vellutata, di un colore arancione intenso che mette allegria solo a guardarlo, non trovate? Contrariamente anche a quello che si può pensare vista la massiccia dose di zucchero non è nemmeno esageratamente dolce. Mi è piaciuta molto anche la nota leggera del cardamomo che si avverte solo sul finale senza essere quindi troppo invadente. Si rende perfetta per accompagnare formaggi stagionati, ma io l'ho gradita anche spalmata su una bella fetta di pane con un po' di burro. 

Che dite si può mettere la parola "fine" su questa annosa guerra tra me e le marmellate? Io sento che da adesso in poi vedrete un bel fiorire di questo genere di ricette, mi sa che ci ho preso gusto ;)

Confettura di zucca al cardamomo

Ingredienti per circa 2 kg di confettura:
1 kg di polpa di zucca violina al netto degli scarti
800 g di zucchero semolato
5-6 bacche di cardamomo
2 bicchieri d'acqua
la scorza di mezzo limone bio

Procedimento:
Sbucciate la zucca, privatela dei semi e dei filamenti interni quindi riducetela a fettine molto sottili. Trasferitele in un casseruola insieme allo zucchero, ai due bicchieri d'acqua, alla scorza del limone ottenuta utilizzando un pelapatate e avendo cura di evitare la parte bianca più amara. Aprite i semi di cardamomo e mettete il contenuto all'interno di un mortaio e, aiutandovi con il pestello, riduceteli in polvere. Fate cuocere a fiamma bassa mescolando spesso con un cucchiaio di legno fino a quando noterete che lo zucchero si è completamente disciolto nell'acqua. Continuate a cuocere, scoperto e a fiamma media, per circa 45-50 minuti, mescolando spesso per evitare che la confettura si attacchi al fondo della casseruola e, circa 10-15 minuti dalla fine, eliminate la scorza di limone, quindi frullatela con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea. 

Per verificare la giusta consistenza della confettura fate la prova del piattino: prelevate un po' di confettura con un cucchiaino e versatela su un piattino, se essa scivolerà lentamente rimanendo ben raccolta sarà pronta. Trasferite il tutto immediatamente negli appositi vasi di vetro sterilizzati riempiendoli bene fino all'orlo, quindi chiudeteli con i tappi ermetici puliti ed asciutti. Capovolgeteli subito e lasciateli in questa posizione fino a quando la confettura si sarà completamente raffreddata. Potete consumarla non appena sarà fredda, accompagnandola con formaggi stagionati.

[fonte: "Le salse e le conserve" - Food Editore]

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E ora, permettetemi di parlarvi di un'interessantissima iniziativa: "Decora la tua pasqua con Caffarel".

Decora la tua Pasqua con Caffarel


Dovete sapere che Fiordifrolla, insieme ad altri blog amici, è stato selezionato dalla Caffarel stessa per partecipare ad una sorta di gara di decorazioni di uova pasquali. Per fare questo ciascuna di noi ha ricevuto un kit personalizzato contenente:

- 1 uovo di cioccolato fondente Caffarel
- 1 tavoletta di cioccolato fondente Caffarel per l'assaggio
- 1 spray colorante per alimenti
- decorazioni varie di zucchero in tema pasquale
- 1 bellissimo grembiule color marrone con logo Caffarel dorato (che non vedevo l'ora di indossare)
- consigli per le decorazioni

Questo naturalmente è solo il punto di partenza, per agghindare il nostro uovo serviranno infatti tutta la nostra creatività e il nostro buon gusto. Per quanto mi riguarda spero di riuscire ad ottenere un risultato quanto meno guardabile, visto che questo genere di lavori di precisione non sono proprio il mio forte, ma sono certa che questa iniziativa costituirà anche un modo per apprendere nuove tecniche e sarà fonte di grande divertimento (già mi vedo cosparsa di glassa reale fin sopra ai capelli!).

