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lunedì 30 marzo 2009

Crackers al gorgonzola


Mi è talmente tanto piaciuto il fatto di ricercare ricette nei vecchi numeri di Sale & Pepe che ne ho fatto una discreta scorta, tutta roba per così dire “presa in prestito” dal fornito archivio di mia madre. Non so, è come se avessero un fascino maggiore rispetto a quelle attuali, anche se poi mi rendo conto che non è passato poi così tanto tempo dal 2004, anno dal quale ho tratto la ricetta di oggi.

Ritorniamo sul tema dell’aperitivo, momento precedente alla cena che mi piace molto curare con qualche sfizioseria, e veniamo a qualcosina da sgranocchiare, possibilmente, sempre in abbinamento ad un buon calice di vino (non sono una grande esperta in questo campo, ma credo che ci stia bene anche un rosso non troppo corposo…), ovvero dei crackers ai pinoli e gorgonzola. In questo caso è perfetto quello piccante, a pasta semi-dura, o in alternativa va bene anche il Roquefort. Trattasi comunque di fragranti gallettine dal sapore molto deciso, che devo dire sono anche in qualche modo pericolose, perché una tira l’altra ed è difficile fermarsi solo alla prima (vi basti pensare che a casa mia sono sparite in men che non si dica).

Devo ammettere però che in fase di preparazione qualche perplessità l’ho avuta, nel senso che la quantità di burro mi sembrava troppo piccola per far stare insieme l’impasto, considerata anche l’assenza di uova… invece, mi è bastato allontanarmi un attimo dalla mia fida Kitchen Aid per constatare con i miei occhi che le bricioline dello sfarinato si erano davvero unite in un’unica pasta (pur sempre molto friabile, ma ben lavorabile).

Ecco la ricetta:


CRACKERS AL GORGONZOLA
(tratti da Sale & Pepe dicembre 2004)

Ingredienti per circa 20 biscotti:
160 g di pinoli
120 g di farina 00
½ cucchiaino di pepe macinato fresco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino raso di bicarbonato
30 g di burro a pezzetti
120 g di gorgonzola piccante (o in alternativa Roquefort)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Nel mixer tritate finemente 80 g di pinoli, quindi disponeteli nella ciotola della planetaria (o del mixer) insieme alla farina setacciata, sale, pepe e bicarbonato. Unite il burro freddo a pezzetti e lavorate utilizzando il gancio a k fino ad ottenere un composto sfarinato. Aggiungete il gorgonzola piccante sbriciolato insieme al parmigiano grattugiato e continuate ad impastare fino a quando otterrete una pasta lavorabile. Prelevatela, se necessario lavorate brevemente a mano, e formate un cilindro di circa 4,5 cm di diametro.

Tritate grossolanamente al coltello gli altri 80 g di pinoli, disponeteli su un tagliere in maniera uniforme e rotolatevi sopra il cilindro di impasto, facendo una leggera pressione in modo che essi aderiscano alla superficie. Avvolgete il tutto nella pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per almeno 3 ore (vi consiglio anche un tempo più lungo).

Estraete la pasta dal frigorifero e tagliatela, con un coltello affilato, verticalmente a dischetti dello spessore di 4-5 mm (fatelo molto delicatamente e tenete presente che non otterrete delle fette proprio perfette) che disporrete su una placca rivestita di carta da forno distanziandoli di circa 3 cm. Fate cuocere i crackers nel forno già caldo a 180° per circa 15 minuti o comunque fino a doratura. Fateli poi raffreddare completamente su di una gratella prima di servire.

Se conservati all’interno di una scatola di latta si mantengono per circa 3-4 giorni a temperatura ambiente.

Nota (per chi volesse impastare a mano): in una ciotola mescolate 80 g di pinoli insieme alla farina, sale, pepe e al bicarbonato. Aggiungete il burro a cubetti e lavorate il tutto con la punta delle dita fino a quando otterrete un composto sbriciolato. Unitevi il gorgonzola a pezzetti insieme al parmigiano grattugiato e impastate formando un cilindro di circa 4,5 cm. Proseguite come da ricetta.

domenica 29 marzo 2009

San Vigilio di Marebbe e Plan de Corones

Sin da bambina ho girato in lungo e in largo gran parte delle Dolomiti, d'inverno insieme a mio padre per le nostre settimane bianche e d'estate con i nonni paterni che mi portavano con loro durante interminabili camminate. Grazie a tutti loro in me è nato un amore incondizionato verso queste località, amore che è ancora forte ad oggi e credo non svanirà mai dato che ogni volta che torno in uno di questi posti provo sempre una fortissima emozione.

La meta della mia ultima settimana bianca è stata San Vigilio di Marebbe, o Al Plan de Mareo se vogliamo chiamarla in ladino, un ridente paesino che fa parte del comprensorio sciistico del Plan de Corones o Kronplatz, incastonato nel parco naturale Fanes - Senes - Braies, posto vicino alla Val Badia. 

Partendo in questo periodo così inoltrato ho avuto la fortuna di poter godere del panorama mozzafiato offerto dall'inizio della primavera, che mi ha permesso di vedere contemporaneamente ancora la neve sulle piste da sci e nelle cime più alte, in contrapposizione al timido verde dei prati e dei boschi.

Come dicevo nel mio ultimo post sono rimasta particolarmente colpita anche dall'ospitalità, dalla gentilezza ed educazione dei suoi abitanti, non mi riferisco solamente ai proprietari dell'albergo dove ho alloggiato, ma a negozianti e tutti coloro con i quali ho avuto modo di rapportarmi in questa magnifica settimana. 

Questi e molti altri aspetti, come la perfezione e cura delle piste da sci e l'efficenza degli impianti di risalita, hanno fatto sì che sia stata una settimana indimenticabile che spero di poter replicare quanto prima. 

