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lunedì 31 agosto 2009

Crostata ai pomodori

Crostata ai pomodori

In questo periodo i pomodori sono nel pieno della loro bontà, rossi e succosi sono uno degli ingredienti principe della cucina estiva e, mai come ora, bisogna approfittarne. Oggi vorrei condividere con voi la ricetta di questa crostata che porto spesso alle grigliate con gli amici (quelle dove ognuno dà il proprio contributo alla riuscita della serata preparando qualcosa per intenderci), da gustare nell'attesa delle portate principali.

L'idea di partenza sarebbe quella di una quiche, non fosse altro che, al lato pratico, tutta quell'abbondanza di formaggi e panna non si addice molto alle calde serate tipicamente estive, ecco quindi un valido sostituto, pur sempre altrettanto goloso e sfizioso, il cui profumo (che ricorda così tanto quello dei ciliegini canditi) fa venire l'acquolina in bocca, credetemi.

La base è la classicissima pâte à quiche di Christophe Felder, questa volta aromatizzata da un po' di aghi di rosmarino tritati amalgamati all'impasto, coperta da un leggero strato di senape all'antica e alcune fette sottili di scamorza affumicata, che durante la cottura si fonderanno insieme insaporendo i pomodori San Marzano a fettine, piacevolmente profumati dal timo. Da servire tiepida o a temperatura ambiente come antipasto o piatto unico.

Crostata di pomodori

Ingredienti per una teglia da 24 cm di diametro:

per la pasta:
1 cucchiaio di aghi di rosmarino tritato

Per il ripieno:
4/5 pomodori San Marzano maturi
2 cucchiai di senape all’antica
5/6 fette sottili di scamorza affumicata
timo
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

Procedimento:
Preparate la pasta da quiche secondo questo procedimento, avendo cura di aggiungere all’impasto anche un cucchaio di aghi di rosmarino fresco tritato. Formate la classica palla, che avvolgerete nella pellicola per alimenti, e fate riposare in frigorifero per almeno due ore.

Trascorso questo tempo stendete la pasta con il mattarello su di una spianatoia leggermente infarinata e disponetela all’interno di uno stampo circolare da crostata di 24 cm di diametro opportunamente imburrato, eliminando l’eccesso di impasto che sborda. Bucherellate la base con i rebbi di una forchetta e cospargetela prima con la senape, poi con le fettine di scamorza, che avrete tagliato abbastanza sottili.

Lavate e asciugate i pomodori, tagliateli a fette e distribuiteli sul formaggio in maniera omogenea (verranno circa due strati completi). Irrorate con olio extravergine di oliva, sale, una macinata di pepe e un po’ di timo. Fate cuocere nel forno già caldo a 200°, ventilato, per circa 40-45 minuti, al termine dei quali la pasta dovrà apparire dorata e i pomodori leggermente appassiti. Fate intiepidire e servite.

giovedì 27 agosto 2009

Un paté... estivo

Paté di melanzane e robiola

Estivo sì, perché non si tratta del classico paté a base di foie gras, o comunque carne o pesce, ma di una variazione sul tema (vegetariana e più leggera, se vogliamo) a base di melanzane e robiola, rinfrescata da una punta di timo fresco. Trattasi quindi di una cremina molto golosa da spalmare copiosamente su dei fragranti crostini di pane tostato, oppure da utilizzare per farcire chessò un panino, tartellette, bigné o bicchierini... insomma gli utilizzi sono molteplici, c’è n’è davvero per tutti!

In questo paté la melanzana deve essere lasciata con la buccia, questo perché, quando verrà frullata, rimarrà in pezzi un po’ più grossolani e contribuirà a rendere più rustico il tutto. Da servire rigorosamente freddo di frigo e possibilmente dopo averlo fatto riposare per alcune ore per dare modo ai sapori di incontrarsi.

Con questa ricetta partecipo al concorso “Tapas per l'estate” indetto da Erborina che ci chiede di preparare stuzzichini, tapas o finger food da consumare con i prodotti Olivia & Marino di Pavesi, ricordandovi che siete in tempo fino al prossimo 15 settembre per partecipare.



