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venerdì 27 febbraio 2009

Tortino di cioccolato dal cuore caldo di Valentina Gigli


Non sono molto brava con le parole, soprattutto quando si tratta di esprimere i miei sentimenti pubblicamente, se ancora qualcuno non l’avesse capito, sono molto riservata e difficilmente in futuro mi vedrete scrivere un altro post come questo.

Oggi però mi sento di farlo perché è un giorno molto importante, è il compleanno di una persona speciale che ha sconvolto positivamente la mia vita e che mi ha fatto capire qual è il senso della parola AMORE. Un uomo sempre molto attento, protettivo e presente, capace di donarmi grande forza e serenità anche nei momenti più neri. Affettuoso, divertente e a volte un po’ pazzo, mi contagia con il suo buonumore, con la sua sconfinata gioia e vitalità. BUON COMPLEANNO AMORE!

E per questa occasione posto un dolce che ci siamo gustati insieme sabato scorso, al termine di una delle nostre cenette, che lui ha particolarmente apprezzato: i tortini di cioccolato dal cuore caldo. La ricetta è di Valentina Gigli, chef pasticcera di origini romane, molto conosciuta grazie anche al programma “Dolci & Delizie” condotto da Beatrice Bocci in onda sul canale Alice di Sky.

Temevo che non mi sarebbero venuti bene al primo tentativo, pensavo fosse necessario seguire una sorta di "rodaggio" prima di ottenere un risultato quanto meno presentabile, invece devo dire che mi sono dovuta ricredere. La ricetta si è rivelata perfetta sono ogni punto di vista, nelle dosi, nella spiegazione molto chiara del procedimento e nei tempi di cottura, per questo motivo d’ora in poi utilizzerò sempre questa.

Il risultato sono stati dei tortini solidi nel loro guscio esterno che celano un cuore morbido, caldo, scioglievole e peccaminoso, resi ancora più particolari grazie ad una punta di paprika forte che gli regala un leggero sentore piccante nient’affatto prepotente. Sono perfetti se accompagnati da una salsa al cioccolato bianco, oppure come suggerito dalla stessa Gigli, con due palline di gelato alla vaniglia per creare un magnifico contrasto caldo-freddo.

Dato che prima della cottura vanno riposti nel congelatore per almeno 4 ore, li potete anche preparare con diversi giorni di anticipo, al momento del bisogno vi basterà preriscaldare il forno e, una volta giunto a temperatura, li cuocerete estraendoli direttamente dal freezer. Comodo, no?


TORTINI DI CIOCCOLATO DAL CUORE CALDO
(ricetta di Valentina Gigli)

Ingredienti per 8 persone:
200 g di cioccolato fondente tritato
200 g di burro Occelli
160 g di zucchero semolato extrafino (Zefiro)
4 uova
40 g di farina
2 cucchiai di paprica forte

Procedimento:
Fate fondere a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro e lo zucchero semolato facendo attenzione a non far sobbollire l’acqua. Mescolate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo e fatelo raffreddare. Nel frattempo imburrate ed infarinate con la massima cura (pena la cattiva riuscita della ricetta) 8 stampini monoporzione di alluminio usa e getta.

Prendete la ciotola con il composto al cioccolato ed unitevi le uova una alla volta mescolando con una frusta a mano accuratamente. Incorporatevi la farina setacciata tutta insieme, la paprica forte (se la gradite) sempre rimestando in modo da evitare la formazione di grumi. Con mestolo distribuite l’impasto in ciascuno degli stampini lasciando circa un dito dal bordo, copriteli con gli appositi coperchi di plastica o con un foglio di alluminio e poneteli nel congelatore a raffreddare per almeno 4 ore.

Estraeteli dal freezer e cuoceteli direttamente nel forno già caldo a 220° per circa 20 minuti (nel mio caso erano perfetti a 19, ma tenete presente che non tutti i tipi di forno sono uguali e il vostro potrebbe impiegare anche un tempo minore). Non superate questo tempo di cottura altrimenti i tortini non avranno il cuore morbido. Sformateli e serviteli con un paio di palline di gelato alla crema.



martedì 24 febbraio 2009

Gulasch di manzo

Gulasch


Prima che finisca l’inverno e con esso il clima adatto alla consumazione di questo piatto, voglio parlarvi della ricetta che più mi ha tormentato durante questi ultimi mesi: il gulasch di manzo. Ebbene sì, mi sono sempre ripromessa più volte di prepararlo, ma per un motivo o per l’altro ho sempre preferito cucinare altre pietanze.