Vi auguro una buona domenica lasciandovi con qualche scatto:










giovedì 26 marzo 2009

Cheesecake al cioccolato gianduia


Riprendo l’attività di blogger con qualcosa di dolce, giusto per coccolarmi per la fine della mia settimana bianca. Come è andata? Bene, anzi benissimo, vi basti pensare che non volevo tornare a casa… non è la solita frase fatta eh, ho davvero passato un giorno intero a cercare una strategia per potermi trasferire là, magari chessò lavorando come maestra di sci o in qualche struttura ricettiva locale.

Il fatto è che mi sono trovata proprio bene, sia in albergo che con le persone in generale, davvero ospitali, educate e cortesi… E poi volete mettere com’è la sera andare a dormire avendo come uniche preoccupazioni quali piste fare nel giorno seguente, cosa gustare tra tutte le delizie enogastronomiche locali o se fare una capatina nell'area benessere o invece fare un giro per il centro del paese? Sono tutte cose molto distanti dalla mia vita normale, ovviamente, ma sono davvero lieta di essermi presa cura di me stessa in questi giorni e la differenza si nota sia nei tratti del viso, che appaiono molto più rilassati, che nella serenità che ultimamente mi accompagna.

So già che molti di voi si chiederanno se ho fatto un po’ di sano shopping culinario e vi rispondo, naturalmente, di sì (d'altronde mi sarei del tutto meravigliata del contrario...). In particolare ho acquistato moltissime spezie e semi, che a Bologna fatico a trovare e che da ieri campeggiano in bella vista nella mia dispensa (facendomi spuntare un sorriso fino alle orecchie ogni volta che apro un’anta), libri di ricette (ma dai…!), qualche stampo per dolce e altre cosine che piano piano vedrete comparire nei miei piatti. Se ce la faccio a breve dovrei scrivere anche un post con qualche foto per condividere insieme a voi i luoghi incantevoli e suggestivi che mi hanno deliziato quindi... seguitemi!



Ma veniamo alla ricetta di oggi e parliamo di questo cheesecake al cioccolato gianduia che ho inventato, e preparato, prima della mia partenza per San Vigilio di Marebbe. E’ raro che io mi butti a sperimentare qualche piatto senza seguire nessuna traccia presa da riviste o manuali di cucina, ma in questo caso ho dovuto fare di necessità virtù, dato che non ho trovato nulla che mi colpisse particolarmente, e così un po’ come una sarta confeziona un vestito su misura, mi sono preparata questo scioglievolissimo dolce in base alle mie voglie del momento.

Ne è risultato un cheesecake il cui sapore ricorda quello della Nutella, grazie alla presenza del cioccolato gianduia che compone il ripieno e della granella di nocciole che ho utilizzato per decorazione, nel complesso non troppo stucchevole e particolarmente cremoso. Una golosa coccola, come dicevo nell'incipit del post, da gustare a fine pasto, meglio ancora se accompagnata da un ciuffetto di panna montata non zuccherata o da un paio di quenelles di gelato alla crema o alla vaniglia.


CHEESECAKE AL CIOCCOLATO GIANDUIA


Ingredienti per 8 persone:
per la base:
200 g di biscotti digestive (o Grancereale ad esempio)
80 g di burro
20 g di nocciole tostate

per il ripieno:
500 g di ricotta
3 uova
100 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina
200 g di cioccolato gianduia

per decorare:
granella di nocciole q.b.

Procedimento:
Per la base: in un pentolino (o nel microonde) fate fondere il burro, senza farlo soffriggere, e fatelo raffreddare. Nel mixer tritate i biscotti insieme alle nocciole, unitevi il burro fuso e mescolate per amalgamarlo correttamente. Rivestite il fondo di una tortiera a cerchio apribile da 24 cm di diametro con la carta da forno (incastrandola tra la base e l’anello), imburrate e infarinatene i bordi. Versatevi il composto di biscotti solo sul fondo e livellatelo con il dorso di un cucchiaio in modo da rendere la superficie omogenea e tutta della stessa altezza. Fate riposare in frigorifero per 30 minuti circa.

Per il ripieno: fate fondere il cioccolato gianduia a bagnomaria avendo cura di non far bollire l’acqua, quindi mescolatelo fino a renderlo omogeneo e fatelo intiepidire. In una capiente ciotola lavorate con un cucchiaio di legno la ricotta insieme allo zucchero, quindi unite i tuorli uno alla volta (conservate gli albumi mi raccomando) e la vanillina. Incorporate il cioccolato fuso quasi freddo e mescolate per amalgamare bene. Montate a neve ben ferma gli albumi servendovi delle fruste elettriche e incorporateli in più riprese al composto di ricotta mescolando sempre dal basso verso l’alto per non smontare.

Versate il ripieno sulla base di biscotti, livellatelo con il dorso di un cucchiaio per rendere la superficie omogenea e fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 45-50 minuti (dipende dal forno). Trascorso questo tempo fate raffreddare il dolce, sformatelo (se necessario aiutandovi con la lama di un coltello che farete passare lungo i bordi) e trasferitelo su di un piatto da portata.

Conservatelo in frigorifero per almeno 3 ore coperto con un foglio di alluminio (come sempre il giorno dopo sarà migliore). Decorate con granella di nocciole a piacere e servite se possibile accompagnato da un ciuffo di panna montata o due palline di gelato alla crema.


giovedì 19 marzo 2009

Torta salata con porri e ricotta (e pâte à quiche di C. Felder)

Finalmente è arrivato il momento che più sognavo da un paio di mesi a questa parte: la mia tanto sospirata (e meritata mi permetto di aggiungere...) settimana di ferie! Dopo un periodo di duro lavoro e vari impegni che mi hanno occupato in maniera frenetica ogni singola giornata, mi concedo un po’ di sano riposo e relax in quel di Plan de Corones, in provincia di Bolzano. Non sarò presente su questo blog quindi per qualche giorno, il rientro è previsto verso il 25/26 marzo, mi auguro di tornare quasi come nuova e soprattutto meno stressata.

Vi lascio con una doppia ricetta che vorrebbe essere un nuovo spunto per chi ancora non si è cimentato o non conosce questo tipo di preparazione (in particolare mi rivolgo alle mie lettrici e lettori che non hanno un blog e che magari se la sono fatta scappare).