Paté di melanzane e robiola

Ingredienti per 2 persone:
1 melanzana violetta
100 g di robiola
1 rametto di timo fresco
1 scalogno
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

Procedimento:
Mondate e tritate al coltello lo scalogno, quindi fatelo rosolare in una padella antiaderente insieme all’olio extravergine di oliva. Lavate la melanzana, tagliatene le estremità e riducetela a dadini, uniteli al soffritto e fate cuocere fino a quando saranno diventati teneri, circa 10 minuti, insieme al timo sfogliato.

Trascorso questo tempo fate raffreddare e trasferite il tutto nel mixer insieme alla robiola, regolando di sale e pepe. Azionate l’apparecchio fino ad ottenere un composto cremoso, simile ad un paté (alcuni frammenti della buccia della melanzana non si frulleranno, ma è così che deve risultare, vedi premessa). Raccogliete il paté così ottenuto, trasferitelo in una o più ciotoline e fatelo raffreddare in frigo. Servite freddo insieme a crostini di pane o bruschette.


Paté di melanzane e robiola

lunedì 24 agosto 2009

Pesche al forno ripiene


Ero convintissima che le pesche ripiene fossero solo ed esclusivamente appannaggio della cucina piemontese, invece mi sbagliavo. Parlando con una cara amica (grazie alla quale ho scoperto questa preparazione) sono venuta a sapere che, in alcune zone della nostra provincia, le nostre nonne le preparavano in estate quando, proprio come in questo periodo, il caldo era troppo elevato per mangiare torte e crostate e sopperivano allora alla voglia di dolce con queste deliziose pesche.

A differenza di quelle piemontesi, nelle quali è previsto anche il cioccolato, qui nel ripieno troviamo polpa di pesca, biscotti secchi (nel mio caso digestive, ma vanno bene anche gli Oro Saiwa per dire), amaretti e una punta di liquore all’amaretto, che tanto bene si sposa con questi frutti. La ricetta è davvero semplicissima, ma di grande successo (io personalmente le adoro e non mi stancherei mai di mangiarle). Se disposte su di un bel vassoio e portate, ad esempio, ad una grigliata estiva con gli amici saranno apprezzate da tutti. Consiglio di servirle a temperatura ambiente oppure fresche, lasciandole riposare un po’ in frigorifero.

Come accade il più delle volte con le ricette delle nostre nonne, le dosi erano rigorosamente ad occhio, per facilitare un po’ le cose a chi desiderasse provarle (nonché per ricordarle alla sottoscritta) riporto di seguito le quantità, ormai collaudate, che utilizzo sempre quando le preparo.



Pesche al forno ripiene

Ingredienti per 2/3 persone:
3 nettarine mature ma sode
60 g di Digestive
60 g di amaretti
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di Amaretto di Saronno
6 mandorle pelate intere

Procedimento:
Lavate le nettarine e asciugatele. Tagliatele a metà, privatele del nocciolo e scavate molto delicatamente la polpa aiutandovi con uno scavino, conservandola da parte in una ciotola. Trasferite le pesche su di una leccarda (o una teglia abbastanza capiente) rivestita di carta da forno posizionandole con la parte tagliata verso l’alto.

Schiacciate bene la polpa delle pesche con una forchetta, aggiungetevi i biscotti secchi e gli amaretti tritati grossolanamente (io per praticità infilo tutto in un sacchetto per alimenti e li percuoto con il mattarello). Unite al composto il liquore e lo zucchero semolato (assaggiando per regolarvi con le quantità) e mescolate il tutto con un cucchiaio fino a quando sarà ben amalgamato.