Ma sappiate che questa gara di decorazioni di uova di Pasqua è aperta a tutti coloro che vorranno partecipare (non è quindi necessario avere un blog), basterà iscrivervi attraverso il canale Made in Kitchen "Decora la tua Pasqua con Caffarel" creato appostamente per questo evento e pubblicare la vostra foto che ritrae la vostra decorazione. A tutti i partecipanti Caffarel invierà un simpatico omaggio, cosa aspettate quindi? Armatevi di uovo, glasse e lasciatevi ispirare da questa stimolante iniziativa!

domenica 7 marzo 2010

Foodies in Rome: il resoconto

Foodies in Rome
E anche il primo Foodies in Rome si è concluso. Sono tornata a casa esausta, ma felice e arricchita dalla piacevolissima giornata trascorsa in compagnia di tutte le persone che ho avuto modo di conoscere. Devo dire che è andata anche molto meglio del previsto, ho visto molti volti soddisfatti, allegri e sorridenti e, personalmente, mi sento di dire che il tempo mi è volato, lo dimostra anche il fatto che ho rischiato di perdere anche il treno, uhm.

Come promesso a tutti coloro che non hanno avuto modo di esserci, ecco un piccolo assaggio del mio personalissimo Foodies in Rome.

Il ritrovo era davanti alla stazione Roma Termini alle ore 12 dove un folto gruppo di Foodies, armati di mestolo di legno e fiocco rosa, ha iniziato a formarsi. Una menzione d'onore va a quei maschietti che, coraggiosi e spiritosi, hanno sfoggiato fieri il loro bel fiocco rosa (qualcuno anche rosso).

Devo dire che inizialmente è stato un po' difficile abbinare, ma soprattutto ricordarsene, ciascun volto ad un nome e al relativo blog, ma grazie anche ai cartellini preparati dalla mitica Juls il problema è stato ampiamente risolto.

Ecco tutti i partecipanti all'evento romano:

Foodies

Foodies

Spero di essere riuscita a ritrarre tutti, se così non fosse, mi auguro di avere la vostra comprensione visto che ero in una posizione un po' precaria, quanto acrobatica, mentre scattavo le foto (potrete vederla e farvi qualche risata nei post scritti da altri partecipanti). Un grazie va a Corrado per avermi sorretta e a Manuel per aver sorretto nel mentre la mia borsa.

Abbiamo lungamente parlato di sogni e progetti, di ingredienti, ricette, macchine fotografiche e obiettivi, siti internet, blog, feed e piattaforme. Inutile dire che mi sono sentita da subito casa, quaranta persone accomunate da una medesima passione non potevano di certo rimanere a corto di argomenti!

Dopo i saluti e le presentazioni del caso, la meta della schiera di mestoli e fiocchi rosa è stata Pizzarium, dove quel genio di Gabriele Bonci, ci ha deliziato con le sue specialità: pizze, supplì e pane fatto da lui stesso accompagnato da un ottimo e verdissimo olio extravergine di oliva. Ecco tutto quello che sono riuscita a fotografare:

Pane con l'olio


Supplì


Supplì classico

Supplì classico

Pizza alla mortadella e puntarelle

Pizza alla mortadella e puntarelle

Pizza alla mortadella e puntarelle


Pizza rossa

Pizza rossa

Pizza con crema di ceci al limone, coppa affettata e sedano al pepe

Pizza alla crema di ceci e limone con coppa affettata (home made) e sedano al pepe

Supplì e pizza margherita


Supplì alle lasagne

Lasagna supplì

Pizza ai carciofi e all'amatriciana

Pizza all'amatriciana con ricotta dei Nebrodi (la mia preferita) e pizza ai carciofi

Pizza ai carciofi

Pizza ai carciofi e dettaglio della pasta (superba!)

Arancino agli ortaggi

Arancini agli ortaggi

La meta seguente è stata Castroni, dove abbiamo dato un primo grosso colpo ai nostri averi e dove, vi sembrerà strano, sono riuscita a trovare le confetture della stessa marca che acquisto sempre in Alto Adige e una favolosa confezione di zucchero di canna Muscovado dalle tonalità calde e dorate. Il colpo di grazia alle mie finanze però è stato da Peroni, dove ho fatto incetta di stampi in silicone, tagliabiscotti (degno di nota quello a forma di osso), cerchi da pasticceria, coloranti alimentari e moltissime altre cose che non sto qui ad elencare.

Purtroppo il tempo è trascorso troppo in fretta e molto velocemente ho dovuto correre di nuovo verso la stazione Termini per prendere il treno che mi avrebbe riportata a casa.