Mi spiego meglio. Fino a qualche tempo fa, ogni qual volta dovevo preparare una torta salata o una quiche, mi affidavo al solito buon vecchio rotolo di pasta fresca (sfoglia o brisé a seconda dei casi) della mia marca di fiducia (lo dico? Buitoni) che trovavo nel banco frigo del super, adesso no. Non che io mi sia trovata male con questi prodotti, anzi (la pasta sfoglia ad esempio non credo mi metterò mai a farla da sola, troppa fatica…), però da quando ho provato la ormai famosissima pasta da quiche di Christophe Felder non credo che tornerò più indietro.

In primo luogo questo impasto è molto semplice da preparare, si stende con facilità (senza rompersi, avete capito bene) ed ha una grandissima resa, nonché un sapore e una fragranza ottimi. Inoltre volete mettere com’è farsi tutto in casa da soli senza dover ricorrere a prodotti industriali? Io, utilizzando la planetaria, ci ho messo pochissimi minuti ed ho ottenuto un risultato molto soddisfacente. Insomma, per farla breve, in una sola parola vi dico che è davvero perfetta.

Questa pasta mi è servita per realizzare una torta salata, tratta dal mensile Cucina Moderna di Marzo 2009, a base di freschissimi porri e ricotta, che devo dire ho gradito molto per la sua delicatezza. E’ anche abbastanza leggera se vogliamo, perché è priva di panna e le quantità di formaggio sono davvero minime, quindi è molto adatta a questo inizio di primavera, la potete servire sia come antipasto, ma anche come piatto unico magari affiancata ad una bella insalatina.


PÂTE À QUICHE DI CRISTOPHE FELDER:
(dal Cavoletto di Bruxelles)

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:
200 g di farina 00
5 g di sale
90 g burro a pezzetti
1 uovo
20 g di acqua

Procedimento:
Con la planetaria (o nel mixer): lavorate la farina insieme al sale e al burro freddo tagliato a pezzetti utilizzando il gancio a k. Aggiungete l’uovo intero e l’acqua continuando ad impastare fino a quando otterrete un impasto liscio e omogeneo. Prelevatelo dalla ciotola, se necessario lavoratelo brevemente a mano, quindi formate la classica palla. Ora avvolgetela nella pellicola alimentare e fatela riposare in frigorifero per 2 ore.

Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da forno portandola ad uno spessore di circa 3 mm e con questa rivestite uno stampo rotondo da 24 cm di diametro che avrete leggermente imburrato (formando sia la base che i bordi).

A mano: lavorate con le dita il burro morbido in una ciotola insieme alla farina e al sale fino a quando esso sarà stato completamente incorporato dalla farina. Unite l’uovo e l’acqua e continuate ad impastare fino a quando otterrete un impasto omogeneo, poi procedete come sopra.



TORTA SALATA CON PORRI E RICOTTA
(da Cucina Moderna – Marzo 2009)

Ingredienti per 8 persone:
1 dose di pâte à quiche (o 1 rotolo di pasta sfoglia fresca già pronta in alternativa)
2 uova
100 g di pancetta affumicata a dadini
200 g di ricotta
1 porro
30-40 g di parmigiano reggiano grattugiato
erba cipollina
1 noce di burro (o olio extravergine di oliva)
sale
pepe

Procedimento:
Mondate il porro, tagliando sia le radici all’estremità della parte bianca che quella verde. Lavatelo sotto l’acqua corrente fredda, asciugatelo con un telo da cucina e tagliatelo a rondelle con il coltello. In una padella antiaderente fate rosolare la pancetta affumicata insieme a una noce di burro (o 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, se preferite) per 2-3 minuti a fuoco vivace. Riducete la fiamma e unite le rondelle di porro facendole cuocere per altri 3-4 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno, quindi spegnete e fate raffreddare.

In una ciotola abbastanza capiente lavorate, servendovi di una spatola o di un cucchiaio di legno, la ricotta insieme alle uova, l’erba cipollina lavata e tagliuzzata, il parmigiano grattugiato, il soffritto di pancetta e porri e infine aggiustate di sale e pepe (tenete conto che la pancetta è già sapida di suo mi raccomando). Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e ben amalgamato.

Stendete la pasta da quiche con il mattarello su un foglio di carta da forno portandola ad uno spessore di circa 3 mm e rivestite uno stampo rotondo da 24 cm di diametro leggermente imburrato (formando sia la base che i bordi). Se utilizzate la pasta sfoglia già pronta srotolatela e disponetela nella tortiera sempre frapponendo la carta da forno. Versatevi all’interno il composto di ricotta e livellatelo utilizzando il dorso di un cucchiaio.

Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti e servite la torta salata calda o appena tiepida in base ai vostri gusti.


martedì 17 marzo 2009

Patate alla birra


So bene che l'anno della patata si è ormai concluso da oltre due mesi e, prima che qualcuno leggendo il titolo del post pensi "noooo basta, ancora patate..." snobbandomi allegramente, vi anticipo che questo è diventato uno dei miei contorni preferiti nel suo genere. Tra l'altro, a dire la verità, non sapevo nemmeno se pubblicarla o no questa ricetta, poi mi sono detta che anche se le foto non sono proprio il massimo, pazienza (!), non posso non condividere con voi questo appetitoso contorno, che si accompagna benissimo ad arrosti e carne alla griglia. Insomma può sempre tornare buono, no?

Quando parlo di loro, le patate, ho sempre il timore di annoiare la stragrande maggioranza di voi (nonché la sottoscritta che assaggia), perché come potete constatare con i vostri occhi, il mio archivio personale ne è molto più che intasato, ragion per cui cerco ogni volta di proporle sotto una nuova veste, sperimentando abbinamenti da me mai provati.