Aiutandovi con un cucchiaio farcite le pesche fino al bordo livellando accuratamente, decorate con una mandorla pelata intera e fate cuocere per circa 30 minuti nel forno già caldo a 180°, modalità ventilata o comunque fino a quando il ripieno apparirà dorato e avrà formato una leggera crosticina superficiale. Fate raffreddare e servite.

giovedì 20 agosto 2009

Cucina e origami, ovvero triangoli di pasta fillo alla feta e spinaci

Triangoli



Sarò anche poco portata per i lavori manuali, ma io per chiudere questi triangoli sono impazzita. Ho studiato per un’ora buona (con tanto di foglio di carta alla mano, non so se mi spiego eh) come accidenti (io non ho proprio usato questo termine...) si potessero piegare in modo da non far fuoriuscire il ripieno e che, aspetto non tralasciabile, potessero essere almeno presentabili in foto. Dopo alcune imprecazioni nelle lingue più sconosciute e l’intervento di quel santo del mio ragazzo, alla fine ce l’ho fatta, finalmente ho capito qual è il metodo! Il più sarà spiegarvelo in maniera comprensibile… trovate tutto nel procedimento della ricetta comunque, compreso qualche consiglio sull'utilizzo della pasta fillo. Ho fatto diverse prove con 3 e 2 fogli (per i più attenti, ecco perché il triangolo immortalato nella foto ne ha 3 ed io vi ho scritto di farli con 2) e personalmente preferisco quest'ultima soluzione in cui si bilancia maggiormente il sapore della pasta con quello del suo ripieno.

Questi croccantissimi e dorati triangoli di pasta fillo ripieni di spinaci e feta sono un finger food di ispirazione greca (simili allo Spanakopita direi), da gustare come antipasto oppure piatto unico in base alle quantità che destinerete per ogni persona. Piacevolmente sapidi grazie alla feta, risultano anche freschissimi grazie al sapore balsamico della menta, che consiglio di aggiungere assaggiando di volta in volta il ripieno, in modo da trovare il giusto tocco che più vi aggrada.

Anche qui si sprecano le variabili, potete trasformarli e personalizzarli come più vi piace, sostituendo la feta ad esempio con della ricotta o caprino, aggiungendo uvetta o frutta secca o infine cambiando del tutto il tipo di verdura con quella che avete a disposizione in quel momento. Sono un validissimo svuota frigo insomma, da tenere a mente al momento del bisogno.



Triangoli di pasta fillo alla feta e spinaci

Ingredienti per 6 triangoli:
150 g circa di feta
1 cipolla rossa
3 foglioline di menta
6 fogli di pasta fillo
200 g circa di spinaci in foglia surgelati
Olio extravergine di oliva
Pepe
20 g circa di burro fuso (o olio extravergine di oliva)

Procedimento:
In una padella antiaderente fate imbiondire la cipolla mondata e tritata insieme ad un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungete gli spinaci surgelati e fateli cuocere a fuoco vivace (aggiungendo poca acqua se necessario) fino a quando saranno teneri e l’acqua si sarà completamente ritirata. Lasciateli raffreddare del tutto, quindi scolateli ed infine tritateli. In una ciotola capiente mettete gli spinaci così preparati, unite la feta sbriciolandola con le mani, aggiungete le foglioline di menta tritate e una bella macinata di pepe fresco (non occorre salare perché la feta è già sapida di suo). Mescolate per amalgamare il composto.

Fate fondere il burro nel microonde o in un pentolino senza farlo friggere. Prendete la pasta fillo, che fino a quel momento avrete lasciato nella sua confezione, estraetela e disponetela molto delicatamente su un foglio di carta da forno e tenete da parte. Prendete 1 foglio di pasta fillo, adagiatelo su della carta da forno e spennellatelo con il burro fuso, coprite con un altro foglio di pasta e spennellate anch’esso, lasciando i fogli rimanenti coperti da un panno inumidito (questo per evitare che la pasta si indurisca dato che tende a seccare subito una volta a contatto con l'aria).