Un caloroso e affettuoso grazie a tutti i foodies che hanno partecipato, per i preziosi momenti passati insieme. Vorrei scrivere tutti i vostri nomi per ringraziarvi uno ad uno, ma ho il timore di fare qualche errore e di dimenticare qualcuno, ma sappiate che sono stata davvero bene! Posso solo augurarmi che questo sia solo il primo di una lunga serie di eventi che vedranno coinvolti sempre più foodbloggers, gastrofanatici ed appassionati. Al prossimo Foodies in... dunque!

venerdì 5 marzo 2010

Cranberry scones (in attesa del Foodies in Rome)

Cranberries Scones

Ci siamo. Domani sabato 6 marzo si terrà il primo Foodies in Rome della storia e qui fervono i preparativi di tutto l'occorrente: mestolo e fiocco rosa (questi i nostri segni distintivi), macchina fotografica già calda e pronta per documentare l'evento, biglietti del treno (fondamentali questi, altrimenti prendo la multa), ecc. Insomma devo dire che non vedo l'ora di essere alla stazione Termini alle ore 12 per conoscere una quarantina tra foodblogger, foodies, gastrofanatici e chi più ne ha più ne metta, di tutta Italia o quasi. Sarà l'occasione per dare un volto a persone che leggo e con le quali mi scrivo da anni ormai, per fare nuove conoscenze e, perché no, di fare un po' di sano chiacchiericcio, culinario e non, insieme. Dite che sono emozionata? ;)

Nel frattempo vi lascio questa ricetta per il week-end, che giaceva nella mia to-do-list da tempo immemore. Trattasi degli scones, questi dolcetti di origine scozzese un po' compatti, morbidi e umidi all'interno, ma fragranti in superficie, simbolo del tea time in puro stile inglese per eccellenza. In realtà sono ottimi gustati anche a colazione o per un brunch, semplicemente tagliati a metà, spalmati con un po' di ottimo burro e un velo di confettura. Le versioni più famose sono quella nature, all'uvetta e con le gocce di cioccolato, c'è chi ci mette poi le uova, chi solamente il burro (come nel mio caso), chi ancora il latticello, chi invece il latte. Io li ho fatti, modificando la ricetta base di Trish Deseine, con i mirtilli rossi disidratati (che adoro) e devo dire che sono risultati davvero piacevolissimi, grazie anche al formato ridotto che ho scelto che rende questi bocconcini ancor più desiderabili e alla loro moderata dolcezza. Da gustare possibilmente tiepidi o a temperatura ambiente.

Scones ai mirtilli rossi

Ingredienti per circa 10-12 scones:
225 g di farina 00
150 g di latte intero
75 g di burro freddo
70 g di mirtilli rossi disidratati
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere per dolci

Procedimento:
Preriscaldate il forno a 230°. Nella ciotola della planetaria mettete il burro freddo di frigo tagliato a cubetti insieme allo zucchero, alla farina e al lievito setacciati. Impastate utilizzando il gancio a k a bassa velocità fino ad ottenere un composto sfarinato. Incorporate adesso i mirtilli rossi e impastate brevemente di nuovo per distribuirli in maniera omogenea. Versate quindi il latte lentamente e a filo tenendo l'apparecchio in funzione, lavorate l'impasto fino a quando sarà ben amalgamato. Prelevatelo dalla ciotola, se necessario rilavorate brevemente a mano: dovrete ottenere una pasta morbida, ma non troppo collosa e appiccicosa.

Stendete uniformemente adesso la pasta su di una spianatoia leggermente infarinata aiutandovi con un matterello e portatela allo spessore di circa 3 cm. Con un coppapasta circolare (il mio del diametro di circa 5 cm) ricavate dall'impasto tanti dischi che disporrete, opportunamente distanziati, su di una teglia rivestita di carta da forno. Fate cuocere per circa 12-15 minuti o comunque fino a quando diventeranno leggermente dorati in superficie. Fateli raffreddare su di una griglia per dolci e servite tiepidi o a temperatura ambiente accompagnandoli con burro e confettura (in questo caso consiglio quella di mirtilli rossi).