Non so perché, ma l’accostamento dei sapori presenti in questo piatto mi ricorda vagamente la Germania, sarà forse per la presenza della birra che rende il tutto particolarmente aromatico, per il gusto affumicato dato dalla pancetta oppure per la consistenza delle patate simile a quella della Kartoffelsalat, ma mi sembra proprio uno dei contorni che ero solita mangiare quando ero a Monaco di Baviera ai tempi del liceo (non me ne vogliano i tedeschi se invece non si tratta di una preparazione tipica, sono trascorsi ahimè troppi anni dall’ultima volta che ho avuto il piacere di fare un soggiorno da quelle parti e i miei ricordi si sono purtroppo un po’ offuscati).

Come dicevo prima, questo piatto mi ha regalato grandi soddisfazioni e, insieme al crumble, è uno dei contorni che faccio più spesso ultimamente, per chi desiderasse realizzarlo ecco come fare:



PATATE ALLA BIRRA
(da “L’Enciclopedia della Cucina Italiana” – p. 431 – ed. Mondadori)

Ingredienti per 4 persone:
1 kg di patate
2,5 dl di birra chiara (possibilmente aromatica)
60 g di pancetta affumicata a cubetti
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 rametto di rosmarino
1 cipolla
Sale
Pepe

Procedimento:
Lavate le patate strofinandole bene sotto l’acqua corrente e fatele scottare per 15 minuti circa in acqua bollente salata. Scolatele, privatele della buccia mentre sono ancora calde e tagliatele con un coltello a fette molto sottili. Mondate la cipolla, lavate anch’essa unitamente agli aghi di rosmarino e tritate entrambi nel mixer insieme ai cubetti di pancetta affumicata.

In una casseruola antiaderente fate soffriggere a fuoco moderato per qualche minuto il trito ottenuto insieme all’olio extravergine di oliva, quindi aggiungetevi le patate lasciandole rosolare a fiamma un po’ più alta. Regolate di sale e di pepe e unitevi la birra, coprite la pentola e fate cuocere a fuoco dolce per circa 15 minuti.

Trasferite il tutto in una pirofila e fate gratinare nel forno già caldo a 200° ventilato oppure con l’opzione grill per circa 5 minuti e servite.

domenica 15 marzo 2009

Spirali di sfoglia allo speck


Chi frequenta il mio blog da un po’ di tempo certamente sarà a conoscenza della mia smodata propensione (o dovrei dire mania??) nei confronti degli antipasti, intesi come stuzzichini, cibo sfizioso insomma. Che siano crostini, crostoni, briochine o torte salate, non importa, perché sono tutte robine che alla fin fine mi smuovono un certo appetito.

Restiamo anche oggi sempre sull’onda del facile e veloce con una ricetta tratta ancora una volta dall’immancabile Sale & Pepe, peraltro già riproposta sia da lei che da lei. L’idea è stata quella di servire qualcosa per l’aperitivo, che potesse accompagnare un buon calice di prosecco da sorseggiare in attesa dell’imminente cena.

Queste spirali di pasta sfoglia allo speck mi sono sembrate la soluzione ideale, in primo luogo perché l’accostamento dei loro sapori ben si prestava ad essere inserito nel mio menù, data la presenza di portate in tema tirolese, ma anche perché sono l'esempio di come attraverso l'utilizzo di pochissimi ingredienti è possibile realizzare un piatto gustoso e con un certo effetto scenico.

Unica raccomandazione, che se poi non la scrivo qualcuno non riesce ad ottenere un risultato soddisfacente dal punto di vista estetico: quando avvolgete a spirale la striscia di pasta sfoglia fatelo in modo serrato, creando delle volute molto vicine e strette tra loro. Questo perché durante la cottura la pasta sfoglia gonfiandosi tenderà a distendersi e voi rischierete di vanificare tutto il vostro lavoro, ottenendo delle bacchette buone di sapore, ma alquanto deformi.



SPIRALI DI SFOGLIA ALLO SPECK
(tratto da Sale & Pepe)

Ingredienti per 8 persone:
2 dischi di pasta sfoglia fresca già pronta
50 g circa di speck a fette
½ cucchiaino di semi di finocchio
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
1 uovo

Procedimento:
In un piatto fondo sgusciate l’uovo, sbattetelo con una forchetta e tritate i semi di finocchio nel mixer (o al coltello). Srotolate i due dischi di pasta sfoglia e spennellateli, da un solo lato, con l’uovo sbattuto, quindi disponete sopra ad uno di essi lo speck a fettine e spolverizzate uniformamente con il parmigiano grattugiato e i semi di finocchio. Coprite con il secondo disco tenendo la parte spennellata verso il basso, fatelo combaciare perfettamente e premete un poco per farlo aderire.

Utilizzando una rotella tagliapasta ricavate delle strisce larghe 2 cm (non di più mi raccomando) e arrotolate ciascuna su sé stessa molto stretta in modo da conferirgli una forma a spirale (vedi premessa).

Ponetele su una placca rivestita di carta da forno e fatele cuocere nel forno già caldo a 200° per circa 15 minuti o comunque fino a doratura (se utilizzate più teglie infornatene una per volta). Estraete le spirali dal forno, fatele raffreddare prima di toccarle per evitare di romperle.

giovedì 12 marzo 2009

Brownies fondenti!



E' troppo bello per me invitare gente a cena, sapete? Mi piace ospitare amici e parenti nella mia casa, offrirgli i miei piatti e godere della loro compagnia... mi arricchisce molto quell'atmosfera di convivialità che spesso si respira in questi momenti. Non mi interessa quanto dovrò impazzire ai fornelli per accontentare un grande o un piccolo numero di persone, perché sarò ampiamente ripagata (a patto che tutto sia filato liscio eh, niente ciofeche per riallacciarmi al concorso indetto da Alex) dalle loro espressioni soddisfatte e contente.

In una di queste occasioni mi è stato chiesto di preparare un dolce a base di cioccolato, in modo che vi si potesse abbinare un particolare vino liquoroso da dessert che da tanto desideravamo assaggiare.