Finalmente, sabato ho colto al volo l’occasione e mi sono decisa a sperimentare la ricetta consigliatami da una mia lettrice di Bolzano di nome Luisa, che ringrazio calorosamente, ricetta che poi ho scoperto essere tratta dal libro “Cucinare nelle Dolomiti” che avevo acquistato alcuni mesi fa. E' un manuale molto noto in Alto Adige che contiene interessantissimi trucchi e suggerimenti per la preparazione di piatti sudtirolesi, italiani e internazionali corredato da schede esplicative dei fondamenti della cucina.

Il gulasch è una pietanza di origini ungheresi, diffusasi in molti degli stati mitteleuropei e, in Italia, nel Triveneto (molto famoso è infatti il gulasch alla triestina). E’ una sorta di spezzatino i cui ingredienti principali sono le cipolle, la paprika dolce e un misto di aromi come il cumino, l'aglio, la maggiorana e la scorza di limone che si sposano davvero bene tra di loro.

Ne è risultato un secondo particolarmente appetitoso grazie al saporito intingolo di accompagnamento, ma soprattutto alla morbidezza e scioglievolezza della carne, che nel mio caso si poteva tagliare con la sola forchetta. Si completa divinamente se servito insieme a polenta (nel mio caso bianca), canederli o purè di patate.

Con questo piatto ho ricevuto moltissimi complimenti dal mio compagno, che mi ha chiesto di riproporlo addirittura per la cena del suo compleanno con tutti i nostri amici! Come potrei non accontentarlo nel giorno della sua festa?


GULASCH DI MANZO
(tratto da “Cucinare nelle Dolomiti” di H. Gasteifer, G. Wieser, H. Bachmann – ed. Athesia)

Ingredienti per 2 persone:
500 g di carne di manzo (muscolo di coscia) tagliata a dadini di circa 40 g ciascuno
farina q.b.
250 g di cipolle bionde
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1-2 cucchiai di concentrato di pomodoro
100 ml di vino rosso
1 cucchiaino di aceto di vino bianco
1 l di brodo di carne (quantità approsimativa)
1 cucchiaino di paprica dolce
1/2 foglia di alloro
Sale
Pepe
1 cucchiaino di cumino
½ spicchio d’aglio tritato
1 cucchiaino di maggiorana
1 cucchiaino di scorza di limone

Procedimento:
Mondate le cipolle, tagliatele a striscioline (prima a metà e poi nel senso della lunghezza) e fatele dorare in una casseruola insieme all’olio extravergine di oliva. Con un cucchiaio di legno spostatele ai bordi della pentola e al centro aggiungete i cubetti di carne (che avrete precedentemente infarinato leggermente in modo da far legare meglio il fondo di cottura) che farete rosolare uniformemente da tutti i lati a fuoco vivace. Unite il concentrato di pomodoro e la mezza foglia di alloro mescolando per farlo stemperare e lasciate cuocere brevemente.

Cospargete la carne con la paprica dolce, sfumate con il vino rosso e l’aceto bianco lasciandoli evaporare, quindi regolate di sale e pepe. Versate un paio di mestoli di brodo caldo all’interno della casseruola, unite gli aromi (cumino, aglio, maggiorana, scorza di limone grattugiata), coprite e brasate cuocendo a fuoco dolce per circa 2 ore e mezza, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altro brodo caldo se necessario (non deve venire un intingolo troppo liquido, quindi regolatevi con la consistenza desiderata). Trascorso questo tempo disponetelo nei piatti da portata accompagnato da polenta (oppure canederli, spatzle o purè di patate) e servite.

Nota: è possibile preparare questo piatto in anticipo, io ad esempio ho cotto la carne alla mattina e l'ho servita alla sera, scaldandola preventivamente sul fuoco sempre nella stessa casseruola utilizzata per la cottura.

domenica 22 febbraio 2009

Gnocchi di ricotta ai carciofi e prosciutto




Ieri mattina mi sono svegliata molto presto e mi è bastato spostare le tende dalle finestre per godere di un magnifico sole. Avevo la casa tutta per me, dato che il mio ragazzo era al lavoro, un pranzo ed una cena da preparare e soprattutto tanta, tantissima voglia di mettermi ai fornelli. Così ho fatto colazione con un’abbondante tazza di latte freddo e cereali integrali, seguita da un bel caffè fumante, dopo pochissimi minuti avevo già indossato il grembiule e la mente affollata di ricette che avrei desiderato sperimentare.

