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martedì 30 giugno 2009

Carne d'estate: dadini di manzo scottati con salsa alla feta


Non so voi, ma d’estate io non so mai come cucinare la carne per ottenere un piatto che sia contemporaneamente fresco, leggero, ma soprattutto gustoso. Sicuramente uno dei secondi che prediligo in questo periodo è la tagliata, che preparo in tutte le sue possibili varianti, accostandola con ogni tipo di verdura (trovate due esempi qui e qui). Un piatto veloce e sempre apprezzatissimo, così come quello di oggi che, se vogliamo, altro non è che una sua declinazione.

Nella ricetta odierna il protagonista assoluto è il lui, il controfiletto, un taglio di carne che, come ormai sapete, utilizzo quasi sempre per queste pietanze. Qui lo troviamo presentato a cubetti leggermente scottati sulla piastra, che risulteranno particolarmente teneri e saporiti grazie alla marinata di olio, vino bianco, alloro e ginepro che precede la cottura. Basterà semplicemente preparare un’insalata mista di accompagnamento con ortaggi freschissimi quali pomodori, cipollotti di Tropea, sedano e insalata valeriana, condirla a vostro piacimento magari con qualche sale aromatizzato, ed il più è fatto. Se poi si completa il tutto con una voluttuosa e cremosa salsa di feta, direi che si ottiene un piatto semplice e naturale, ma da veri gourmet, che sarà perfetto per le vostre cene estive.

Naturalmente potete modificare gli ingredienti a vostro piacimento, ad esempio, se volete ottenere uno stile tendente alla cucina greca basterà sostituire il sedano con le olive nere e cetrioli a fettine. L’importante è non eccedere con il sale perché come sapete bene la feta è già sapida di suo.



DADINI DI MANZO SCOTTATI CON SALSA DI FETA
(tratto da Sale & Pepe Agosto 2008)

Ingredienti per 4 persone:

Per la marinata:
1 bicchiere di vino bianco secco
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 foglie di alloro
5 bacche di ginepro

Per la carne:
800 g di controfiletto (o roastbeef o sottofesa)
250 g di pomodorini ciliegia
1 costa di sedano
100 g di valeriana
2 cipollotti di Tropea
sale
pepe

Per la salsa di feta:
150 g circa di feta
150 ml di latte
1 mazzetto di maggiorana
½ spicchio d’aglio


Procedimento:
Su di un tagliere tagliate la carne a dadi di circa 3 cm di lato e disponetela in un piatto fondo insieme all’olio extravergine di oliva, al vino, le foglie di alloro e le bacche di ginepro. Fate marinare per 30 minuti circa.

Nel frattempo preparate la salsa alla feta: sbriciolatela con le mani all’interno di un contenitore, aggiungetevi il latte, la maggiorana (qualche foglia) e l’aglio. Frullate il tutto e disponete la crema così ottenuta in una ciotolina che coprirete con un foglio di alluminio e farete riposare in frigorifero (se notate che la salsa dovesse risultare troppo liquida unite un altro po’ di feta sbriciolata e frullate nuovamente).

Mondate, lavate ed asciugate le verdure, tagliate i pomodorini in 4 parti, il sedano a fettine e i cipollotti a rondelle. Teneteli da parte (valeriana compresa). Sgocciolate i dadini di carne dalla marinata e cuoceteli su di una piastra di ghisa ben calda, circa un minuto per lato (o fino al grado di cottura desiderato). Prelevate la carne, disponetela su di un tagliere e tagliatela a metà con un coltello. Mettetela all’interno di una ciotola insieme a valeriana, pomodorini, sedano e cipollotti, regolate di sale, pepe e mescolate.

Trasferite il tutto su di un piatto da portata alternando un po’ di carne con le verdure e mettete al centro la ciotolina con la salsa di feta. Servite quando i dadini saranno ancora tiepidi.



domenica 28 giugno 2009

Cosa fare con 1 kg di zenzero? Parte Prima: zenzero candito



Sì avete capito bene, un giorno della scorsa settimana mi sono ritrovata con un chilo di zenzero e zero idee su come avrei mai potuto impiegarlo. L’idea più furba mi è sembrata da subito suddividere la quantità in due parti uguali e, di conseguenza, in altrettante ricette. Mi è bastato controllare il mio interminabile elenco di tutto ciò che vorrei provare ed in pochi secondi ero già in cucina, armata di pelapatate e pronta per una nuova avventura.

Ecco che per primo ho preparato questo zenzero candito (rubando la ricetta a Sandra di Un Tocco di Zenzero), che mi ha letteralmente conquistata con il suo delizioso profumo e con il suo sapore dapprima dolce, poi decisamente piccante.

Spesso ne mangio un paio di fettine dopo un pasto abbondante perché stimola la digestione, ma si può consumare così come fosse una caramella o in pasticceria per decorare e aromatizzare i dolci (ottimo l'accostamento con il cioccolato per dirvene uno). Se però non amate i cibi intensi e, per l'appunto piccanti, ve lo sconsiglio perché in questo caso potrebbe risultare troppo forte. Io sono arrivata alla conclusione che non resterò mai più senza, fate voi. L'unica cosa che dovrete avere è tanta, ma cosa dico, tantissima pazienza nel pelarlo.





ZENZERO CANDITO
(ricetta di Sandra – Un Tocco di Zenzero)

Ingredienti:
500 g di zenzero fresco (già pulito)
500 g di zucchero semolato
250 ml di acqua

Procedimento:
Pelate lo zenzero fresco aiutandovi con un pelapatate, non dovranno rimanere residui della buccia. Lavatelo, asciugatelo con la carta da cucina e tagliatelo a fette sottilissime. Trasferitelo in una casseruola di acciaio e fatelo cuocere a fuoco moderato con 100 ml di acqua per circa 35 – 40 minuti. Scolatelo con un mestolo forato e fate raffreddare.

Quando sarà freddo mettetelo all’interno della stessa pentola (con la poca acqua che dovrebbe essere rimasta dalla cottura), aggiungete i 150 ml di acqua restante e tutto lo zucchero semolato, mescolando fino a quando si sarà completamente sciolto, facendo cuocere sempre a fuoco basso per almeno 45 – 50 minuti. Quando noterete che le fettine di zenzero sono diventate trasparenti e l’acqua si è quasi del tutto ridotta sarà pronto (non lasciatelo sul fuoco quando tutta l'acqua si sarà ridotta completamente altrimenti diventerà caramellato).