Non ho avuto dubbi sulla scelta da prendere. Cosa c’è infatti di più cioccolatoso dei brownies? Sono anche facili da realizzare, veloci e pratici, dato che basta tagliarli a quadretti per porzionarli, ma soprattutto spariscono in un attimo accontentando sempre tutti, anche i palati più esigenti. Sono perfetti per un’energetica colazione insieme ad un bel bicchiere di latte, oppure a merenda, ma anche come coccola di fine pasto, magari che ne so, accompagnati da qualche pallina di gelato alla vaniglia (tanto per non farsi mai mancare nulla).

Nel tempo ho provato diverse ricette che mi sono sempre sembrate un po’ stucchevoli, a causa della massiccia dose di zucchero, poi ho trovato questa tratta da Il Libro d’Oro del Cioccolato con la quale mi sono trovata molto bene e che vi riporto con le mie personali modifiche. Per non correre rischi ho diminuito ulteriormente la quantità di zucchero di altri 50 g e infatti mi sono piaciuti moltissimo.

Esistono infinite varianti di brownies, al loro interno si possono trovare noci, mandorle, nocciole, formaggio fresco o moltissimi altri ingredienti, ma non solo: attraverso l’utilizzo di coppapasta sagomati possono assumere anche forme particolari, come quella a stella per citarne una, anche se questa opzione comporta molti avanzi di pasta (che comunque si possono benissimo mangiare o utilizzare per decorare qualche altro dolce, no?).

Questi preparati da me sono semplicemente aromatizzati alla vaniglia e hanno al loro interno del cioccolato tritato in maniera grossolana, che con la sua consistenza croccante e scioglievole nello stesso tempo, contribuisce ad aumentarne ed esaltarne il gusto. Infine sono deliziosamente fondant, caratteristica alla quale io, peccatrice di gola lo ammetto, proprio non so resistere. Ecco la ricetta:



BROWNIES FONDENTI
(estrapolata da “Il Libro d’Oro del Cioccolato” – ed. Mondadori)

Ingredienti per circa 24 brownies:
150 g di farina 00
250 g di cioccolato fondente
250 g di burro
4 uova grosse
250 g di zucchero semolato (per me 200 g)
50 g di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaino e ½ di essenza di vaniglia
Sale

Procedimento:
Fate fondere a bagnomaria il burro con 125 g di cioccolato fondente tritato grossolano. Rimescolate con cura fino ad amalgamare completamente i due ingredienti, togliete da fuoco e fate intiepidire.

In una ciotola abbastanza capiente lavorate con le fruste elettriche a media velocità le uova insieme ai due tipi di zucchero (bianco e di canna) fino ad ottenere un composto piuttosto gonfio e spumoso. Incorporate un pizzico di sale, il cioccolato che avevate precedentemente fuso insieme al burro e l’essenza di vaniglia, mescolando (ma non troppo) con una spatola: l’impasto dovrà apparire ben amalgamato. Aggiungete infine la farina setacciata poca alla volta sempre rimestando e per ultima la rimanente metà del cioccolato fondente tritato grossolano.

Versate il tutto in una teglia rettangolare delle dimensioni di 33 x 23 cm (la mia era 29 x 25) rivestita di carta da forno livellando bene per uniformare la superficie. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 25-30 minuti, controllando il grado di cottura con uno stecchino che dovrà uscire leggermente appiccicoso (non superate questo tempo di cottura altrimenti i brownies perderanno la loro consistenza fondente). Lasciateli raffreddare su una griglia per dolci, sformateli aiutandovi con la carta da forno e tagliateli a cubetti su di un tagliere. Trasferiteli su di un piatto da portata e servite.

Nota: questi dolcetti sono privi di lievito (quindi non aspettatevi una grande crescita in altezza durante la cottura), pertanto vi consiglio di non utilizzare teglie più grandi della misura indicata altrimenti rischiereste di ottenere un risultato finale troppo basso e sottile.


martedì 10 marzo 2009

Crostoni porcini & Brie




Da un po' di tempo avevo nel congelatore un piccolo sacchetto prezioso che conservavo gelosamente, pieno di profumatissimi funghi porcini che attendevano di giungere a gloriosa fine prima dell’imminente (speriamo che sia la volta buona eh) primavera.

Aggiungiamo a tutto questo il fatto che era domenica sera e non mi andava di mangiare la solita pizza alla parmigiana... che fare? Niente panico, grazie alla mia (modestamente) formidabile memoria fotografica, mi è bastato trovare il numero di Sale & Pepe che stavo cercando, nonché controllare di disporre di tutti gli ingredienti necessari per la realizzazione della ricetta, per sfornare un antipasto/piatto unico (a seconda delle dosi) di una semplicità quasi spiazzante, ma che merita davvero di essere assaggiato.

Prendiamo infatti uno strato di croccante e fragrante pane toscano, uniamoci del Brie, che grazie alla cottura in forno diventerà magnificamente scioglievole, e dei funghi porcini (fatti saltare per l’occasione solo con una noce di burro, sale e pepe per non coprirne troppo i sapori), completiamo infine con dell’ottimo olio tartufato, otterremo un antipasto che sprigionerà un profumo irresistibile confermato poi dal suo gusto profondamente appagante.

Per la loro altissima resa, a fronte di un tempo e una difficoltà di preparazione davvero irrisori, questi crostoni sono perfetti per iniziare in maniera sfiziosa, e al contempo raffinata, una cena di tutto rispetto anche organizzata all'ultimo minuto.

CROSTONE PORCINI & BRIE
(tratto da Sale & Pepe)

Ingredienti per 4 persone:
300 g circa di porcini surgelati (o 400 g di freschi piccoli)
4 fette di pane da crostini abbastanza spesse
200 g di Brie
30 g di burro
Olio tartufato
Sale
Pepe

Procedimento:
In una padella antiaderente fate fondere il burro e unitevi i porcini ancora surgelati, lasciateli cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio facendo ridurre la loro acqua, quindi regolate di sale e di pepe.