Tagliate i fogli di fillo a metà nel senso della lunghezza ottenendo due rettangoli lunghi e stretti. Mettete un cucchiaio circa di composto a base di feta e spinaci in un’estremità di ciascun rettangolo e richiudete formando un triangolo, che continuerete ad avvolgere su sé stesso fino ad esaurimento della pasta (tenete prsente che ad ogni piega dovrete sempre ottenere un triangolo). In questo modo ne otterrete 2, uno per ciascuna metà del foglio. Seguite lo stesso procedimento con i fogli di pasta rimanenti, sempre avendo cura di spennellarli con il burro fuso (in questo modo si sfoglieranno durante la cottura), ottenendo in totale 6 triangoli.

Disponeteli su di una leccarda rivestita di carta da forno, spennellateli ancora con il burro fuso e fate cuocere nel forno già caldo a 180° ventilato per circa 15-20 minuti, o comunque fino a doratura della pasta. Fate intiepidire e servite.

lunedì 17 agosto 2009

Paccheri ai due pomodori, pistacchi e ricotta salata

Paccheri

Eh già, non c’è niente da fare, gira che ti rigira, non c’è nessun condimento per la pasta che mi gratifichi quanto il classicissimo, intramontabile pomodoro, accompagnato da un tripudio di sapori e profumi tipici della cucina mediterranea.

Nella ricetta di oggi ho voluto abbondare e lui, il pomodoro, lo ritroviamo qui al quadrato, in un sugo veloce e pure molto estivo, in cui rossi e succosi pomodorini ciliegia rinforzati da saporiti pomodori secchi, incontrano croccanti pistacchi tritati e fili di candida ricotta salata. Il tutto accompagna dei paccheri di Gragnano, formato che apprezzo per la sua capacità di ospitare e raccogliere il condimento. Et volià la mia pasta dell’estate, non sarà una novità, però nella sua semplicità merita, fidatevi, si sa mai che un giorni vi vada di provarla.

Paccheri ai due pomodori, pistacchi e ricotta salata

Ingredienti per 2 persone:
200 g di paccheri di Gragnano
10 pomodorini ciliegia
4-5 pomodori secchi
1 cipolla rossa piccola
50 g di pistacchi
ricotta salata grattugiata a piacere
olio extravergine di oliva
sale
pepe

Procedimento:
Mettete una piccola casseruola piena d’acqua sul fuoco e portare a bollore, unite i pomodori secchi e fate scottare per circa 5 minuti, quindi scolateli e tagliateli a pezzetti. Lavate i pomodorini e tagliateli in quarti, tenendoli da parte, mondate la cipolla, tagliatela a rondelle fini e fatela rosolare in una capace padella antiaderente insieme a due cucchiai circa di olio extravergine di oliva.

Quando sarà diventata trasparente unite i pomodorini ciliegia unitamente a quelli secchi, allungando il sugo con un po’ di acqua, e fate cuocere fino a quando i primi saranno teneri facendoli saltare di tanto in tanto in padella.

Tritate grossolanamente i pistacchi e uniteli al sugo mescolando con un cucchiaio di legno, regolate di sale e di pepe e lasciate riposare. Nel frattempo lessate i paccheri in una casseruola contenente abbondante acqua salata scolandoli molto al dente con un mestolo forato (conservando l’acqua) e completate la cottura facendoli saltare a fuoco vivace nella padella con il condimento al quale aggiungerete la ricotta salata grattugiata a piacere, eventualmente allungando con un po’ di acqua di cottura della pasta. Amalgamate il tutto e servite subito.

giovedì 13 agosto 2009

Mousse meringata alle pesche [light]

Mousse meringata alle pesche

Questo post vorrebbe essere uno spunto, una base di partenza, per tutti coloro i quali sono colti da improvvise voglie di roba dolce, ma per diverse ragioni (dieta o altro), non possono concedersi ogni volta una fetta di torta oppure un gelato, per dire. Vi capita mai? A me spesso, soprattutto la sera, quando mi ritrovo bella rilassata sul divano, zac ecco che, senza preavviso, avverto quel certo languorino che mi chiama dal profondo dello stomaco. Ragion per cui ho messo a punto questa ricetta (riadattata da quella vista in Sale & Pepe di Luglio, mi pare) che ha la funzione di darmi il cosiddetto “contentino”. Certo, se siete alla ricerca di un dessert un po’ più opulento e consistente, beh sappiate che questo post non fa per voi (uomo avvisato, ecc...).