Scolatelo e trasferitelo subito in un foglio di carta da forno nel quale avrete disposto un po’ di zucchero semolato e smuovete bene al fine di ricoprirlo. Fate raffreddare completamente e conservate all’interno di un barattolo di vetro ben pulito a chiusura ermetica.

Nota: lo zenzero fresco lo si può conservare in frigorifero nel reparto basso dedicato alla frutta e alla verdura per al massimo una settimana. Una volta candito si conserva anche per un paio di mesi in barattoli a chiusura ermetica. Ha numerose proprietà benefiche sul nostro organismo: è antinfiammatorio, digestivo (facilita l'eliminazione dei gas presenti nell'intestino, ci siamo capiti eh...), stimolante e antiossidante.

E con il restante zenzero che ci ho fatto? Non vi resta che seguirmi per scoprirlo.

venerdì 26 giugno 2009

Di crumbles, ciliegie, festival...


Del crumble vi avevo già accennato qualcosa qui, dove l'avevo proposto in chiave salata a base di patate e erbe aromatiche. Non potevo esimermi dal realizzare anche la versione dolce, approfittando anche della disponibilità di circa due chili di ciliegie, o per la precisione, Duroni di Vignola (che sono riuscita ad avere grazie ad una coppia di amici che abita proprio in zona).

Ciò che mi ha colpito maggiormente di questa ricetta è stata la composizione del crumble, che non è quella canonica. Permangono sempre i consueti burro morbido e farina, ma in questa variante ho aggiunto il cocco grattugiato e il malto d’orzo, che fa le veci dello zucchero (acquistabile presso NaturaSì, dove sono stata per la prima volta e sono già tesserata... :P). Tutto questo per porre l’accento sul fatto che queste briciole possono essere aromatizzate a vostro piacimento aggiungendo frutta secca tritata, spezie o miele per dire, così come naturalmente potete variare la base utilizzando la frutta di stagione che preferite. Insomma è un piatto davvero versatile che dà luogo a infinite sperimentazioni, ma soprattutto pratico perché se vi avanza un po' del composto potete anche pensare di congelarlo per utilizzi futuri (disponendolo congelato direttamente sulla frutta).

Trovo che l’accostamento delle ciliegie al profumo e sapore intensi del cocco e della cannella sia molto gustoso e vagamente esotico, vi consiglio di completare questo dolce al cucchiaio con qualche di pallina di gelato alla crema o vaniglia e di gustarlo sia caldo (creando in questo modo un piacevolissimo contrasto di temperature) oppure freddo.



CRUMBLE DI CILIEGIE AL COCCO

Ingredienti per 2 persone:
250 g circa di ciliegie
1 cucchiaio di zucchero di canna
60 g di farina 00
40 g di cocco grattugiato
50 g di burro morbido
1 cucchiaio di malto d’orzo
Sale
Cannella in polvere a piacere

Procedimento:
Lavate le ciliegie, asciugatele con un canovaccio pulito e snocciolatele tagliandole a metà. Disponetele in un contenitore insieme ad un cucchiaio di zucchero di canna. In una ciotola mettete la farina, il cocco grattugiato, il burro morbido, il cucchiaio di malto unitamente al pizzico di sale. Lavorate con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbriciolato.

Disponete le ciliegie nel fondo di una pirofila, o di 2 stampini monoporzione, e copritele con le briciole di impasto che disporrete in maniera uniforme (senza appiattirle) su tutta la superficie. Fate cuocere nel forno già caldo a 180°, modalità ventilata, per circa 30 minuti o comunque fino a quando il crumble apparirà dorato. Sfornate e spolverizzate con la cannella in polvere. Servite sia caldo che freddo, accompagnato con una pallina di gelato alla vaniglia.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Rossa di Sera "Ma com'è rossa la ciliegia" che, vi ricordo, scade il 15 luglio :

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Vi comunico che, dal 2 al 5 luglio, a Mantova si terrà la prima edizione del Festival delle Passioni, una kermesse plurisensoriale che si prefigge lo scopo di far dialogare, in maniera del tutto alchemica, cibo e musica attraverso dibattiti, confronti, degustazioni e performances a tema enogastronomico e musicale.

Il festival si svolgerà in 5 piazze della città che saranno il fulcro di altrettante passioni o tematiche: il ghiaccio, il fritto, la carne, le bollicine e il piccante. Vi prenderanno parte anche alcuni tra i più importanti nomi del panorama culinario italiano, vedi Mauro Uliassi, Massimo Bottura, Massimiliano Alajmo e Enrico Crippa. Il tutto dietro la regia di Davide Paolini (ovvero Il Gastronauta) e Roy Paci.

Io ci sarò nelle giornate del 3 e 4 luglio e vi racconterò, attraverso il blog e rigorosamente in tempo reale, tutto quello che succede di bello e di buono durante la manifestazione. Seguitemi!

Per maggiori informazioni, vi invito a visitare il sito del festival qui.


martedì 23 giugno 2009

Festeggiamo?



Ci siamo, anche il mio ventinovesimo compleanno è arrivato… e con quale ricetta potevo presentarmi oggi se non con un dolce? In realtà ad essere sincera, siccome stasera i festeggiamenti li farò al ristorante (tanto per stare lontano dai fornelli almeno per un giorno...), vi confesso che questa torta non è per me, bensì è quella che ho preparato per il compleanno di mia madre.

E' un cheesecake con una base piuttosto neutra, in modo da non farla prevalere su tutto il resto ed esaltare maggiormente la frutta, composta da savoiardi e gocce di cioccolato bianco Amedei (le ultime che avevo ricevuto con il buono della Compagnia del Cavatappi). Il ripieno invece è realizzato con l'ormai immancabile, per me, Philadelphia Yo al quale ho aggiunto lo yogurt greco e la scorza di limone. Tra lo strato di biscotti e quello al formaggio ho inserito un velo di confettura di lamponi, che oltre ad arricchirne il sapore serve a dare una piacevolissima nota di colore. Il tutto l'ho decorato con lamponi freschi e savoiardi tagliati a metà disposti lungo la circonferenza, fatti aderire con un velo della stessa confettura. Spolveratina finale di zucchero a velo, fogliolina di menta e via, si festeggia!