mercoledì 3 marzo 2010

Cake al prosciutto, piselli & noci

Cake al prosciutto, piselli & noci

Lo dico piano (voi nel frattempo toccate ferro per tutta la lettura del post, per favore), ma pare che in questi giorni abbiamo avuto un piccolo assaggio di primavera: le temperature iniziano ad essere un po' più miti e il sole allieta le nostre giornate. Per la prima volta ne sentivo il bisogno, io che ho sempre amato l'autunno e l'inverno non ne potevo più della pioggia, della neve e della nebbia. Ho voglia di cambiamento, di rinnovamento e necessità di energia, di luce, di un cielo blu senza nuvole.

Approfittando della bella stagione sarà anche più piacevole fare delle scampagnate fra amici nel week end e magari ci sarà anche modo di fare qualche bucolico pic-nic, perché no. Ecco che allora è meglio non farsi trovare impreparati e conservare qualche ricetta da infilare nel mitico cesto di vimini. E cosa c'è di più adatto a queste occasioni se non lui, il nostro Mr. Cake? Ha un formato pratico per il trasporto, è semplicissimo da realizzare, ma soprattutto viene sempre bene con qualsiasi ingrediente abbiate in dispensa, basta solo avere un po' di buon gusto nell'abbinamento, ovvio.

L'ultimo nato in casa Fiordifrolla è quello protagonista della ricetta di oggi, che in realtà assomiglia ad un contorno che mangiavo spessissimo da bambina (anzi è proprio a quello che mi sono ispirata), ovvero i piselli al prosciutto. Abbinamento che mi è sempre piaciuto (e che qui si è ancora una volta confermato), non solo dal punto di vista cromatico, ma anche per l'equilibro che si crea tra la dolcezza dei primi e la sapidità del secondo. A completare il tutto la croccantezza delle noci, grossolanamente tritate nel mortaio che, insieme agli altri due ingredienti, regalano una bellissima ed allegra texture a questo cake. Ah, naturalmente non si presta solamente ai pic-nic, ma ad un aperitivo o ad un pasto completo e veloce se accompagnato da una fresca insalatina.

Cake al prosciutto, piselli & noci

Ingredienti:
180 g di farina 00
3 uova
10 cl di latte
10 cl di olio di semi
100 g di gruyère grattugiato
80 g di piselli (freschi o surgelati)
80 g di prosciutto crudo a fette tagliato grossino
80 g di noci sgusciate
1 bustina di lievito per torte salate
sale, pepe

Procedimento:
Preriscaldate il forno a 180°. Riducete il prosciutto crudo a listarelle con un coltello affilato. In una ciotola sbattete le uova insieme all'olio e al latte. Incorporate la farina setacciata e il gruyère e lavorate il tutto con una spatola fino ad ottenere un composto omogeneo e ben amalgamato. Unite adesso il prosciutto, i piselli (se surgelati metteteli direttamente nell'impasto senza scongelarli) e le noci, che avrete tritato grossolanamente dentro ad un mortaio. Regolate di sale e di pepe, quindi mescolate di nuovo. Da ultimo unite il lievito ben setacciato e incorporatelo delicatamente all'impasto. Versate il tutto all'interno di uno stampo rettangolare da cake (il mio da 25 x 11 cm) rivestito di carta da forno e fate cuocere per circa 50 minuti o comunque fino a quando uno stecchino, infilato al centro del cake, uscirà asciutto e pulito. Lasciate raffreddare completamente il cake prima di sformarlo.