Abolita per una volta l’equazione sabato=risotto, anche perché un po’ di varietà nei piatti e nelle presentazioni è d’obbligo, mi sono dedicata ad un’altra mia grande passione: gli gnocchi. Non quelli di patate però che faccio sempre, no no, ho scelto quelli di ricotta che avevo visto qualche tempo fa nel ricettario del sito della Cucina Italiana.

A dire il vero, quello che vedete oggi è la risultante di due ricette diverse, sempre ispiratemi da quel sito, una l’ho seguita per gli gnocchi e l’altra per il condimento. Le dosi di quest’ultimo sono un po’ approssimative, ma come accade il più delle volte quando mi prende la vena dell'improvvisazione vado rigorosamente ad occhio. In ogni caso ne è risultato un primo piatto ad alto gradimento, dove l’accostamento di questi morbidi cuscinetti di ricotta insieme ai carciofi e al prosciutto crudo è davvero gustoso e stuzzicante.

Prima di darvi la ricetta voglio fare una considerazione sulla quantità di farina da utilizzare. Essa dipende principalmente dal grado di umidità della ricotta che utilizzate, nel mio caso molto alto avendo acquistato quella confezionata, quindi regolatevi unendo la farina gradatamente all’impasto controllandone di volta in volta la consistenza, se notate che è ancora troppo appiccicoso aggiungetene ancora.


GNOCCHI DI RICOTTA AI CARCIOFI E PROSCIUTTO


Ingredienti per 3 persone:
per gli gnocchi:
300 g di ricotta (possibilmente asciutta)
100/150 g di farina + quella per la spianatoia
80 g di parmigiano grattugiato
1 uovo
2 tuorli
Sale
Noce moscata

Per il condimento:
100 g circa prosciutto crudo all’osso (gambuccio) in una sola fetta
1-2 carciofi
1 scalogno
Parmigiano grattugiato a piacere
Olio extravergine di oliva (o burro se preferite)
Pepe

Procedimento:
Per gli gnocchi: scolate bene la ricotta dal suo liquido, setacciatela facendola passare attraverso un colino a maglie fitte aiutandovi con un cucchiaio e raccogliendo il ricavato in una ciotola abbastanza capiente (in alternativa utilizzate il passaverdura con il disco più fine). Unite la farina, l’uovo, i tuorli, il parmigiano grattugiato, una bella presa di sale e la noce moscata impastando bene con le mani fino ad ottenere un composto liscio, sodo e non appiccicoso, eventualmente aggiungete altra farina se necessario fino a raggiungere la consistenza ottimale. Trasferite l’impasto su di una spianatoia ben infarinata, prelevatene dei pezzetti e con le mani formate tanti cilindretti dello spessore di un dito. Con un coltello tagliateli a tocchetti di circa 2 cm di lunghezza. Disponeteli su vassoi abbondantemente infarinati e continuate fino ad esaurimento del composto.

Per il condimento: mondate lo scalogno, tritatelo con il coltello su un tagliere e fatelo rosolare in una padella antiaderente insieme all’olio extravergine di oliva (o meglio ancora burro). Tagliate il prosciutto crudo a dadini e unitelo al soffritto facendolo insaporire per alcuni minuti (non troppo altrimenti diventa troppo duro), quindi aggiungetevi i carciofi puliti e ridotti a fettine. Lasciateli stufare fino a quando diventeranno teneri regolando di pepe mescolando con cura (io non ho aggiunto sale perché il prosciutto crudo è saporito di suo).

Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli con un mestolo forato quando verranno a galla e fateli saltare brevemente nella padella con il sugo ai carciofi, aggiungete il parmigiano grattugiato insieme a poca acqua di cottura e spadellate per amalgamare. Trasferite nei piatti da portata e servite.