L’idea è quella di una mousse meringata (a base di soli albumi e frutta), dalla texture impalpabile e aerea, leggermente aromatizzata da pesche frullate e da un goccio di liquore all’amaretto. Il tutto, dopo 24 ore di congelatore, assumerà una consistenza un poco più solida, ma pur sempre simile ad una nuvola. Niente latte, panna o burro, avete capito bene. Completano questi bicchierini (mi sa che ci ho preso un po' troppo gusto, vero?) della granella di mandorle tostate e sottili fettine di pesca, lasciate macerare nello stesso liquore con una punta di zucchero semolato. Naturalmente li potete modificare a vostro piacimento con altri tipi di frutta come albicocche, mango, frutti di bosco e fragole (ovviamente in stagione).

Mousse meringata alle pesche


Mousse meringata alle pesche

Ingredienti per 2 bicchieri:

per la mousse:
125 g di pesche gialle
1 cucchiaio di Amaretto di Saronno
60 g di zucchero semolato
2 albumi
succo di limone

per la decorazione:
1 pesca gialla
Amaretto di Saronno
1 cucchiaio di zucchero semolato extrafine
mandorle tritate tostate

Procedimento:
Sbucciate le pesche, snocciolatele e tagliatele a tocchetti. Trasferitele nel boccale del frullatore insieme a 40 g di zucchero semolato e al liquore all'amaretto, quindi azionate l'apparecchio fino ad ottenere un composto privo di grumi dalla consistenza liscia e setosa.

In un contenitore ben pulito montate gli albumi, unitamente a due gocce di succo di limone, con le fruste elettriche a neve fermissima, incorporando in piccole quantità e in più riprese lo zucchero restante fino ad ottenere una massa lucida e spumosa.

Incorporate le pesche frullate agli albumi mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Servendovi di un cucchiaio distribuitelo all'interno di due bicchieri arrivando fino ad un paio di centimetri dal bordo, livellate bene, coprite con dell'alluminio e ponete in freezer a raffreddare per 24 ore.

Trenta minuti prima di servire pelate la pesca restante, eliminate il nocciolo e tagliatela a fette sottilissime su di un tagliere. Trasferitele in una piccola ciotola insieme allo zucchero extrafino e ad un po' di liquore all'amaretto e lasciate riposare. Poco prima di servire estraete i bicchieri dal congelatore e decorate con le fettine di pesche preparate e granella di mandorle tostate a piacere.

lunedì 10 agosto 2009

Pollo glassato con miele, paprica e lime

Pollo glassato con miele, paprica e lime

Ecco una ricetta di pollo, rapida e pratica, di quelle da mangiare anche una sera, appena rientrati dall’ufficio, quando non si sa bene cosa preparare per cena. Tengo sempre dei petti di pollo in congelatore, carne bianca che mi piace per la sua leggerezza (e per questo adatta al mio regime alimentare infrasettimanale), ma anche perché grazie alla sua versatilità permette di creare pietanze sempre nuove e colorate per portare un po’ di allegria in tavola.

Gli ingredienti sono tutti, o quasi di facile reperimento, la paprica dolce e il miele credo che più o meno tutti ce l’avremo in casa, no? Per quanto riguarda il lime (che ho inaspettatamente scoperto nel banco della frutta nel supermercato dove vado abitualmente a fare la spesa) vi dico che potete tranquillamente sostituirlo con un limone, magari biologico, dato che gli spicchi, con tanto di buccia, verranno cotti insieme alla carne. Per quanto riguarda lo zenzero marinato (ecco finalmente la dimostrazione di come l’ho usato) mi pare di aver ampiamente spiegato come farlo qui, per chi non ha tempo invece consiglio di usare la radice fresca, pelata e grattugiata.