CHEESECAKE AI LAMPONI

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

per la base:
200 g di savoiardi
80 g di burro
30 g di cioccolato bianco Amedei

per il ripieno:
400 g di Philadelphia Yo
100 g di yogurt greco
3 uova
250 g di marmellata di lamponi
150 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di 2 limoni bio
50 g di farina

per decorare:
3 vaschette di lamponi
zucchero a velo
100 g circa di savoiardi
50 g circa di marmellata di lamponi
1 ciuffetto di menta



Procedimento:
Fate fondere il burro in un pentolino a fuoco basso o nel microonde e lasciatelo raffreddare. Disponete i savoiardi nel bicchiere del mixer (potrebbe essere necessario farlo in due volte dipende dalle dimensioni del vostro apparecchio) e tritateli finemente insieme al cioccolato bianco. Unite il burro fuso ormai freddo e azionate di nuovo il mixer in modo da amalgamare gli ingredienti, se necessario mescolate ancora un poco con un cucchiaio.

Rivestite il fondo di una tortiera circolare da 24 cm di diametro a cerchio apribile con un foglio di carta da forno, incastratevi il cerchio, quindi imburrate e infarinate bene i bordi. Disponete il composto di biscotti solo sulla base e premete con il dorso di un cucchiaio fino ad ottenere una superficie omogenea e ben livellata. Trasferite il tutto in frigorifero a raffreddare per tutta la durata della preparazione del dolce.

Nella ciotola della planetaria (utilizzando la frusta), o in una ciotola servendovi delle fruste elettriche, sbattete le uova insieme allo zucchero semolato e alla scorza dei limoni fino ad ottenere un composto spumoso. Incorporate il Philadelphia insieme allo yogurt greco e alla farina setacciata e continuate a lavorare fino a quando saranno perfettamente amalgamati.

Prendete lo stampo con la base di biscotti, spalmatela con uno strato uniforme di marmellata di lamponi e versatevi sopra il composto di formaggio. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 50 minuti, la superficie del dolce dovrà apparire soda, compatta e leggermente dorata. Lasciate raffreddare completamente, passate la lama di un coltello lungo i bordi e togliete delicatamente il cerchio apribile. Trasferite il dolce, facendo molta attenzione, su di un grande piatto da portata e conservate in frigo fino un paio d’ore prima del momento di servire.

Mezz’ora prima tagliate i savoiardi a metà (dovrete ottenere due parti uguali come quelle in foto) e applicateli lungo tutto il bordo del cheesecake “incollandoli” con un velo di marmellata di lamponi e facendo una leggera pressione (mi raccomando con l'estermità tondeggiante rivolta verso l'alto). Lavate i lamponi sotto l’acqua corrente, asciugateli molto delicatamente con la carta assorbente, e decorate la superficie del dolce disponendoli in cerchi concentrici. Spolverizzate con poco zucchero a velo e decorate infine con un ciuffetto di menta fresca. Ponete in frigo nuovamente fino al momento di servire.


Ma non finisce qui! Dato che è il mio compleanno, il regalo oggi lo faccio io a voi :) E' con orgoglio infatti che vi presento il pdf “10 dolci per la mia festa” , realizzato con la preziosa collaborazione del mio ragazzo:


Una piccola selezione dei dolci che ho realizzato durante questo anno di blog. Lo potete scaricare cliccando qui.

domenica 21 giugno 2009

Biscottini all'emmentaler e paprica


Oh finalmente ce l'ho fatta, era da un po’ che volevo provarli questi biscottini e togliere quel grande segnalibro che stazionava da mesi, forse più, nel volume "Primavera" della mia enciclopedia culinaria preferita. Salvo poi riposizionarlo in un’altra pagina, ovvio, per segnalare l’ennesima ricetta da fare...

Solitamente preparo biscotti solo nella stagione invernale, quando accendere il forno è anche piacevole, ma questa volta sentivo il bisogno di plasmare l’impasto, ricavarne formine diverse e decorarle/insaporirle con colorati semini (operazione che per me è davvero antistress...).

Ecco un altro spunto per uno stuzzichino (rigorosamente fingerfood) per l'aperitivo, da gustare possibilmente insieme ad un calice di vino con le bolle. Sono carini anche davvero facili da realizzare questi biscotti, l'impasto infatti risulta molto lavorabile, e vedrete, finiranno in frettissima, dato che è matematicamente impossibile fermarsi ad uno solo (io stessa mentre li disponevo nelle ciotoline credo di averne mangiati un bel po'...).

Noterete che la pasta ha un leggero colore arancione tenue, dovuto alla presenza di un cucchiaino di paprica dolce aggiunta all’emmentaler grattugiato. L’abbinamento con i semi di papavero, sesamo e cumino, si è rivelato azzeccato donando quel giusto tocco di croccantezza al tutto. Ecco la ricetta:


BISCOTTINI ALL’EMMENTALER E PAPRICA
(tratto da “Primavera” – L’Enciclopedia della cucina italiana – Mondadori)

Ingredienti per 8 persone:
250 g di farina 00
250 g di Emmentaler
175 g di burro freddo
semi di sesamo
semi di cumino
semi di papavero
1 cucchiaino di paprica dolce
1 cucchiaino di sale
1 tuorlo
5 – 6 cucchiai di acqua ghiacciata + 1 cucchiaio per spennellare


Procedimento:
Grattugiate finemente l’Emmentaler (in alternativa potete tritarlo nel mixer) e disponetelo nella ciotola della planetaria insieme alla farina. Aggiungete 1 cucchiaino raso di sale e 1 di paprica dolce, quindi unite il burro freddo tagliato a tocchetti. Lavorate il tutto con il gancio a k fino ad ottenere un composto sbricioloso, bagnate con 5 o 6 cucchiai di acqua ghiacciata a seconda della consistenza dell’impasto tenendo l’apparecchio in funzione, la pasta dovrà attaccarsi al gancio e dovrà risultare ben amalgamata (se non avete la planetaria potete seguire lo stesso procedimento con il mixer). Prendetela, se necessario rilavorate brevemente a mano, e formate la classica palla che avvolgerete nella pellicola per alimenti. Fate riposare in frigorifero per 1 ora.

Stendete l’impasto su di una spianatoia leggermente infarinata con il mattarello, portandolo ad uno spessore di 1 cm scarso. Con i taglia biscotti di diverse forme ricavate tanti biscottini che disporrete su di una placca foderata di carta da forno opportunamente distanziati per non farli attaccare durante la cottura. Riponetela in frigorifero e fate riposare per altri 30 minuti circa.

In una piccola ciotola sbattete il tuorlo con una forchetta e diluitelo con 1 cucchiaio di acqua, quindi spennellate la superficie dei biscotti (vi consiglio di farlo poco per volta per fare in modo che non si secchi). Spolverizzate un terzo con i semi di sesamo, un terzo con i semi di papavero e il terzo rimanente con quelli di cumino.