Nota: se, come nel mio caso, vi dovessero avanzare degli gnocchi potete congelarli dapprima riponendoli nel freezer disposti su di un vassoio di cartone, quando si saranno ben induriti e non si attaccheranno più, potrete raccoglierli e radunarli negli appositi sacchetti.

giovedì 19 febbraio 2009

Crema di piselli e basilico di Donna Hay


Ogni tanto mi faccio un auto-regalino, non che io debba premiarmi per qualcosa di particolare, ma trovo che per il mio umore questa pratica sia un vero toccasana. Il più delle volte, come potete ben immaginare, si tratta di libri di cucina, possibilmente di quelli con una foto per ogni ricetta, perché mi sono resa conto che se non ho un riscontro visivo sul risultato finale del piatto non sono stimolata nella sua realizzazione.

Questa volta ho puntato su un must, almeno per me, uno di quei libri che non potevano mancare nella mia collezione, mi riferisco a “Insalate + Verdure” della famosissima Donna Hay, pubblicato da Guido Tommasi Editore nella collana Sempliciessenziali.

Per chi non la conoscesse ancora è un'editrice, food stylist e giornalista gastronomica di origini australiane, diventata ormai un punto di riferimento a livello mondiale, che ha scritto numerosi bestsellers noti per le ricette davvero alla portata di tutti, ma sempre raffinate e corredate da fantastici scatti fotografici.

Questo volume è interamente dedicato agli ortaggi cucinati in tutte le possibili declinazioni, da freschissime insalate a invitanti piatti unici con un unico comune denominatore lo stile dell’autrice, semplice, lineare e senza fronzoli, come il piatto che vengo a mostrarvi oggi.

Più che una zuppa, si tratta di una vera coccola, a base di piselli e basilico, dal colore verde intenso, molto cremosa e vellutata, arricchita da una candida fetta di mozzarella disposta al suo centro. E’ il genere di cibo che mi piace preparare ogni qual volta sono da sola a cena, per trattarmi bene offrendo a me stessa qualcosa di caldo e altamente corroborante. Completatela con qualche crostino di pane leggermente abbrustolito e diverrà perfetta.



CREMA DI PISELLI E BASILICO
(da “Insalate + Verdure” di Donna Hay – collana Sempliciessenziali – Guido Tommasi Editore)

Ingredienti per 4 persone:
40 di burro
1 cipolla bionda
500 ml di brodo vegetale o di pollo
340 g di piselli surgelati
125 ml di panna liquida
30 g di basilico tritato
2 mozzarelline
Sale
Pepe

Procedimento:
Fate cuocere per 3-4 minuti la cipolla insieme al burro (o se preferite un po’ di olio extravergine di oliva) in una casseruola media fino a farla diventare morbida, unite il brodo vegetale caldo, i piselli surgelati e portate ed ebollizione regolando di sale e pepe. Abbassate la fiamma e fate cuocere dolcemente per altri 3-4 minuti o fino a quando i piselli saranno diventati teneri.

Unte la panna ed il basilico lavato e tritato (io ho usato quello del mio orto che ho surgelato a fine estate) e frullate la zuppa servendovi del frullatore ad immersione fino a quando avrà una consistenza, liscia, vellutata e cremosa. Utilizzando un mestolo servitela subito nelle apposite coppette insieme a mezza mozzarellina per ciascuna ciotola, completando con crostini di pane abbrustoliti.





Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Miketta "Lenticchie & Co." :



martedì 17 febbraio 2009

Crostata di amaretti


Voi da quale parte vi schierate, dolci da forno o al cucchiaio? Io appartengo decisamente alla prima categoria, anche se non disdegno affatto la seconda, da buona golosa quale sono… però se mi trovo costretta a scegliere, ad esempio, tra un tiramisù e una crostata, magari anche solo farcita con la marmellata, senza ombra di dubbio opto per quest’ultima. Non saprei darvi una spiegazione, semplicemente non provo un'attrazione particolare verso creme, budini e bavaresi, mentre al fascino di una bella fetta di torta, specie se dall'aspetto casalingo, davvero non so resistere. E' una questione di pura gola, la mia in questo caso.

Sempre per restare in tema quindi, ho preparato questa crostata di amaretti, che mi ha piacevolmente sorpresa per la sua disarmante bontà. La pasta frolla è una delle migliori che io abbia mai provato fin'ora, facile da stendere, fragrante e deliziosamente profumata. Per non parlare del ripieno, composto da diversi strati che unendosi tra loro formano un complesso goloso e armonico nei sapori, dove l’accostamento di tutti gli ingredienti utilizzati è, a mio avviso, molto più che azzeccato. Si parte da un livello inferiore di marmellata di albicocche, seguito da amaretti croccanti interi leggermente imbevuti nell’Amaretto di Saronno (che durante la cottura si fonderanno insieme per comporre una sorta di crema), seguiti infine da uno strato di albumi leggermente montati ricoperti da una croccante granella di mandorle. Davvero squisita!