Il tempo di prepararazione è inoltre rapidissimo, il che mi ha consentito di mettere tutto in forno, per poi dedicarmi ad altro per una buona mezz’oretta, non male direi, tanto che sto seriamente pensando di eleggerlo ad uno dei classici di casa mia. Ne sono usciti degli appetitosi bocconcini di colore arancione (per la presenza della paprica), piacevolmente glassati e dorati, che ho mangiato davvero di gusto. Accompagnati da un’insalata verde oppure da un po’ di riso bollito diventano un piatto bilanciato, sano e leggero.


Pollo glassato con miele, paprica e lime


Pollo glassato con miele, paprica e lime
(tratto da "7 giorni in cucina" di Bill Granger - Luxury Books)

Ingredienti per 2 persone:
1 cucchiaio di farina bianca
1 cucchiaino di paprica dolce
500 g di petto di pollo
1 cipolla rossa
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di zenzero marinato tritato (o fresco grattugiato)
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di miele di acacia
70 ml di brodo vegetale caldo
1 lime
Sale
Pepe nero

Procedimento:
Tagliate il petto di pollo a striscioline o bocconcini utilizzando un coltello affilato. Mondate la cipolla rossa e tagliatela a spicchi, quindi preriscaldate il forno a 220° in modalità ventilata. In un piatto fondo disponete la farina e la paprica regolando di sale e pepe fresco appena macinato.

Passate i bocconcini di pollo nel piatto, infarinandoli bene, e disponeteli in una capiente teglia rivestita di carta da forno. Aggiungetevi le cipolle a spicchi, irrorate con l’olio extravergine di oliva e fate cuocere in forno per circa 20 minuti, avendo cura di mescolare con un cucchiaio di legno una volta a metà cottura.

In un piccolo contenitore versate il brodo vegetale caldo, unite lo zenzero marinato tritato, il miele e lo spicchio d’aglio che avrete mondato e tagliato a fettine. Versate il tutto sul pollo e completate con gli spicchi di lime. Terminate la cottura per altri 10 minuti, sempre alla stessa temperatura, o comunque fino a quando i bocconcini appariranno dorati e lucidi, mescolando di tanto in tanto.

Servite con riso al vapore a piacere.

venerdì 7 agosto 2009

Cosa fare con un chilo di zenzero, part two: lo zenzero marinato

Zenzero marinato


Pensavate che mi fossi dimenticata di dirvi cosa ci ho fatto con il restante mezzo chilo di zenzero, vero? E invece no, aspettavo solo che arrivasse il momento propizio (leggasi: del suo utilizzo in una ricetta, che vedrete prossimamente), nonché quello di aprire uno dei vasetti preparati per saggiarne il sapore. Non che nutrissi dubbi in merito, tutt'altro, anche perché la fidata ricetta proviene direttamente dal blog Via delle Rose, della carissima Mariluna.

Dopo lo zenzero candito, ecco una versione da utilizzare anche nelle ricette salate, in abbinamento a carni bianche, pesce (sushi ad esempio), in insalata oppure in una fumante tazza di tè nero, come suggerisce Mariluna stessa. Non ho apportato alcuna modifica alla sua ricetta, ho solo raddoppiato le dosi da lei indicate in base alla quantità di zenzero di cui disponevo.

Ho aperto uno dei barattoli giusto la scorsa settimana e devo dire che mi è proprio piaciuto (tanto che lo infilo qua e là appena posso), e tra l'altro, è ottimo anche da solo. Permane sempre il suo caratteristico sapore e la nota finale leggermente piccante (minore rispetto alla versione candita a mio avviso).

Zenzero marinato

Zenzero marinato

Ingredienti:
500 g di zenzero fresco
2 cucchiai di sale fino
40 cl di aceto di riso (nel mio caso aceto di mele)
200 g di zucchero semolato
2 litri di acqua

Procedimento:
Servendovi di un pelapatate pelate con molta cura la radice di zenzero facendo in modo di non lasciare residui della buccia, quindi tagliatela a fette sottilissime. Fatele sbianchire in due litri di acqua che avrete portato prima a bollore per circa 2-3 minuti, scolatele, lasciate intiepidire e asciugatele con un panno morbido.Trasferitele in una ciotola, cospargetele con il sale e fate riposare per circa 1 ora. Trascorso questo tempo sciacquatele bene in modo da eliminare ogni residuo di sale.