Fate cuocere i biscotti nel forno già caldo a 180° per circa 10 minuti, sfornateli e trasferiteli su di una gratella per farli raffreddare.


giovedì 18 giugno 2009

Crostata di noci, confettura di mirtilli e cioccolato



Eccoci giunti all’ormai consueto appuntamento del venerdì con un dolce che più rustico e casalingo di così non si può, ma davvero incantevole. Devo questa ricetta alla signora Silvana, una grandissima appassionata di cucina (dalla quale avrei da imparare moltissime cose...), che prepara vere e proprie delizie sia dolci che salate.

Come accade in questi casi, quando le ricette sono tramandate da più persone, le dosi sono abbastanza approssimative, per l'occasione ho cercato di riproporvele in maniera il più possibile precisa. Si tratta di una crostata semplice, caratterizzata da un involucro di fragrante pasta frolla, leggermente aromatizzata al limone, che contiene un morbido e cremoso ripieno di confettura di mirtilli e, a sorpresa, noci e cioccolato tritati in maniera grossolana. E' anche facile da ricordare non trovate? Solo 3 ingredienti per il ripieno e per la frolla potete utilizzare anche la vostra di fiducia.

Diciamo che è l’alternativa un po’ più ricca alla tradizionale crostata con la marmellata, golosa e genuina come solo un dolce di questo genere sa essere, da gustare in qualsiasi periodo dell’anno per una deliziosa merenda o per un fine pasto informale. Scegliete possibilmente una confettura di mirtilli non troppo zuccherina per non rendere il dolce eccessivamente stucchevole.


CROSTATA DI NOCI, CONFETTURA DI MIRTILLI E CIOCCOLATO

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

Per la pasta frolla:
300 g di farina 00
150 g di zucchero semolato
150 g di burro
1 uovo
la scorza grattugiata di 1 limone bio
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
100 g di noci tostate tritate
100 g di cioccolato fondente
330 g di confettura di mirtilli (non troppo dolce)

Procedimento:
Preparate la pasta frolla lavorando, con il gancio a k, nella ciotola della planetaria (o in alternativa nel mixer) il burro freddo tagliato a cubetti insieme allo zucchero semolato. Unite l’uovo, sempre tenendo l’apparecchio in funzione, insieme alla scorza di limone grattugiata (mi raccomando sempre evitando la parte bianca notoriamente troppo amara). Incorporate da ultima la farina setacciata insieme al pizzico di sale e fate impastare fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Prelevatelo, se necessario rilavorate brevemente a mano, e fatelo riposare in frigorifero avvolto nella pellicola per alimenti per 1 ora.

Trascorso questo tempo stendete la pasta frolla aiutandovi con il mattarello si di una spianatoia infarinata portandola ad uno spessore di circa 5 mm e utilizzatela per rivestire il fondo e i bordi di uno stampo da crostata da 24 cm di diametro. Con i rebbi di una forchetta bucherellate la pasta per evitare che durante la cottura si gonfi.

Tritate grossolanamente il cioccolato fondente con il coltello e fate lo stesso con le noci tostate. Disponete entrambi in una ciotola e unitevi la marmellata di mirtilli, mescolando per amalgamare. Stendete in maniera omogenea questo composto sulla base di pasta frolla e fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 30-40 minuti o comunque fino a quando la crostata apparirà cotta.

Fate raffreddare completamente, quindi sformate e servite a temperatura ambiente.

martedì 16 giugno 2009

Torta di asparagi (gli ultimi!), fontina e riso



Ultima ricetta con gli asparagi, lo giuro, poi se ne riparlerà l’anno prossimo. E’ che mi preme pubblicarla prima dell’imminente fine della loro stagione, perché secondo me vale la pena di provarla questa torta salata.

Potrei dirvi semplicemente che è buona, ma mi sa che non basta, troppo facile eh… Allora vi dico che risulta fresca grazie alla presenza della scorza di limone grattugiata e del prezzemolo, che è anche scenografica per la decorazione di asparagi interi disposti parallelamente sulla superficie e, infine, che durante la cottura emana un profumo a dir poco invitante. Potrei aggiungere tantissime altre cose, ma temo che dovrete assaggiarla per scoprirle, dato che non voglio farla troppo lunga ;)

Vorrei farvi notare invece questi graziosi laccetti verdi con un estremità a forma di margherita, che mi sono stati gentilmente inviati dalla Silikomart. Sono interamente realizzati in silicone alimentare, materiale che come sapete è igienico, lavabile anche in lavastoviglie e che resiste sia alle alte che alle basse temperature, prestandosi quindi al calore della cottura (sia essa in padella antiaderente, in acqua bollente, in forno o al microonde) e al congelatore. Come si usano? Per chiudere sacchetti per alimenti, per fermare in maniera salda involtini o legare arrosti in sostituzione del comune spago da cucina, oppure come nel mio caso, per legare gli asparagi e lessarli tenendoli uniti. Una volta utilizzati basta lavarli e tornano come nuovi, non male vero?






TORTA DI ASPARAGI FONTINA E RISO
(Torte di casa – Sale & Pepe collection)

Ingredienti per 6-8 persone:
1 dose di pasta da quiche di C. Felder o 1 rotolo di pasta brisée pronta

per il ripieno:
75 g di riso arborio
10 asparagi circa
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
50 g di parmigiano grattugiato
50 g di fontina grattugiata (sostituibile con provolone o gruyère)
3 uova
125 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
3 cucchiai di prezzemolo finemente tritato
olio extravergine di oliva
sale
pepe


Procedimento:
Preparate la pasta da quiche seguendo questo procedimento e fatela riposare in frigorifero per almeno 2 ore. Stendetela in un rettangolo portandola ad uno spessore di circa 3 mm e utilizzatela per rivestire uno stampo rettangolare da crostata da 21 x 29 cm opportunamente imburrato (il mio era un quadrato da 23 x 23 cm). Bucherellatene il fondo con i rebbi di una forchetta, copritelo con della carta da forno e fagioli secchi e fate cuocere in bianco nel forno già caldo a 190° per circa 15 minuti. Trascorso questo tempo eliminate carta e fagioli e fate asciugare sempre nel forno alla medesima temperatura per altri 10 minuti o fino a quando la pasta apparirà dorata. Fate raffreddare.

Lessate il riso in una casseruola con abbondante acqua, scolatelo e raffreddatelo sotto l’acqua corrente, quindi scolate nuovamente. Sbianchite gli asparagi in acqua salata (in questo modo resteranno più verdi) bollente ben legati per circa 3-4 minuti o comunque fino a quando si saranno inteneriti pur restando sempre sodi. Raccoglieteli con un mestolo forato e fateli raffreddare in una ciotola con acqua e ghiaccio, quindi scolateli.