L'ho portata a casa di amici in occasione di una cena, inutile dire che nel giro di pochi istanti era finita. E’ stata davvero una grande soddisfazione vederli mangiare con così tanta approvazione e gusto… è una piccola cosa, che ha però il grande potere di rendermi felice!



CROSTATA DI AMARETTI
(di Dony del forum di Gennarino)

Ingredienti:
per la pasta frolla:
300 g di farina 00
150 g di burro
100 g di zucchero
3 tuorli
Un pizzico di sale
La buccia grattugiata di un limone
½ cucchiaino di lievito in polvere per dolci

Per il ripieno:
100 g di mandorle pelate leggermente tostate (o meglio ancora granella)
150 g di amaretti croccanti
3 albumi
2 cucchiai di zucchero semolato
Liquore all’amaretto di Saronno q.b.
3-4 cucchiai di marmellata di albicocche
1 cucchiaio di zucchero di canna

Procedimento:
Per la frolla: nella planetaria (o nel mixer) lavorate il burro freddo a pezzetti insieme allo zucchero semolato utilizzando il gancio a k. Sempre tenendo l’apparecchio in funzione unite i tuorli, uno alla volta (conservando gli albumi che vi serviranno tra poco per il ripieno) e quando saranno perfettamente amalgamati aggiungete la scorza di limone grattugiata (sempre facendo attenzione ad evitare la parte bianca più amara). Incorporate la farina setacciata, il lievito ed infine un pizzico di sale. Impastate il tutto fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea, se necessario, lavoratela brevemente a mano, formate la classica palla e fatela riposare in frigo per 30 minuti circa avvolta nella pellicola alimentare.

Con il mattarello stendete la pasta frolla su una spianatoia in un disco grande a sufficienza per formare la base ed i bordi della crostata e disponetela in uno stampo a cerniera da 26 cm di diametro ben imburrato ed infarinato. Spalmatevi sopra la marmellata di albicocche servendovi di un cucchiaino e disponetevi sopra gli amaretti interi, che avrete immerso velocemente in un piatto fondo contenente un po' di Amaretto di Saronno, ricoprendo l’intera base in modo da formare tanti anelli concentrici partendo dall’esterno fino al centro. Montate leggermente gli albumi insieme ai 2 cucchiai di zucchero semolato in una ciotola ben pulita servendovi delle fruste elettriche e con essi ricoprite la superficie di amaretti aiutandovi con una spatola. Tritate (anche con il mixer) grossolanamente le mandorle già tostate (meglio ancora sarebbe la granella per un risultato estetico più piacevole) e distribuitele con le mani uniformemente sul composto di albumi montati completando con una spolverata di zucchero di canna.

Cuocete nel forno già caldo a 180° per circa 40 minuti coprendo con un foglio di alluminio se la superficie del dolce dovesse scurirsi troppo.

domenica 15 febbraio 2009

Fusilli al forno radicchio & stracchino


La pasta al forno è un classico della tradizione gastronomica italiana che spesso varia, nel nome e nelle modalità di preparazione, in base alla regione geografica di appartenenza. Ma non si tratta solo di questo, dal mio punto di vista, è anche uno dei migliori esempi di comfort food, un vero e proprio piacere per il palato, una coccola da regalarsi quando più se ne ha bisogno.

Come molti dei piatti che cucino, anche questo nasce da un ricordo che da giorni, come un tarlo, mi gira nella testa. Infatti ultimamente quando ho voglia di un buon primo piatto, troppo spesso penso ai rigatoni, squisitamente gratinati con abbondante besciamella e ragù bolognese, che mia zia preparava per i pranzi in famiglia e che ero solita divorare fino a sentirmi talmente tanto sazia da non poter mangiare altro.

Questa volta non ho voluto riprodurre la stessa ricetta (d’altronde quella della zia è impareggiabile), ne ho scelta un’altra totalmente diversa per la tipologia degli ingredienti e un po’ più leggera, ma pur sempre golosa, appagante e di semplice realizzazione.

