lunedì 31 agosto 2009
Crostata ai pomodori
giovedì 27 agosto 2009
Un paté... estivo
Estivo sì, perché non si tratta del classico paté a base di foie gras, o comunque carne o pesce, ma di una variazione sul tema (vegetariana e più leggera, se vogliamo) a base di melanzane e robiola, rinfrescata da una punta di timo fresco. Trattasi quindi di una cremina molto golosa da spalmare copiosamente su dei fragranti crostini di pane tostato, oppure da utilizzare per farcire chessò un panino, tartellette, bigné o bicchierini... insomma gli utilizzi sono molteplici, c’è n’è davvero per tutti!
In questo paté la melanzana deve essere lasciata con la buccia, questo perché, quando verrà frullata, rimarrà in pezzi un po’ più grossolani e contribuirà a rendere più rustico il tutto. Da servire rigorosamente freddo di frigo e possibilmente dopo averlo fatto riposare per alcune ore per dare modo ai sapori di incontrarsi.

Paté di melanzane e robiola
Ingredienti per 2 persone:
1 melanzana violetta
100 g di robiola
1 rametto di timo fresco
1 scalogno
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale
Pepe
Procedimento:
Mondate e tritate al coltello lo scalogno, quindi fatelo rosolare in una padella antiaderente insieme all’olio extravergine di oliva. Lavate la melanzana, tagliatene le estremità e riducetela a dadini, uniteli al soffritto e fate cuocere fino a quando saranno diventati teneri, circa 10 minuti, insieme al timo sfogliato.
Trascorso questo tempo fate raffreddare e trasferite il tutto nel mixer insieme alla robiola, regolando di sale e pepe. Azionate l’apparecchio fino ad ottenere un composto cremoso, simile ad un paté (alcuni frammenti della buccia della melanzana non si frulleranno, ma è così che deve risultare, vedi premessa). Raccogliete il paté così ottenuto, trasferitelo in una o più ciotoline e fatelo raffreddare in frigo. Servite freddo insieme a crostini di pane o bruschette.
lunedì 24 agosto 2009
Pesche al forno ripiene
A differenza di quelle piemontesi, nelle quali è previsto anche il cioccolato, qui nel ripieno troviamo polpa di pesca, biscotti secchi (nel mio caso digestive, ma vanno bene anche gli Oro Saiwa per dire), amaretti e una punta di liquore all’amaretto, che tanto bene si sposa con questi frutti. La ricetta è davvero semplicissima, ma di grande successo (io personalmente le adoro e non mi stancherei mai di mangiarle). Se disposte su di un bel vassoio e portate, ad esempio, ad una grigliata estiva con gli amici saranno apprezzate da tutti. Consiglio di servirle a temperatura ambiente oppure fresche, lasciandole riposare un po’ in frigorifero.
Come accade il più delle volte con le ricette delle nostre nonne, le dosi erano rigorosamente ad occhio, per facilitare un po’ le cose a chi desiderasse provarle (nonché per ricordarle alla sottoscritta) riporto di seguito le quantità, ormai collaudate, che utilizzo sempre quando le preparo.
3 nettarine mature ma sode
60 g di Digestive
60 g di amaretti
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di Amaretto di Saronno
6 mandorle pelate intere
Procedimento:
Lavate le nettarine e asciugatele. Tagliatele a metà, privatele del nocciolo e scavate molto delicatamente la polpa aiutandovi con uno scavino, conservandola da parte in una ciotola. Trasferite le pesche su di una leccarda (o una teglia abbastanza capiente) rivestita di carta da forno posizionandole con la parte tagliata verso l’alto.
Schiacciate bene la polpa delle pesche con una forchetta, aggiungetevi i biscotti secchi e gli amaretti tritati grossolanamente (io per praticità infilo tutto in un sacchetto per alimenti e li percuoto con il mattarello). Unite al composto il liquore e lo zucchero semolato (assaggiando per regolarvi con le quantità) e mescolate il tutto con un cucchiaio fino a quando sarà ben amalgamato.
Aiutandovi con un cucchiaio farcite le pesche fino al bordo livellando accuratamente, decorate con una mandorla pelata intera e fate cuocere per circa 30 minuti nel forno già caldo a 180°, modalità ventilata o comunque fino a quando il ripieno apparirà dorato e avrà formato una leggera crosticina superficiale. Fate raffreddare e servite.
giovedì 20 agosto 2009
Cucina e origami, ovvero triangoli di pasta fillo alla feta e spinaci
Questi croccantissimi e dorati triangoli di pasta fillo ripieni di spinaci e feta sono un finger food di ispirazione greca (simili allo Spanakopita direi), da gustare come antipasto oppure piatto unico in base alle quantità che destinerete per ogni persona. Piacevolmente sapidi grazie alla feta, risultano anche freschissimi grazie al sapore balsamico della menta, che consiglio di aggiungere assaggiando di volta in volta il ripieno, in modo da trovare il giusto tocco che più vi aggrada.