Mondate la cipolla e l’aglio e tritateli finemente (non insieme). Fate soffriggere la cipolla in una padella antiaderente insieme a 2 cucchiai di olio extravergine di oliva caldo per circa 6-8 minuti fino a quando si sarà intenerita, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete adesso l’aglio tritato e lasciate insaporire per un paio di minuti. Togliete da fuoco e fate raffreddare.

In una ciotola disponete il riso freddo, il parmigiano e la fontina grattugiati, le uova che avrete sbattuto leggermente a parte in una fondina, la panna (non montata), la scorza di limone e il prezzemolo. Regolate di sale e pepe a vostro piacimento e mescolate il tutto con una frusta.

Versate il ripieno così preparato sulla base della pasta da quiche cotta, livellatelo, e decorate con gli asparagi interi che taglierete tutti alla stessa lunghezza e disporrete in maniera parallela. Spennellateli con un po’ di olio extravergine di oliva e cuocete nel forno già caldo a 180° per circa 20-25 minuti o fino a quando il ripieno apparirà sodo e leggermente dorato.

Servite la torta tiepida o a temperatura ambiente tagliandola a fette che disporrete nei piatti da portata insieme ad un’insalata verde mista.


domenica 14 giugno 2009

Pasta fredda: farfalle con asparagi e zafferano


E' stato un week end veramente bello e intenso quello appena trascorso, sono stata a Bolzano lungo la Strada del Vino in occasione di "Die Nacht der Keller", ovvero la notte delle cantine, una manifestazione che vede i principali produttori di vino aperti al pubblico dal tardo pomeriggio fino alla mezzanotte. Una kermesse che offre tutta una serie di degustazioni e spettacoli con il fine di sensibilizzare il tema vitivinicolo coinvolgendo un numero di persone sempre più vasto. Inutile dirvi che ho anche approfittato dell'ottima cucina locale e che ho assaggiato per la prima volta lo Strauben, un dolce fritto di pasta lievitata a forma di chiocciola, cosparso di zucchero a velo e marmellata di mirtilli rossi (buonissimo!).

Ma veniamo alla ricetta di oggi. Queste farfalle nascono direttamente dalla richiesta di una mia affezionatissima lettrice, Chia_76, che alcune settimane fa aveva bisogno di qualche spunto per preparare della pasta fredda diversa dal solito. Considerando anche il fatto che non ho nessuna ricetta di questo genere nel mio archivio (!), ho pensato che fosse il caso di provvedere pubblicando quanto prima una di quelle che le ho consigliato.

Premetto che non sono una grande consumatrice di pasta fredda, però devo dire che questa versione qui con asparagi e zafferano ci è piaciuta non poco, vuoi per l'azzeccato abbinamento dei semplici ingredienti con i quali è realizzata, vuoi perché è facilissima e veloce da realizzare (non so voi ma io con questo caldo fatico anche a respirare...). E’ un piatto fresco, vivace nei suoi colori pastello che ben si adatta alle alte temperature della stagione estiva, da gustare a pranzo, da portare con sé anche per un pic nic o da inserire nel menu di un buffet per una festa.

Naturalmente potete variare il formato di pasta a vostro piacimento, scegliendo ruote o mezze penne ad esempio, anche se penso che le farfalle siano quelle più indicate dal punto di vista estetico. Nella ricetta originale era previsto anche un tuorlo sodo sbriciolato per creare il cosiddetto effetto mimosa, come potete vedere dalle foto io non l’ho messo privilegiando la leggerezza, lo trovate comunque indicato nella lista degli ingredienti nel caso qualcuno fosse interessato.


FARFALLE CON ASPARAGI E ZAFFERANO
(tratto da “La Pasta” volume I – La Grande Cucina Italiana – Il Giornale)

Ingredienti per 4 persone:
350 g di farfalle
10-15 asparagi verdi
1 scalogno
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 uova sode
1 mazzetto di prezzemolo
100 ml circa di brodo vegetale caldo
1 bustina di zafferano
sale
parmigiano grattugiato

Procedimento:
Lavate gli asparagi sotto l’acqua corrente, tagliate la parte inferiore bianca e, servendovi di un pelapatate, eliminate le foglioline esterne che risulterebbero altrimenti più dure. Tagliateli a rondelle su di un tagliere, conservando le cime intere.

Mondate e tritate finemente lo scalogno e fatelo rosolare in una padella antiaderente insieme all’olio caldo. Quando sarà diventato trasparente unite gli asparagi. Sfumate con il brodo vegetale ben caldo e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 5 minuti. Regolate infine di sale e pepe.

Lessate le farfalle in una casseruola con abbondante acqua bollente salata alla quale avrete aggiunto anche la bustina di zafferano, scolandole al dente, quindi raffreddatele sotto l’acqua corrente e scolate di nuovo. Trasferite la pasta in una pirofila, unite il condimento di asparagi ben freddo e mescolate. Spolverizzate con del parmigiano grattugiato in quantità a piacere e prezzemolo tritato al momento. Prendete le uova sode, tagliatele a metà e sbriciolate il tuorlo sulla pasta. Trasferite nei piatti da portata e servite.

giovedì 11 giugno 2009

Vi va un cheesecake fresco fresco?

I cheesecakes sono i dolci che mi donano più soddisfazioni in assoluto, sia durante le fasi della preparazione che al momento dell'assaggio, perché come ormai sapete sono un’inguaribile golosa. Sono i primi dolci con i quali mi sono cimentata e indubbiamente i miei preferiti di sempre, basta dare infatti uno sguardo al mio archivio per accorgersene. Non saprei come spiegarvelo, ma nei loro confronti provo quasi affetto. Credo anche di dovergli un po’ di fama (per quel po' che posso nel mio piccolo eh), dato che ricevo ogni giorno diverse mail a riguardo.

Ormai mi creo le ricette da sola (tipo questa di oggi), con una libertà che non mi concedo in altre preparazioni, di solito tengo un quaderno nelle mie vicinanze sul piano della cucina dove annoto meticolosamente dosi e tempi. In questo caso l’idea di partenza è stata il cocco rapé, che anche questa volta dovevo eliminare dalla mia traboccante dispensa. Volevo però un cheesecake senza cottura, che mi evitasse di accendere il forno e che mi rinfrescasse dalle temperature elevate.