Mi riferisco a questi fusilli gratinati, dalla crosticina dorata e croccante, accompagnati da un delicato condimento di scalogno e radicchio rosso, dal sapore leggermente amarognolo, ma magnificamente mitigato dallo stracchino, che con il calore della cottura si trasforma diventando irresistibilmente filante. La prossima volta completerò il tutto con qualche gheriglio di noce tostata e tritata in maniera grossolana, che vi consiglio vivamente di aggiungere.


FUSILLI AL FORNO RADICCHIO & STRACCHINO
(da Lo Spicchio d’Aglio)

Ingredienti per 2 persone:
1 scalogno
½ radicchio rosso trevigiano precoce
2 cucchiai di olio extravergine di oliva circa
brodo vegetale
80 g circa di stracchino (se potete abbondate pure)
200 g di fusilli
Parmigiano reggiano grattugiato
Sale
Pepe

Procedimento:
Pulite lo scalogno privandolo della guaina esterna e tritatelo finemente con un coltello da cucina su di un tagliere. Mondate il radicchio eliminando un po’ la parte inferiore più dura, sfogliandolo e lavandolo accuratamente sotto l’acqua corrente. Asciugatelo con un panno da cucina pulito e tritatelo grossolanamente sempre con il coltello.

In una padella antiaderente fate rosolare lo scalogno insieme all’olio extravergine di oliva per qualche minuto, quindi versatevi un po’ di brodo vegetale (circa mezzo mestolo) e regolate di sale e pepe. Coprite e fate cuocere per circa 5 minuti a fuoco medio. Togliete il coperchio, aggiungete il radicchio alzando la fiamma e lasciate cuocere per circa 2-3 minuti fino a quando si sarà appassito. Spegnete e lasciate coperto.

Lessate i fusilli in una pentola con abbondante acqua salata scolandoli al dente, metteteli in una pirofila e aggiungetevi un po’ di olio extravergine di oliva mescolandoli con cura. Unite il sugo di scalogno e radicchio e lo stracchino tagliato a cubetti di piccole dimensioni. Rimestate nuovamente, completate con un'abbondante grattugiata di parmigiano reggiano e fate gratinare in forno con il grill oppure a 200° ventilato per circa 10 minuti.

Nota: a vostra discrezione potete modificare il formato di pasta, utilizzando ad esempio delle orecchiette, penne rigate o farfalle. E’ possibile preparare questo piatto in largo anticipo e congelarlo. Basterà lasciarlo scongelare per tempo e successivamente gratinarlo al forno poco prima di servirlo.


giovedì 12 febbraio 2009

Muffins al cioccolato bianco con marmellata di albicocche


Ho controllato, precisamente è dall’8 Agosto che non preparo muffins… un tempo lunghissimo, ne sono rimasta sbalordita io stessa. Non so spiegarvi le ragioni dell’accantonamento di questi dolcetti, però mi è bastato vederne qualcuno particolarmente carino in giro per la blogosfera, per sentire nuovamente quella scintilla, quella voglia di provare, di fare due ciotole diverse con gli ingredienti secchi e quelli liquidi, di stare davanti al forno per vederli lievitare e, perché no, di testare il mio nuovo stampo in silicone della Silikomart.

Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che ero curiosa di assaggiare le preziose gocce di cioccolato bianco Amedei, inviatemi dalla Compagnia del Cavatappi, capite benissimo il motivo per il quale mi sono immediatamente orientata verso questi golosissimi muffins che ho scovato sull’ormai mitico “Libro d’Oro del Cioccolato”.

Si tratta di dolcetti dalla crosticina croccante all’apparenza innocui e leggeri, invece… sono una bomba di gusto (e calorica se vogliamo…), ma che vi consiglio di provare. Il loro cuore morbido alla marmellata di albicocche, rigorosamente home made, si sposa benissimo con l’ottimo cioccolato bianco, che ho volutamente lasciato in pezzi di grandi dimensioni, per dare una nota a tratti croccante e nello stesso tempo fondente.

Vi dico solo che durante tutta la settimana il mio ragazzo mi ha continuamente parlato di questi muffins, tessendone le lodi e chiedendomi più volte di rifarli appena possibile, cosa che ovviamente farò. Unico neo, esteticamente non hanno la classica forma appuntita (mi consolo perché anche quelli fotografati sul libro non l'avevano...), credo dipenda dalla dose alquanto scarsa del lievito in polvere che io aumenterei a circa mezza bustina.

Sono perfetti per una merenda golosa, ma anche da mangiare a colazione accompagnati da un bel bicchiere di latte freddo, per una pausa rigenerante e consolatoria durante un momento un po’ no.