Nel frattempo fate tostare in forno le 4 fette di pane (io ho utilizzato il grill) e tagliate il formaggio Brie a fette senza eliminare la crosta. Disponetelo sul pane, unitevi una cucchiaiata abbondante di funghi e completate con qualche goccia di olio tartufato e, se gradite, con un'altra piccola macinata di pepe.

Trasferite i crostoni su di una piastra rivestita di carta da forno e cuoceteli a 200° per circa 3 minuti o comunque fino a quando il formaggio inizierà a fondersi leggermente. Servite subito.

Nota: in stagione è meglio utilizzare i porcini freschi, nel caso procedete così: mondateli e puliteli servendovi di un panno umido in modo da eliminare eventuali residui di terra. Tagliateli a cubetti e fateli rosolare nel burro fino a quando saranno pronti, salate, pepate e continuate come da ricetta.

domenica 8 marzo 2009

Muffins arancia & cioccolato



Non vi capita mai di desiderare un dolcetto, ma di non avere niente di soddisfacente in casa? Niente biscotti, niente crostata o ciambella, nada de nada, solo cereali integrali e fette biscottate? A me sì, soprattutto nei periodi di dieta, quando cerco di allontanare dalla mia vista qualsiasi cibo che possa indurmi a uno sgarro, specialità nella quale sono una primatista (esempio: in questo preciso momento mentre scrivo sto sgranocchiando, si fa per dire, un pasticcino traboccante di crema pasticciera e cioccolato, non vorrei mai che mi venisse il famoso calo di energia da foodblogger...).

Vero è che nel fine settimana posso concedermi qualcosa in più e i muffins sono il tipo di dolce al quale ricorro più frequentemente, perché sono facili da fare e veloci, accontentano il palato a fronte di pochissimo sforzo ed in pochissimo tempo. Inoltre sono monoporzione e si possono anche congelare, cosa volere di più? Tralasciamo però il fatto dell’attesa spasmodica davanti al forno per controllarne la lievitazione millimetro per millimetro… (tanto lo so che lo fate anche voi dai!).

Questi dolcetti costituiscono molto spesso la mia colazione del week end, quando adoro gustarmeli insieme ad una tazza di caffè e a un bel bicchiere di latte fresco. Questi in particolare emanano un profumo particolarmente invitante di vaniglia e arancia, che tanto mi fanno impazzire insieme alle gocce di cioccolato fondente. Sono anche privi di burro, sostituito in questo caso dall’olio di semi di arachidi, quindi non hanno un’influenza così grande sulla linea… a patto di riuscire ad assaggiarne solo uno!

MUFFINS ALL’ARANCIA E CIOCCOLATO
(da “Il Libro d’oro del Cioccolato” p. 214-215 – ed. Mondadori”)

Ingredienti per 6 muffins:
150 g di farina bianca 00
1 cucchiaio di scorza d’arancia bio grattugiata
½ bustina di lievito in polvere per dolci
0,6 dl di olio di semi di arachidi
100 g di zucchero semolato
1 uovo medio
0,9 dl di latte
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
100 g di gocce di cioccolato fondente
Sale

Procedimento:
In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi: la farina setacciata con il lievito, lo zucchero semolato e il pizzico di sale. In un altro contenitore lavorate l’uovo leggermente sbattuto con l’olio, il latte e l’essenza di vaniglia. 

Incorporate questi ingredienti a quelli secchi, aggiungete la scorza grattugiata dell’arancia ben lavata e le gocce di cioccolato. Mescolate sommariamente con un cucchiaio di legno, il minimo necessario per amalgamare il tutto, e trasferite l’impasto in sei stampini monoporzione di alluminio o in silicone rivestiti degli appositi pirottini di carta, riempiendoli per circa ¾.

Cuocete nel forno già caldo a 180/190° per circa 20-25 minuti o comunque fino a quando la superficie dei muffins apparirà leggermente dorata. Sfornateli, fateli raffreddare completamente e poi estraeteli dagli stampi.

venerdì 6 marzo 2009

Alchechengi ricoperti di cioccolato fondente


L’alchechengi o physalis è una pianta appartenente alla famiglia delle solanacee (come patate e pomodori, ad esempio), che produce dei particolarissimi calici dalla caratteristica forma somigliante ad una lanterna di carta. Questi ultimi racchiudono al loro interno delle preziose bacche di colore arancione intenso, unica parte edibile dell’intera pianta, molto utilizzate in pasticceria, in particolare in abbinamento al cioccolato, per decorare dolci e anche per realizzare ottime confetture (fonte: Wikipedia).




Vi chiederete come mai sono andata a scomodare queste bacche, che secondo me sono di una bellezza quasi disarmante. In poche parole esse fanno parte di un prezioso e dolce ricordo legato all’infanzia del mio ragazzo, il quale desiderava poterle riassaggiare da diverso tempo, così con la complicità di mia madre che si è data da fare per reperirle, ho deciso di fargli una sorpresa proprio in occasione del suo compleanno. Non potete immaginare che soddisfazione è stata vedere il suo volto pieno di stupore, gioia e riconoscenza!

Come dicevo, gli alchechengi vengono comunemente abbinati al cioccolato fondente, questo perché hanno un sapore abbastanza agrumato che vi si sposa magnificamente. Io li trovo irresisitibili, mi è del tutto impossibile fermarmi ad assaggiarne uno soltanto, sono un vero piacere per il palato e per la vista, dato il notevole impatto cromatico, tra il marrone che cela un cuore arancione acceso, e la loro forma che definirei quasi artistica.



Quella che vi scrivo oggi è una non-ricetta, nel senso che non si tratta di una preparazione chissà quanto complicata (avete presente le fragole ricoperte di cioccolato?), ma la riporto qui di seguito ugualmente per chi volesse provarla:

ALCHECHENGI RICOPERTI DI CIOCCOLATO FONDENTE

Ingredienti:
alchechengi
cioccolato fondente tritato


Procedimento:
Con le mani aprite il calice di ciascun alchechengi (che mi raccomando deve rimanere attaccato al frutto) partendo dalla sommità e suddividendolo in 3 o 4 foglie, quindi piegatele verso l’alto in modo da scoprire la bacca. Lavate quest’ultima sotto l'acqua corrente e asciugatela molto delicatamente con un canovaccio pulito.