Disponete lo zenzero in vasetti di vetro a chiusura ermetica sterilizzati. In una casseruola fate scaldare l’aceto di riso (in mancanza va bene anche quello di mele) insieme allo zucchero semolato. Fatelo quindi sciogliere mescolando per circa 30 secondi. Versate il tutto immediatamente nei contenitori fino a ricoprire lo zenzero completamente, premendo un po’ con un cucchiaio per far fuoriuscire eventuale aria. Chiudete subito, capovolgeteli e fate intiepidire.

Attendete una settimana prima di aprirli e consumarne il contenuto. Grazie alla presenza dell'aceto e del sale si conservano per un tempo lunghissimo, dall’apertura considerate circa un mese in frigorifero.

mercoledì 5 agosto 2009

Torta rovesciata di albicocche

Torta rovesciata di albicocche

Le torte rovesciate mi sono sempre piaciute, sarà perché fin da piccolina le vedevo spesso realizzate in famiglia (in particolare quella all'ananas, che magari sarà oggetto di un prossimo post), ma anche perché il più delle volte sono belle già da sole, dato che la frutta utilizzata, leggermente caramellata, basta da sola a comporre la decorazione del dolce.

Nel mio caso avevo delle magnifiche albicocche (frutto che adoro soprattutto al naturale) che non vedevo l'ora di impiegare. Ne è risultata una torta davvero soffice e umida, quasi appiccicosa, il cui sapore dolce e vanigliato viene leggermente contrastato da quello più acidulo della frutta. Sicuramente è perfettibile dal punto di vista dell'esecuzione, dato che ho lasciato il caramello un po' troppo biondo, ma ci è talmente tanto piaciuta che non potevo non riproporvela.

E' perfetta per una sana merenda, ma anche per un fine pasto non troppo pesante. Potete naturalmente sostituire le albicocche con altra frutta di stagione come pesche, nettarine di piccole dimensioni o anche susine.



Torta rovesciata di albicocche


Torta rovesciata di albicocche
(tratta da "In cucina con gli amici" - Sale & Pepe Collection)


Ingredienti per 8 persone:
250 g di zucchero di canna
125 g di burro morbido a pezzetti
8-12 albicocche
2 uova
1 baccello di vaniglia
125 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
75 ml di panna fresca
1 pizzico di sale

Procedimento:
Tagliate a metà le albicocche, denocciolatele e tenetele da parte in un piatto. In una piccola casseruola di acciaio dal fondo pesante mescolate 150 g di zucchero di canna e 60 g di burro a fiamma bassa, fino a quando entrambi si saranno sciolti e il composto diventerà soffice. Lasciate sul fuoco fino a formazione del caramello e versatelo in uno stampo circolare da 24 cm di diametro a cerchio apribile, ben imburrato, avendo cura di disporlo in maniera omogenea. Disponetevi sopra le albicocche con la parte tagliata verso il basso, dapprima lungo la circonferenza, poi nel centro.

In una ciotola (o con la planetaria) lavorate a crema il burro e lo zucchero di canna rimasti utilizzando le fruste elettriche. Incorporate le uova, una alla volta, aspettando che la prima sia ben amalgamata prima di aggiungere la seconda. Incidete la bacca di vaniglia a metà, prelevatene il contenuto con la punta di un coltello e unitelo al composto, mescolando. Aggiungete ora la farina e il lievito setacciati insieme ad un pizzico di sale avendo cura di mescolare bene. Incorporate da ultima la panna (non montata) e rimestate nuovamente.