MUFFINS AL CIOCCOLATO BIANCO CON MARMELLATA DI ALBICOCCHE
(da “Il Libro d’Oro del Cioccolato” – p.212/213 – Mondadori)

Ingredienti per 12 muffins:
220 g di farina 00
300 g di gocce di cioccolato bianco Amedei
160 g di marmellata di albicocche
100 g di zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci (io aumenterei a 1/2 bustina)
120 g di burro fuso
1,2 dl di latte
1 uovo grosso
½ cucchiaino di essenza di vaniglia
Sale

Procedimento:
In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi: la farina setacciata, lo zucchero semolato, il lievito ed un pizzico di sale. In un secondo contenitore lavorate il burro sciolto (che avrete fatto fondere al microonde), il latte, l’uovo leggermente sbattuto e l’essenza di vaniglia. Incorporate gli ingredienti liquidi a quelli solidi, unite le gocce di cioccolato e mescolate sommariamente, il poco che basta per amalgamare il composto (si dice che dovrebbero bastare i famosi 12 giri di cucchiaio).

Versate il composto negli appositi stampini da muffin (vanno bene anche quelli usa e getta di alluminio) rivestiti con i pirottini di carta riempiendoli fino a un po’ meno della metà, mettetevi sopra un cucchiaino di marmellata e ricoprite con un'altra cucchiaiata di impasto. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 25 minuti, fateli raffreddare e servite.

Nota: se vi dovessero avanzare (eventualità molto rara), potete congelarli tranquillamente, basterà prenderli fuori dal freezer la sera precedente e riscaldarli alla mattina nel microonde.


mercoledì 11 febbraio 2009

Insalatina con bresaola di cervo in vinaigrette di mirtilli


Sarà che da un po' di giorni splende (o forse dovrei dire spendeva?) il sole e le temperature sono lievemente aumentate, oppure la voglia di primavera e di liberarmi di questi grossi maglioni pesanti, ma ultimamente sento il bisogno di piatti a base di verdura e, tutto sommato, abbastanza leggeri. Queste mie sensazioni contagiano direttamente anche il mio modo di cucinare e la scelta dei piatti, oggi infatti vi mostro una ricetta semplice semplice e ultra rapida, della serie come ti ravvivo un’insalatina in pochi minuti.

Per realizzarla ho utilizzato della fresca lattuga foglia di quercia, una varietà che prende il nome dalla forma caratteristica delle sue foglie croccanti che hanno un colore tra il verde e il rosso, perfetta per essere gustata in insalata oppure anche brasata. A questa ho abbinato una julienne di bresaola di cervo, acquistata in occasione dell’ultimo week end sugli sci. Si tratta di un tipo di insaccato molto magro, dal sapore decisamente affumicato e davvero squisito, che di solito piace anche a chi non gradisce la selvaggina. Infine ho arricchito il tutto con una delicata vinaigrette di mirtilli, per dare una piacevole nota di colore e di gusto all’insieme.

E’ un piatto leggero e sano, potete gustarlo come contorno oppure come piatto unico se servito insieme a un panino e accompagnato da un frutto. Inoltre ha ottimi valori nutrizionali grazie alle proprietà dei mirtilli e dell'insalata foglia di quercia che permettono di fare il pieno di vitamine e di importanti sostanze benefiche per il nostro corpo.



INSALATINA CON BRESAOLA DI CERVO IN VINAIGRETTE DI MIRTILLI
(da "Verdure" - collana "Cucina Italiana" - edizioni Idea Libri)

Ingredienti per 2 persone:
Per l’insalatina:
100 g di bresaola di cervo affettata spessa
Insalata foglia di quercia a piacere

Per la vinaigrette:
3 cucchiai di olio extravergine di oliva delicato
1 cucchiaio di mirtilli (circa 50 g) + qualcuno per la decorazione
½ cucchiaino di aceto balsamico
Sale
Pepe


Procedimento:
Per la vinaigrette: lavate i mirtilli ed asciugateli molto delicatamente con un panno pulito. Mettete li nel mixer insieme all’olio extravergine di oliva, sale, pepe, aceto balsamico e frullate il tutto. Tagliate le fette di bresaola di cervo a julienne e conservatele da parte al fresco.