lunedì 1 marzo 2010

Sandwich di gnocchi di semolino al gorgonzola e finocchiona

Sandwich di gnocchi di semolino al gorgonzola e finocchiona

Questi gnocchi sono un piatto che io definirei furbo. Sissì furbo, perché secondo me sono di una comodità estrema da preparare e, di solito, vengono sempre ben accolti da tutti. Io personalmente li adoro, quel formaggio filante abbinato al salame e alla consistenza un po' pastosa del semolino è, secondo il mio modesto parere, molto appetitoso e stuzzicante. Proprio qualche giorno fa in queste pagine si parlava della crescente necessità di avere dei piatti "asso nella manica" da sfoderare nei giorni in cui, per un milione di motivi diversi e sicuramente tutti importanti, andiamo di fretta e non abbiamo il tempo necessario da dedicare alla preparazione di ricette articolate e complicate (vero Frenci? ;). Però poi il fatto è che non ci soddisfa fare sempre quelle quattro cose e vorremmo anche appagare un po' di più occhi e gola, non solo i nostri tra l'altro, ma anche quelli dei nostri famigliari commensali. Ecco che quindi dopo i baci di sfoglia ai tre sapori e lo zabaione caldo al caffé e cardamomo mi permetto di consigliarvi questo altro piatto, che coniuga scarsità di tempo ad un piacevolissimo risultato.

Il concetto di partenza è quello degli gnocchi alla romana, che però vengono qui rivisitati in chiave moderna e un po' più raffinata. La materia prima di partenza è quella tradizionale, ovvero il semolino, che ho fatto cuocere, in maniera altrettanto classica direi, nel latte caldo insieme a poco burro fino ad ottenere una crema densa molto simile alla polenta. Fino a qui nulla di nuovo, ma l'idea simpatica, e se vogliamo un po' originale, è quella di creare una sorta di mini-sandwich con gli gnocchi ottenuti da questo composto e di farcirli con della finocchiona affettata sottilmente (se non la trovate va benissimo anche un altro tipo di salame, basterà aggiungere se gradite qualche seme di finocchio in più alla preparazione) e del gorgonzola, che per l'occasione ho scelto poco stagionato e quindi del tipo cremoso e dolce. Si fanno gratinare per qualche minuto in forno e la cena è servita. Si può anche pensare di preparare il tutto in anticipo e di conservarlo in frigorifero fino al momento del passaggio in forno, in pochi attimi gli gnocchi saranno pronti. Non trovate che siano davvero comodi?

Questa ricetta si presta infine veramente a moltissime varianti, da quella del ripieno che potete creare con ingredienti sempre nuovi e diversi, alla forma che vorrete conferire agli gnocchi stessi. Io infatti ho scelto un coppapasta circolare, ma pensate come sarebbe bello utilizzare altre formine, come chessò, quella a stella per dirne una tra le tante. Ecco la ricetta:

Sandwich di gnocchi di semolino al gorgonzola e finocchiona

Ingredienti per 4 persone:
per gli gnocchi:
700 ml di latte
200 g di semolino
30 g di burro
sale e pepe

per il condimento:
100 g di gorgonzola dolce
100 g di finocchiona a fette sottili
pangrattato
semi di finocchio per decorare
pepe

Procedimento:
In una casseruola portate ad ebollizione il latte, quindi salatelo con un abbondante pizzico di sale grosso. Quando sarà ripreso il bollore versatevi a pioggia il semolino mescolando in continuazione ed energicamente con una frusta a mano ed unitevi il burro. Fate cuocere per circa 5 minuti, sempre mescolando, fino a quando il composto si sarà addensato e si staccherà dalle pareti della casseruola, regolate di sale e di pepe. Trasferite il composto in una teglia quadrata antiaderente delle dimensioni di circa 23 x 23 cm, leggermente inumidita, cercando di disporre il semolino in maniera il più possibile uniforme (aiutatevi prima con il dorso del cucchiaio e poi quando si sarà un po' raffreddato con le mani) e portandolo ad uno spessore di 1,5 cm, massimo 2 cm. Coprite il tutto con un foglio di pellicola alimentare e ponete in frigorifero fino a quando il semolino sarà ben freddo e compatto.

Prendete un coppapasta circolare di circa 7-8 cm e ricavate 8 dischetti dal semolino. Formate adesso i sandiwich mettendo un disco di semolino come base, appoggiatevi sopra 3 fette di finocchiona ed un po' di gorgonzola dolce. Terminate con il secondo disco di semolino e cospargete la superficie di quest'ultimo con altro gorgonzola, qualche seme di finocchio ed un po' di pangrattato. Procedete in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti. Fate gratinare nel forno (modalità grill) già caldo per 4-5 minuti o comunque fino a quando noterete che il formaggio sarà fuso e avrà formato una crosticina leggermente dorata. Sfornate, trasferite nei piatti di servizio e servite subito.