Versate il composto nella tortiera andando a coprire in maniera uniforme le albicocche, livellate bene sbattendo più volte lo stampo sul piano di lavoro, e fate cuocere nel forno già caldo a 170° per circa 40-45 minuti, testando la cottura con uno stuzzicadenti. Lasciate riposare il dolce per 5 minuti all'interno della tortiera prima di capovolgerlo su di un piatto. Fate raffreddare completamente e servite.

lunedì 3 agosto 2009

Gazpacho piccante allo yogurt

Gazpacho piccante allo yogurt

Il gazpacho è una zuppa di origine andalusa a base di verdure crude (solitamente pomodori maturi, cetrioli e peperoni) alle quali vengono aggiunti pane raffermo, aceto, varie erbe aromatiche e spezie. Ma la particolarità di questo piatto è che va servito rigorosamente freddo, diventando in questo modo una delle pietanze estive per eccellenza, per la sua nota rinfrescante ed energetica.

E', tra l'altro, un'idea di grande versatilità quella del gazpacho, perché è possibile realizzare le più disparate versioni, abbandonando i più tradizionali e consolidati ingredienti in favore di accostamenti arditi e creativi, come quelli che abbinano frutta e ortaggi. In questa occasione sono rimasta piuttosto sul classico ed ho provato questa variante con una punta di yogurt greco (non me ne vogliano i puristi) che va a mitigare leggermente la tipica acidità che caratterizza questo piatto, pur permettendo di riconoscere il sapore di ogni sua singola componente.

Trattasi di una praticissima zuppetta (in fondo basta tritare gli ingredienti e metterli nel frullatore...) da servire sia a pranzo, eventualmente accompagnandola con crudité di ortaggi e crostini di pane tostati, che all'aperitivo magari in piccoli bicchieri. Consiglio di condirlo a piacere trovando la giusta dose di sale, pepe e olio in base ai propri gusti personali. E' il genere di piatto che si odia o si ama, a mio avviso, quindi se non gradite particolarmente il peperone o il cetriolo, per citarne due, sappiate che non fa per voi.


Gazpacho piccante allo yogurt
(tratto da “Il re pomodoro” – Il meglio di Sale & Pepe)

Ingredienti per 4 persone:
500 g di pomodori maturi
1 cipollotto rosso grosso
1 costa di sedano
1 cetriolo
2 rametti di finocchietto
4 fette di pancarré raffermo
1 spicchio d’aglio
1 peperone
2 cucchiai di yogurt greco
2 cucchiai di aceto di vino rosso
Olio extravergine di oliva
Peperoncino in polvere
Acqua ghiacciata
Sale
Pepe

Procedimento:
Con un coltello praticate un’incisione a croce sulla base di ciascun pomodoro e fateli scottare in acqua bollente salata per un paio di minuti, scolateli, raffreddateli in acqua fredda ed eliminate la pelle. Tagliateli a metà, privateli dei semi e riduceteli a tocchetti.

Sbucciate il cetriolo e affettatelo, disponete le fettine su di uno scolapasta, salatele e lasciatele riposare per circa 30 minuti. Mondate e tritate il cipollotto. Tagliate a metà il peperone, eliminate le costole bianche e tutti i semini, quindi tritatelo in maniera grossolana insieme allo spicchio d’aglio sbucciato, al finocchietto e al sedano, che avrete opportunamente lavati e asciugati.

Avvalendovi di un coltello eliminate la crosta dalle fette di pancarré e sminuzzatelo con le mani, disponendolo in una fondina. Bagnatelo con poca acqua, strizzatelo e aggiungete i due cucchiai di aceto.

Nel bicchiere del frullatore frullate tutte le verdure alla massima velocità, regolando di sale e aggiungendo peperoncino a piacere. Unite il pane insieme a 2-3 cucchiai di acqua ghiacciata (provate prima con due e aggiungete il terzo solo se necessario regolandovi con la consistenza) e azionate di nuovo l’apparecchio. Terminate aggiungendo lo yogurt e un filo di olio extravergine di oliva, frullando fino ad ottenere una crema vellutata.

Trasferite il tutto in una capiente ciotola, regolate di sale, pepe e olio e ponete in frigorifero, coperto, a raffreddare per almeno un’ora. Servite il gazpacho molto freddo completando con erba cipollina e basilico tritati, accompagnato da una dadolata di verdure crude e crostini di pane tostato.