Anche qui si sprecano le variabili, potete trasformarli e personalizzarli come più vi piace, sostituendo la feta ad esempio con della ricotta o caprino, aggiungendo uvetta o frutta secca o infine cambiando del tutto il tipo di verdura con quella che avete a disposizione in quel momento. Sono un validissimo svuota frigo insomma, da tenere a mente al momento del bisogno.
Triangoli di pasta fillo alla feta e spinaci
Ingredienti per 6 triangoli:
150 g circa di feta
1 cipolla rossa
3 foglioline di menta
6 fogli di pasta fillo
200 g circa di spinaci in foglia surgelati
Olio extravergine di oliva
Pepe
20 g circa di burro fuso (o olio extravergine di oliva)
Procedimento:
In una padella antiaderente fate imbiondire la cipolla mondata e tritata insieme ad un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungete gli spinaci surgelati e fateli cuocere a fuoco vivace (aggiungendo poca acqua se necessario) fino a quando saranno teneri e l’acqua si sarà completamente ritirata. Lasciateli raffreddare del tutto, quindi scolateli ed infine tritateli. In una ciotola capiente mettete gli spinaci così preparati, unite la feta sbriciolandola con le mani, aggiungete le foglioline di menta tritate e una bella macinata di pepe fresco (non occorre salare perché la feta è già sapida di suo). Mescolate per amalgamare il composto.
Fate fondere il burro nel microonde o in un pentolino senza farlo friggere. Prendete la pasta fillo, che fino a quel momento avrete lasciato nella sua confezione, estraetela e disponetela molto delicatamente su un foglio di carta da forno e tenete da parte. Prendete 1 foglio di pasta fillo, adagiatelo su della carta da forno e spennellatelo con il burro fuso, coprite con un altro foglio di pasta e spennellate anch’esso, lasciando i fogli rimanenti coperti da un panno inumidito (questo per evitare che la pasta si indurisca dato che tende a seccare subito una volta a contatto con l'aria).
Tagliate i fogli di fillo a metà nel senso della lunghezza ottenendo due rettangoli lunghi e stretti. Mettete un cucchiaio circa di composto a base di feta e spinaci in un’estremità di ciascun rettangolo e richiudete formando un triangolo, che continuerete ad avvolgere su sé stesso fino ad esaurimento della pasta (tenete prsente che ad ogni piega dovrete sempre ottenere un triangolo). In questo modo ne otterrete 2, uno per ciascuna metà del foglio. Seguite lo stesso procedimento con i fogli di pasta rimanenti, sempre avendo cura di spennellarli con il burro fuso (in questo modo si sfoglieranno durante la cottura), ottenendo in totale 6 triangoli.
Disponeteli su di una leccarda rivestita di carta da forno, spennellateli ancora con il burro fuso e fate cuocere nel forno già caldo a 180° ventilato per circa 15-20 minuti, o comunque fino a doratura della pasta. Fate intiepidire e servite.
lunedì 17 agosto 2009
Paccheri ai due pomodori, pistacchi e ricotta salata
Paccheri ai due pomodori, pistacchi e ricotta salata
Ingredienti per 2 persone:
200 g di paccheri di Gragnano
10 pomodorini ciliegia
4-5 pomodori secchi
1 cipolla rossa piccola
50 g di pistacchi
ricotta salata grattugiata a piacere
olio extravergine di oliva
sale
pepe
Procedimento:
Mettete una piccola casseruola piena d’acqua sul fuoco e portare a bollore, unite i pomodori secchi e fate scottare per circa 5 minuti, quindi scolateli e tagliateli a pezzetti. Lavate i pomodorini e tagliateli in quarti, tenendoli da parte, mondate la cipolla, tagliatela a rondelle fini e fatela rosolare in una capace padella antiaderente insieme a due cucchiai circa di olio extravergine di oliva.
Quando sarà diventata trasparente unite i pomodorini ciliegia unitamente a quelli secchi, allungando il sugo con un po’ di acqua, e fate cuocere fino a quando i primi saranno teneri facendoli saltare di tanto in tanto in padella.
Tritate grossolanamente i pistacchi e uniteli al sugo mescolando con un cucchiaio di legno, regolate di sale e di pepe e lasciate riposare. Nel frattempo lessate i paccheri in una casseruola contenente abbondante acqua salata scolandoli molto al dente con un mestolo forato (conservando l’acqua) e completate la cottura facendoli saltare a fuoco vivace nella padella con il condimento al quale aggiungerete la ricotta salata grattugiata a piacere, eventualmente allungando con un po’ di acqua di cottura della pasta. Amalgamate il tutto e servite subito.
giovedì 13 agosto 2009
Mousse meringata alle pesche [light]
L’idea è quella di una mousse meringata (a base di soli albumi e frutta), dalla texture impalpabile e aerea, leggermente aromatizzata da pesche frullate e da un goccio di liquore all’amaretto. Il tutto, dopo 24 ore di congelatore, assumerà una consistenza un poco più solida, ma pur sempre simile ad una nuvola. Niente latte, panna o burro, avete capito bene. Completano questi bicchierini (mi sa che ci ho preso un po' troppo gusto, vero?) della granella di mandorle tostate e sottili fettine di pesca, lasciate macerare nello stesso liquore con una punta di zucchero semolato. Naturalmente li potete modificare a vostro piacimento con altri tipi di frutta come albicocche, mango, frutti di bosco e fragole (ovviamente in stagione).