E’ nato quindi un dolce candido nella copertura e nel ripieno, composto da Philadelphia Yo (che adoro per il suo sapore acidulo dovuto alla presenza di yogurt), panna e scaglie di cocco, punteggiato qua e là da gocce di cioccolato fondente per dare quel tocco di croccantezza, sapore e anche di colore che mi permettesse di rendere l’insieme meno monotono. Il tutto è dolcificato solo da tre cucchiai di zucchero a velo per non farlo risultare troppo zuccherino e, dal mio punto di vista, meno appetibile.


CHEESECAKE AL COCCO

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

per la base:
250 g di biscotti Digestive
100 g di burro

per il ripieno:
200 g di panna da montare
400 g di Philadelphia Yo
80 g di cocco rapé
90 g di gocce di cioccolato
3 cucchiai di zucchero a velo
3 fogli di gelatina
2 cucchiai di Brandy

per decorare:
30/40 g di cocco rapé


Procedimento:
Fate fondere il burro in piccolo contenitore nel microonde e lasciatelo raffreddare. Mettete i biscotti Digestive nel bicchiere del mixer e tritateli finemente, unite il burro fuso e azionate nuovamente il mixer. Mescolate ancora con un cucchiaio per essere certi di aver amalgamato bene gli il composto. Foderate il fondo di uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro con la carta da forno, incastratevi successivamente il cerchio e versate sulla base il composto di biscotti livellando e premendo bene con il dorso di un cucchiaio, dovrete ottenere una superficie uniforme e omogenea. Mettete in frigo e fate consolidare per tutto il tempo di preparazione del ripieno.

Per il ripieno: in un contenitore ben freddo montate la panna servendovi delle fruste elettriche o della planetaria. Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda per circa 10 minuti (o seguite comunque le indicazioni riportate sulla confezione). Nel frattempo in una ciotola lavorate il Philadelphia con una frusta insieme allo zucchero a velo fino ad ottenere una crema. Unite le gocce di cioccolato ed il cocco rapé e mescolate bene per amalgamarli con cura. Incorporate la panna montata in più riprese mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Con le mani strizzate bene la gelatina e fatela fondere a fuoco basso in un piccolo pentolino insieme ai 2 cucchiai di Brandy. Unitela al composto di formaggio mescolando velocemente, quindi versate il tutto sulla base di biscotti e livellate bene.

Spolverizzate la superficie del cheesecake con i 30-40 g di cocco rapé e ponetelo in frigorifero a raffreddare per almeno 4 ore (meglio ancora sarebbe prepararlo il giorno prima). Estraete dal frigorifero al momento di servire.

mercoledì 10 giugno 2009

Pollo al curry con le mele... my way


Il mio rapporto con la cucina orientale è alquanto strano, lo definirei piuttosto distaccato. Non perché io sia troppo schizzinosa, tutt’altro, ma credo che la mia sia una sorta di diffidenza verso quello che non si conosce appieno. Il fatto è che le poche esperienze che ho avuto nei vari ristoranti cinesi, malesi o indiani non sono state idilliache (forse non conosco i locali giusti mi viene da pensare…) e non sono quasi mai rientrata a casa soddisfatta tanto da dire "dai ci torno!". Non me ne vogliano i cultori di questo genere di cucina, ho intenzione di approfondire e colmare molto presto questa mia lacuna, ovviamente vi terrò aggiornati. 

Detto ciò, penso che quasi ognuno di noi abbia la propria ricetta del pollo al curry, c'è chi ci aggiunge lo yogurt o il latte di cocco ad esempio, io vi voglio dare la mia che ho provato e riprovato più volte e devo ammettere che mi ha sempre più convinta. In questa versione ci sono le mele che, grazie alla loro leggera nota agrodolce, creano un abbinamento molto piacevole con la carne di pollo e con il sapore speziato e piccante del curry. Inoltre trovo che la presenza del prezzemolo tritato regali grande freschezza, oltre ad una nota di colore che spezza il giallo dorato prevalente dell’intero piatto.

Se poi come me, sostituite la panna con il latte, otterrete una pietanza leggera e bilanciata, che può trasformarsi anche in piatto unico affiancandolo semplicemente da una manciata di riso al vapore al posto del pane.

Prima di darvi la ricetta vorrei spendere qualche parola sul curry, o come viene chiamato nella sua patria d'origine, l'India, Masala. Contrariamente a quanto si possa pensare non si tratta di una sola spezia, bensì di una miscela di più spezie, composta solitamente da curcuma (che gli conferisce il classico colore giallo), pepe nero, cannella, cardamomo e chiodi di garofano. In base alle varie tipologie poi possono essere aggiunti anche zenzero, noce moscata, peperoncino e altre spezie. Il suo nome probabilmente gli fu dato dagli inglesi storpiando il termine indiano "cari", che significa zuppa (Fonte Wikipedia).


POLLO AL CURRY CON LE MELE
(tratto da “Carne” – Idea Libri)

Ingredienti per 4 persone:
400 g di petto di pollo
50 ml di latte (o panna se preferite)
30 g di burro
300 ml di brodo vegetale caldo
1 spicchio d’aglio
1 cipolla
1 cucchiaio di farina 00
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 foglia di alloro
2 mele Golden
1 cucchiaio di curry
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
½ bicchiere di vino bianco secco
sale
pepe


Procedimento:
Mondate la cipolla e tritatela finemente al coltello, fatela rosolare in una casseruola insieme all’olio extravergine di oliva e allo spicchio d’aglio schiacciato. Su di un tagliere tagliate il petto di pollo in bocconcini, salate, pepate e infarinate bene.

Quando la cipolla sarà tenera unite il pollo e sfumate con il vino bianco, alzate la fiamma e fate evaporare (non dovrete più sentire l’alcool annusando i vapori sopra la pentola). Abbassate la fiamma e unite il curry, la foglia d’alloro ben lavata, il latte e il brodo caldo. Fate cuocere il tutto per circa 15 minuti mescolando di tanto in tanto.

Mentre la carne si cuoce pelate le mele e tagliatele a spicchi grossi. Fatele rosolare in una padella antiaderente insieme al burro per circa 5 minuti, quindi unitele alla casseruola insieme al pollo e mescolate. Lasciate insaporire per altri 5 minuti e spegnete.

Servite la carne nei piatti da portata spolverizzandola con il prezzemolo fresco tritato al momento e, se gradite, accompagnate con una manciata di riso bianco lessato.

domenica 7 giugno 2009

Asparagi e caprino, versione cake



A casa mia viviamo vere e proprie invasioni di frutta e verdura a seconda della produzione familiare del momento, con conseguente grande lavoro della sottoscritta per cercare di consumare i suddetti prodotti in maniera possibilmente sempre diversa, ma soprattutto prima del loro repentino deperimento… una faticaccia sapeste! Prima di occuparmi dell’ondata delle zucchine provenienti da ben 2, e sottolineo 2, orti (quelli dei miei nonni), ho avuto il mio bel da fare con quella degli asparagi.