In una piccola casseruola fate fondere a bagnomaria il cioccolato grossolanamente tritato e, quando otterrete un composto uniforme, immergetevi le bacche fino a ricoprirle completamente. Trasferitele in una gratella per dolci, fatele sgocciolare e ponetele in frigorifero in modo che il cioccolato si solidifichi.


Se siete interessati a scoprire qualcosa in più vi consiglio di leggere anche questi post:

- Il ricettario di Anna: alchechengi al cioccolato

- Zenzero & Cannella: alchechengi caramellati

mercoledì 4 marzo 2009

Risotto ai mirtilli di bosco e erba cipollina


Dopo i fatti di cui vi ho parlato ieri, provo a voltare pagina, per un attimo, e mi dedico alla mia normale attività, che sarebbe quella di pubblicare le mie ricette invece di parlare di plagi, copyright e correre dietro a persone poco serie che sanno cucinare senza sporcarsi le mani e la cucina (ma come faranno?).

Veniamo a noi. Avete presente i classici pregiudizi che si possono nutrire di fronte a un piatto, del tipo no questo non mi piace, no questo sarà troppo agrodolce, no io quell'ingrediente non lo mangio e così via, senza nemmeno averlo mai assaggiato? Beh io ne so qualcosa, osservando la foto della ricetta di oggi (che, a onor di cronaca, ho preso da qui) credevo che questo risotto ai mirtilli sarebbe risultato dal retrogusto decisamente dolciastro al palato e in un primo momento mi sono detta che mai e poi mai avrei provato un piatto simile… mirtilli in un risotto, e che è? Invece non solo l’ho preparato, ma mi sono leccata anche i baffi!

Oltre ad essere piacevolmente colorato di violetto e punteggiato di verde grazie all’erba cipollina, si tratta di un risotto particolarmente delicato, niente affatto pesante e molto appetitoso. Seguendo il consiglio di Giallo Zafferano ho utilizzato un Lagrein, perché guarda caso ne avevo proprio una bottiglia aperta in precedenza che attendeva di essere consumata, scelta che si è rivelata valida per le note di questo tipo di vino che ricordano i frutti di bosco; naturalmente voi potete sceglierne un altro tipo purché non sia troppo corposo. Inoltre, come sempre del resto, ho preferito eseguire la mantecatura con il parmigiano in luogo del solito burro, correndo il rischio di rovinare l’intero piatto se magari si fosse rivelato un abbinamento errato, ma sono stata fortunata e il sapore ne ha ancor più tratto giovamento.

RISOTTO AI MIRTILLI DI BOSCO E ERBA CIPOLLINA
(tratto da Giallo Zafferano)


Ingredienti per 2 persone:
160 g di riso Carnaroli
100 g di mirtilli freschi
½ cucchiaio di erba cipollina tritata
½ bicchiere di vino rosso (possibilmente Lagrein)
Brodo vegetale q.b.
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Parmigiano grattugiato

Per la decorazione:
½ cucchiaino di erba cipollina
25 g di mirtilli freschi

Procedimento:
Lavate i mirtilli sotto l’acqua corrente e asciugateli con un canovaccio pulito molto delicatamente per non romperli. Disponeteli nel bicchiere del mixer, frullateli e teneteli da parte.

In una casseruola fate tostare il riso per un paio di minuti insieme all’erba cipollina tritata mescolando con un cucchiaio di legno, quando lo sentirete sfrigolare leggermente sfumate con il vino rosso, alzate la fiamma e fate evaporare. Abbassate la fiamma, unite i mirtilli frullati e portate a cottura il risotto aggiungendo un mestolo di brodo vegetale caldo per volta, sempre avendo cura di mescolare per non farlo attaccare.

Quando sarà pronto, fuori dal fuoco mantecate con il parmigiano grattugiato mescolando con cura, fatelo riposare coperto per un paio di minuti, e disponete il risotto nei piatti da portata decorando con erba cipollina tagliuzzata e qualche mirtillo che avevate tenuto da parte.



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Vi segnalo che Stelladisale ha messo a disposizione di tutti noi uno spazio dove segnalare non solo eventuali plagi subiti da voi ma anche, aspetto molto importante, da altri blogger, affinchè tutti consultando questo spazio possano adottare le giuste misure e comportarsi di conseguenza. In questo modo saremo tutti più uniti nel fronteggiare questo fenomeno.



Non so se avete notato, ma il sito della "signora Pasticciona" è momentaneamente off-line... mi ha anche inviato una mail di scuse dicendomi che lei è una povera blogger che ha preso da internet delle foto che più le piacevano (rubandole a noi, ma questo è un dettaglio, suvvia!) e non sapeva che in questo modo stesse violando le norme sul diritto d'autore... insomma, non la faccio tanto lunga, ma è sempre la solita storia, da parte di questa gente si accampano scuse su scuse, pure false, e intanto chi ci rimette siamo noi.

martedì 3 marzo 2009

Ancora un caso di plagio...

Avrei voluto iniziare questo post in tutt'altro modo, magari scrivendo l'introduzione ad uno dei miei ultimi piatti, ma purtroppo c'è sempre qualcuno che pensa di essere più furbo degli altri (a quanto pare).
Mi spiego meglio. Dietro segnalazione della gentilissima Elisabetta, mi sono accorta dell'esistenza di questo sito:

http://lapasticciona.ilbello.com/

dove mi sono state indebitamente copiate ben 3 ricette (o almeno questo è il numero di quelle che sono riuscita a scovare) con le relative foto, opportunamente ridotte in maniera astuta, si fa per dire, in modo da eliminare la firma che appongo sempre su tutti i miei scatti e, manco a dirlo, non indicando alcun link al mio blog. Addirittura in un caso, il genio che ha compiuto questo atto, ha pensato bene di confondere le acque raddoppiando le dosi degli ingredienti, come se questo bastasse a celare il furto. Ma non è finita qui, la cosa a dir poco agghiacciante è che, navigando nell'archivio, ho scoperto l'esistenza di moltissime altre ricette scopiazzate, ad esempio da lei o lei, che ho provveduto ad avvisare immediatamente.
Praticamente mi è bastato aprire Google immagini, digitare il nome del piatto presente su questo sito per veder comparire entro le prime 3 pagine la foto plagiata.