Mousse meringata alle pesche
Ingredienti per 2 bicchieri:
per la mousse:
125 g di pesche gialle
1 cucchiaio di Amaretto di Saronno
60 g di zucchero semolato
2 albumi
succo di limone
per la decorazione:
1 pesca gialla
Amaretto di Saronno
1 cucchiaio di zucchero semolato extrafine
mandorle tritate tostate
Procedimento:
Sbucciate le pesche, snocciolatele e tagliatele a tocchetti. Trasferitele nel boccale del frullatore insieme a 40 g di zucchero semolato e al liquore all'amaretto, quindi azionate l'apparecchio fino ad ottenere un composto privo di grumi dalla consistenza liscia e setosa.
In un contenitore ben pulito montate gli albumi, unitamente a due gocce di succo di limone, con le fruste elettriche a neve fermissima, incorporando in piccole quantità e in più riprese lo zucchero restante fino ad ottenere una massa lucida e spumosa.
Incorporate le pesche frullate agli albumi mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Servendovi di un cucchiaio distribuitelo all'interno di due bicchieri arrivando fino ad un paio di centimetri dal bordo, livellate bene, coprite con dell'alluminio e ponete in freezer a raffreddare per 24 ore.
Trenta minuti prima di servire pelate la pesca restante, eliminate il nocciolo e tagliatela a fette sottilissime su di un tagliere. Trasferitele in una piccola ciotola insieme allo zucchero extrafino e ad un po' di liquore all'amaretto e lasciate riposare. Poco prima di servire estraete i bicchieri dal congelatore e decorate con le fettine di pesche preparate e granella di mandorle tostate a piacere.
lunedì 10 agosto 2009
Pollo glassato con miele, paprica e lime
venerdì 7 agosto 2009
Cosa fare con un chilo di zenzero, part two: lo zenzero marinato
Dopo lo zenzero candito, ecco una versione da utilizzare anche nelle ricette salate, in abbinamento a carni bianche, pesce (sushi ad esempio), in insalata oppure in una fumante tazza di tè nero, come suggerisce Mariluna stessa. Non ho apportato alcuna modifica alla sua ricetta, ho solo raddoppiato le dosi da lei indicate in base alla quantità di zenzero di cui disponevo.
Ingredienti:
500 g di zenzero fresco
2 cucchiai di sale fino
40 cl di aceto di riso (nel mio caso aceto di mele)
200 g di zucchero semolato
2 litri di acqua
Procedimento:
Servendovi di un pelapatate pelate con molta cura la radice di zenzero facendo in modo di non lasciare residui della buccia, quindi tagliatela a fette sottilissime. Fatele sbianchire in due litri di acqua che avrete portato prima a bollore per circa 2-3 minuti, scolatele, lasciate intiepidire e asciugatele con un panno morbido.Trasferitele in una ciotola, cospargetele con il sale e fate riposare per circa 1 ora. Trascorso questo tempo sciacquatele bene in modo da eliminare ogni residuo di sale.
Disponete lo zenzero in vasetti di vetro a chiusura ermetica sterilizzati. In una casseruola fate scaldare l’aceto di riso (in mancanza va bene anche quello di mele) insieme allo zucchero semolato. Fatelo quindi sciogliere mescolando per circa 30 secondi. Versate il tutto immediatamente nei contenitori fino a ricoprire lo zenzero completamente, premendo un po’ con un cucchiaio per far fuoriuscire eventuale aria. Chiudete subito, capovolgeteli e fate intiepidire.
mercoledì 5 agosto 2009
Torta rovesciata di albicocche
Nel mio caso avevo delle magnifiche albicocche (frutto che adoro soprattutto al naturale) che non vedevo l'ora di impiegare. Ne è risultata una torta davvero soffice e umida, quasi appiccicosa, il cui sapore dolce e vanigliato viene leggermente contrastato da quello più acidulo della frutta. Sicuramente è perfettibile dal punto di vista dell'esecuzione, dato che ho lasciato il caramello un po' troppo biondo, ma ci è talmente tanto piaciuta che non potevo non riproporvela.
E' perfetta per una sana merenda, ma anche per un fine pasto non troppo pesante. Potete naturalmente sostituire le albicocche con altra frutta di stagione come pesche, nettarine di piccole dimensioni o anche susine.
Torta rovesciata di albicocche
Procedimento:




