E' quindi un cake da riciclo questo, che poi è anche il bello di queste preparazioni, realizzare una sorta di pane con quello che c'è nel frigorifero al momento: salumi, formaggi, verdure che altrimenti sarebbero destinati ad una tanto ingrata quanto ingiusta fine. Talvolta nascono abbinamenti mai pensati, ma davvero buoni, vi è mai capitato? Premetto subito che dovendo smaltire la famosa asparagina, io ho utilizzato quella, che però ahimè, essendo tanto fine, è un po’ scomparsa nei meandri dell’impasto durante la cottura, pertanto vi consiglio (come riportato nella lista degli ingredienti) di scegliere degli asparagi belli grandi e soprattutto non troppo sottili.

Ne è risultato un impasto dal delicato sapore di formaggio e asparagi, bello morbido e anche gradevole per la vista, grazie alla decorazione sulla sua superficie. Come molti cakes salati lo potete preparare per un brunch o un pic nic, oppure come ultimamente sono solita fare io, per l'aperitivo da mangiare rigorosamente in punta di dita.


CAKE DI ASPARAGI E CAPRINO
(ricetta liberamente ispirata a quella contenuta in “Verdure” di Idea Libri)

Ingredienti per 4-6 persone:
8 asparagi grandi
180 g di farina bianca 00
3 uova
100 ml di latte
100 g di caprino fresco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bustina di lievito per torte salate
2 cucchiai di parmigiano o gruyère grattugiato
sale
pepe


Procedimento:
Mondate gli asparagi eliminando la parte inferiore bianca, pelateli alla base con un pelapatate e lavateli sotto acqua corrente per rimuovere ogni residuo di terra. Lessateli in una casseruola contenente acqua salata (così conserveranno il loro colore verde intenso), quindi scolateli con un mestolo forato e fateli raffreddare.

In una ciotola sbattete le uova con una frusta insieme al latte e aggiustate di sale e pepe. Incorporate la farina setacciata insieme al lievito, l’olio extravergine di oliva a filo e il caprino mescolando con cura. Unite anche il parmigiano grattugiato e rimestate nuovamente.

Versate il composto così preparato in uno stampo da cake foderato di carta da forno opportunamente bagnata e strizzata (in questo modo rimarrà più aderente) alternando un po’ di impasto con gli asparagi. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 45-50 minuti verificandone la cottura infilando al centro del cake uno stecchino, o la lama di un coltello, che dovranno uscire asciutti. Fate raffreddare completamente prima di sformare.



Altre ricette a base di asparagi:

- Vellutata di asparagi


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di cakes salati di Micaela:

giovedì 4 giugno 2009

Una crostata di circa venti anni fa


Questa è una ricetta un po’ datata, quando fu pubblicata sul mensile La Cucina Italiana, stiamo parlando del Marzo 1987, io non avevo ancora 7 anni. Le U del nome del giornale erano ancora scritte V, i primi erano traboccanti di panna e i formati di pasta erano considerati una moda. Non sto scherzando, ho trovato un articolo che propone i formati per così dire di tendenza per la Primavera imminente, nel quale i condimenti cambiano nei toni dei colori in base al momento della giornata, più accesi per il pranzo mentre più soft per la cena e la pasta viene considerata alla stregua di una modella da vestire seguendo la tendenza del momento. Per non parlare delle pubblicità, vogliamo discutere delle “Bifore” o dei “Trifogli” Barilla? Non so voi, io non sapevo nemmeno della loro esistenza...

Inutile dire che quando mia madre mi ha gentilmente donato questa copia della rivista mi sono messa a sfogliare avidamente ogni singola pagina in cerca della ricetta da provare. Tra le tante che mi hanno colpita, c’è questa crostata composta da un guscio di fragrante pasta frolla che racchiude al suo interno un ripieno godurioso a base di crema pasticcera, mele e cioccolato fondente, un accostamento veramente gradevole e indovinato. Il tutto nelle giuste quantità, per nulla eccessive, che rendono il dolce ancora più invogliante.

Per una presentazione un po’ diversa potete utilizzare uno stampo rettangolare da crostata da 24 x 10 cm, oppure come ho fatto io (ma solo perché ancora non ne sono entrata in possesso…), uno circolare da 24 cm di diametro. E' un dolce che se gustato a fine pasto può essere accompagnato da un voluttuoso ciuffo di panna montata non zuccherata, se al contrario lo servite semplice diviene una merenda da veri gourmet.



CROSTATA CREMOSA DI MELE E CIOCCOLATO
(tratta da “La Cucina Italiana” – Marzo 1987)

Ingredienti per 8 persone:

per la pasta frolla:
500 g di farina 00
300 g di burro
200 g di zucchero a velo
4 tuorli
1 limone bio (la scorza grattugiata)

per il ripieno:
2 mele renette piccole (circa 300 g)
250 g di latte
75 g di zucchero semolato
50 g di cioccolato fondente
25 g di farina 00
2 tuorli
1 busta di vanillina

per decorare:
1 tuorlo
zucchero in granella


Procedimento:
Per la pasta frolla: nella ciotola della planetaria disponete lo zucchero a velo insieme al burro freddo tagliato a cubetti. Lavorate il tutto a bassa velocità con il gancio a k. Unite la scorza grattugiata del limone (solo la parte gialla mi raccomando, quella bianca risulterebbe troppo amara) e i tuorli, uno alla volta, tenendo l’apparecchio in funzione. Incorporate da ultima la farina setacciata e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e ben amalgamato. Prelevate la pasta frolla dalla ciotola, se necessario, lavoratela brevemente a mano, formate la classica palla che avvolgerete nella pellicola. Fate riposare in frigorifero per almeno 1 ora.

Nel frattempo preparate la crema: in una casseruola sbattete i tuorli insieme allo zucchero semolato servendovi di una frusta, incorporate la farina setacciata e la vanillina mescolando con cura, poi versate il latte a filo e cuocete, portando la crema sul fuoco, fino a quando inizierete a notare i primi segni dell'ebollizione sempre rimestando con un cucchiaio di legno. Spegnete, lasciate raffreddare mescolando di tanto in tanto per evitare la formazione della patina superficiale.