Non entro nel merito della questione della licenza in quanto in questi ultimi giorni sono stati scritti alcuni post molto interessanti e ben fatti a riguardo e, per completezza di informazione, mi permetto di elencarli qui, consigliandovi di leggerli attentamente:

Stella di Sale


In tutta questa faccenda mi è stata di grande conforto e aiuto la mitica , che ieri sera ha prontamente risposto alle mie mail spiegandomi di essere già al corrente di questo ennesimo caso e, badate bene, di aver già contattato l'hosting di ilbello.com e la signora che vedete comparire in foto sul sito. Nella giornata di oggi dovrebbe avere qualche risposta e nel caso vi terremo aggiornati. Vi invito inoltre a controllare personalmente che non ci siano anche vostre ricette.

Ora però voglio dire la mia, in fondo questo è il mio spazio, quindi mi pare la sede più opportuna. Non mi sento di offendere nessuno, tanto meno questa sedicente signora Pasticciona che non si è nemmeno degnata di rispondere alla mia mail, ma onestamente sono io a sentirmi offesa e usurpata. Sono stanca di vedere il nostro lavoro rubato impropriamente da questo o quel sito che vuole farsi grande alle nostre spalle. Non mi stancherò mai di dirlo, chi desidera aprire un blog di cucina si rimbocchi le maniche, si metta ai fornelli e fotografi le sue produzioni, così come facciamo noi ogni santo giorno, ma soprattutto la smetta di prelevare il materiale altrui facendolo suo senza citare la fonte o utilizzandolo a fini commerciali attraverso la pubblicità ad-sense.

Ricordatevi che questi plagi sono veri e propri furti e come tali sono perseguibili legalmente, voi siete i proprietari intellettuali del vostro materiale e chi intende riprodurlo deve chiedervi l'autorizzazione.

Ormai, come ho potuto constatare insieme alla , siamo una squadra e più restiamo uniti, più riusciremo a sgominare e denunciare questi furti. Pertanto se vi doveste accorgere che il tal post o la foto vostra o di un vostro collega è stata rubata, non esitate a segnalare questa cosa. Mi raccomando!

Aggiornamento:

ecco i links delle tre ricette rubate:

e nello stesso ordine vi riporto i miei post:

domenica 1 marzo 2009

Cake salato con fagiolini, roquefort e noci



Si vede che ho voglia di primavera, vero? Se ci fate caso nei miei ultimi post compare molto il colore verde sia nei piatti che negli sfondi delle foto, come qui e qui, per farvi un esempio. Mi consola il fatto che non sono l'unica a pensarla in questo modo, infatti da quanto ho potuto leggere in alcuni vostri post o nei commenti, questo inverno per la maggior parte di noi sembra interminabile.

Avevo messo gli occhi su questa ricetta da diverso tempo, più precisamente da quando mi è presa la fissa di sfogliare vecchi numeri di Sale & Pepe... addirittura questa risale al 2005, quando ancora il formato della rivista era leggermente più grande e io già ero molto appassionata di cucina.

Questo cake mi ha sedotta per l'armoniosa combinazione dei suoi ingredienti principali: primo fa tutti il Roquefort, noto formaggio erborinato a pasta morbida di origine francese molto simile al nostro Gorgonzola o allo Stilton inglese per intenderci, caratteristico per le sue venature di colore blu, che ha trasmesso un profumo sublime all'impasto. Per non parlare delle noci, che lasciate quasi intere, donano croccantezza e creano un perfetto matrimonio di gusto con il formaggio. Il tutto coronato dai fagiolini, che regalano una piacevolissima nota di colore, sapore e di morbidezza al tutto.

Io ho seguito il consiglio del mensile e l’ho servito insieme ad alcuni fagiolini cotti al vapore e a un’insalatina semplice semplice condita con un filo di olio, sale, pepe e aceto balsamico, di quello buono però. Trovo che sia perfetto per un brunch o per una scampagnata domenicale.


CAKE SALATO CON FAGIOLINI, ROQUEFORT & NOCI

Ingredienti per 8 persone:
250 g di farina 00
3 uova
8 g di lievito in polvere istantaneo
100 g di roquefort
150 g di fagiolini
50 g di gherigli di noce
1 dl di latte
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale

Procedimento:
Mondate i fagiolini e tagliateli a tocchetti di circa 1-2 cm con un coltello. Immergeteli in una casseruola contenente acqua in ebollizione salata per circa 5 minuti, quindi scolateli, raffreddateli in una ciotola con acqua e ghiaccio e asciugateli con un panno pulito.

In una capiente ciotola lavorate le uova con l’olio extravergine di oliva utilizzando una frusta a mano fino ad ottenere un composto spumoso, quindi incorporate la farina setacciata insieme al lievito e un pizzico di sale. Aggiungete i fagiolini a pezzetti, il roquefort sbriciolato con le mani, i gherigli di noce spezzettati grossolanamente e il latte. Mescolare nuovamente l’impasto fino a quando apparirà omogeneo e privo di grumi.

Rivestite uno stampo da plum cake della capacità di 1 litro con della carta da forno bagnata e ben strizzata, versatevi il composto preparato e livellatelo bene sbattendo più volte la teglia. Cuocete nel forno già caldo a 200° per circa 35 minuti, trascorso questo tempo verificherete la cottura con uno stecchino che dovrà uscire asciutto.

Sfornate il cake, lasciatelo riposare per 5 minuti, quindi sformatelo molto delicatamente e trasferitelo in un piatto da portata. Se gradite servitelo con dei fagiolini cotti al vapore e un’insalatina verde.