Intanto sbucciate le mele, tagliatele a fette sottili e tritate grossolanamente il cioccolato fondente con il coltello. Su di una spianatoia leggermente infarinata stendete con il mattarello una metà abbondante della pasta frolla (conservando quella restante in frigorifero sempre avvolta nella pellicola) portandola ad uno spessore di circa 4 mm e utilizzatela per foderare uno stampo da crostata da 24 cm di diametro, opportunamente imburrato e infarinato. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e versatevi all'interno la crema pasticcera uniformandola con il dorso di un cucchiaio. Fate uno strato con le fettine di mela e terminate con il cioccolato fondente. Stendete ora la metà rimanente della pasta frolla, sempre portandola allo spessore di 4 mm, formando un disco che andrà a ricoprire la farcia della crostata. Saldate bene i bordi con la pasta sottostante e spennellate la superficie con il tuorlo leggermente sbattuto. 

Cospargete infine con la granella di zucchero e fate cuocere nel forno già caldo  a 180° per circa 1 ora collocando lo stampo nel ripiano più basso. La pasta frolla dovrà apparire dorata e se notate che tende a scurire troppo, copritela eventualmente con un foglio di alluminio. Lasciate raffreddare completamente prima di sformare la crostata su un piatto da portata.


mercoledì 3 giugno 2009

Filetto di manzo in crosta di... patate



Eccomi di ritorno dall’appena trascorso ponte del due giugno, il tempo non è stato dei migliori, ma devo dire che sono stata bene ugualmente, mi sono rilassata e goduta la casa in tutta tranquillità. Nella giornata di domenica 31 maggio ho fatto un'interessante visita a due cantine produttrici di vino dei colli bolognesi in occasione di Cantine Aperte. Nel caso qualcuno di voi passasse dalle mie parti consiglio caldamente (anche perché, diciamolo, è ora di rivalutare i vini dell'Emilia Romagna) di visitare la Tenuta Bonzara, nota per il Bonzarone un Cabernet Sauvignon pluripremiato da molte guide, e la Tenuta Vallona, di cui ho apprezzato particolarmente il Diggioanni Cabernet Sauvignon e Affederico, un ottimo merlot. Al termine del post lascerò tutti gli indirizzi e recapiti.

Ho anche cucinato devo dire, complici le temperature decisamente molto più basse che hanno risvegliato in me il desiderio di preparare piatti più caldi. Tra le varie pietanze, mi preme parlarvi di questo filetto di manzo in crosta, la cui particolarità è che al posto del classico involucro di pasta sfoglia, qui troviamo le patate grattugiate. Una sorta di rösti per capirci, ma molto più grande, che avvolge l’intero pezzo di carne arricchendolo nel sapore, senza essere però troppo invadente. In realtà la "camicia" che ricopre questi filetti è doppia, perché al di sotto dello strato di patate ne troviamo uno di pancetta affumicata, non propriamente leggerissima, ma che indubbiamente conferisce la giusta sapidità al piatto, rendendolo più appetitoso.

Vi riporto le dosi per 4 filetti del peso di circa 130 g ciascuno e altrettanti rösti, ma considerate che se le dimensioni del pezzo di carne scelto saranno più grandi, dovrete necessariamente aumentare anche quelle delle frittelline di patate oppure, se vi risulta più facile, potete realizzarne due per ciascun filetto, che fisserete prima del breve passaggio in forno attraverso alcuni stuzzicadenti, permettendo in questo modo alla crosta di saldarsi con il calore. Tutto questo per dirvi che la quantità delle patate indicata è variabile e che dovrete regolarvi un po' a occhio.

Si tratta infine di una ricetta abbastanza veloce, dato che come ben sapete la carne di filetto necessita di tempi di cottura molto ridotti, ma anche molto scenografica che accontenterà anche i palati più esigenti. Per contenere il prezzo complessivo del piatto (dato che anche il fattore economico ha la sua importante voce in capitolo) vi suggerisco di sostituire questo taglio di carne con un altrettanto buono e saporito controfiletto di manzo.




FILETTO DI MANZO IN CROSTA DI PATATE
(tratto da “Carne” - edito da Idea Libri)

Ingredienti per 4 persone:

per il filetto:
4 filetti di manzo da circa 130 g l’uno
4 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
30 g di pancetta tagliata sottile
20 g di burro
1 bicchiere di Marsala
3 cucchiai di farina 00
sale pepe

per la crosta di patate:
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
600 g di patate
sale



Procedimento:
Salate e pepate leggermente i filetti, avvolgete ciascuno di essi nella pancetta in modo da ricoprirli completamente e infarinateli. In una padella antiaderente fate sciogliere il burro insieme alla salvia e al rosmarino (che avrete precedentemente lavato), unite la carne e fatela rosolare da entrambe le parti per un totale di circa 6 minuti, girandola con molta attenzione e senza bucarla. Sfumate con il Marsala, che farete evaporare completamente, e estraete i filetti dalla padella ponendoli al caldo in un piatto coperti di alluminio.

Sbucciate e lavate sotto l’acqua corrente le patate, asciugatele e grattugiatele con una grattugia a fori sottili raccogliendo il tutto in un piatto e salatele. In una padella antiaderente non troppo grande di dimensioni fate scaldare un cucchiaio di olio extravergine di oliva e fatevi rosolare circa 4 cucchiai di patate, avendo cura di appiattirle bene con il dorso di un cucchiaio in modo da rendere la superficie omogenea e senza buchi, portandola ad uno spessore di circa 1 cm. Dovrete ottenere una specie di roesti molto sottile e un po’ più grande. Lasciate rosolare per circa 3 minuti per parte in modo da formare una bella crosticina dorata. Continuate in questo modo fino a creare 4 frittelline di patate, una per ciascun filetto.

Scaldate il forno a 180°. Su di una superficie piana stendete le 4 croste di patate e disponete al centro di ognuna di esse un filetto, avvolgetelo molto delicatamente portando i lembi della frittatina verso il suo centro. Disponeteli in una teglia con la parte della piegatura verso il basso e fate cuocere per circa 10 minuti.

Trascorso questo tempo sformateli e serviteli nappando con il fondo di cottura insieme ad una fresca insalata verde.



Come promesso, vi lascio gli indirizzi delle due cantine produttrici di vino che meritano davvero una visita:



TENUTA BONZARA
Via San Chierlo, 37 A
40050 Monte San Pietro (BO)
Tel. 051/6768324


VALLONA
Via S. Andrea, 203 - Fraz. Fagnano
40050 Castello di Serravalle (BO)
Tel. 051/6703333