Lavate accuratamente l’insalata sotto l’acqua corrente e asciugatela con un panno pulito. Spezzettatela e mettetela nei piatti, disponendovi sopra la julienne di bresaola, quindi cospargete con la vinaigrette di mirtilli precedentemente preparata. Decorate con qualche mirtillo e servite.

Nota: se non trovate l’insalata foglia di quercia potete sostituirla con quella riccia e, se non gradite la cacciagione, rimpiazzate la bresaola di cervo con della comune bresaola o anche con un carpaccio di filetto di manzo tagliato a listarelle.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta “Salads” della cara Susina:



lunedì 9 febbraio 2009

Cuori di cioccolato alle nocciole



Un’idea per San Valentino ve la dovevo pur dare, no? Io appartengo alla categoria di quelle persone che non lo festeggiano, fermamente convinta che non debba esistere un solo giorno per celebrare l’amore... per me niente regali, cioccolatini o uscite al ristorante insomma.

La scelta di questi biscotti a forma di cuore è stata del tutto casuale a dire la verità (anche se mai come in questo caso si può dire che siano capitati "a fagiuolo"), infatti come accade il più delle volte, mi innamoro di una ricetta per settimane fino a quando finalmente non decido di provarla. Questa in particolare mi aveva colpita per la raffinatezza di questi dolcetti, eleganti e se vogliamo anche un po' romantici, che non potevano di certo passare inosservati ai miei occhi.

Si tratta di deliziosi biscotti di pasta frolla al cacao ricoperti da una croccante granella di nocciole, una vera tentazione per me che adoro questo abbinamento! Sono di semplice realizzazione e davvero golosi, perfetti da servire con il té, ma anche da gustare a fine pasto insieme ad una tazzina di caffè. Inoltre si prestano bene ad essere confezionati e infiocchettati per poi essere regalati alla vostra dolce metà per un pensiero carino, diverso dalla classica scatola di cioccolatini, e soprattutto realizzato con le vostre mani.

Voglio darvi un consiglio, nella ricetta originale il tempo di riposo previsto per la pasta frolla è di 30 minuti, ma se la conservate in frigorifero per un paio d’ore sarete di certo più agevolati al momento di stenderla con il mattarello. Inoltre infarinate bene il piano durante questa fase, in questo modo l’impasto non si attaccherà alla spianatoia e riuscirete a staccare i cuori con maggiore semplicità.


CUORI DI CIOCCOLATO ALLE NOCCIOLE
(Da “Il Libro d’Oro del Cioccolato – p.56-57 – Mondadori)

Ingredienti per circa 25-30 biscotti:
210 g di farina bianca 00
125 g di nocciole
50 g di cacao amaro
125 g di burro
140 g di zucchero di canna chiaro
2 uova
Sale


Procedimento:
In una ciotola setacciate la farina, il cacao amaro in polvere e un pizzico di sale. In un’altra terrina lavorate il burro insieme allo zucchero di canna utilizzando le fruste elettriche ad alta velocità (o la planetaria come nel mio caso) fino a quando otterrete un composto cremoso. Incorporate un uovo ed un tuorlo, conservando l’albume, senza mescolare troppo, quindi unite gli ingredienti secchi (la farina, il cacao ed il sale). Tritate finemente 75 g di nocciole ed aggiungetele al composto mescolando bene fino ad ottenere una pasta liscia e ben amalgamata. Formate un disco, avvolgetelo nella pellicola alimentare e ponetelo in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti (io vi consiglio anche un’ora).

Aiutandovi con un po’ di farina stendete l’impasto su di una spianatoia servendovi del matterello portandolo ad uno spessore di circa 5 mm. Con uno stampino per biscotti di circa 4 cm di diametro ritagliate i cuori e disponeteli su di una teglia rivestita di carta da forno, magari aiutandovi con una spatola, ad una distanza di 2,5 cm l’uno dall’altro. Unite i ritagli di pasta, eventualmente fatela riposare nuovamente in frigorifero per alcuni minuti, e continuate a tagliare biscotti fino ad esaurimento.

Tritate grossolanamente le nocciole rimaste con un coltello. Montate a neve l’albume che avevate conservato e spennellate la superficie dei biscotti, quindi cospargeteli con la granella di nocciole preparata (in questo modo in cottura si incolleranno).
Fateli cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 10-15 minuti, una teglia per volta, trascorso questo tempo sfornateli e fateli raffreddare su di una griglia per dolci.

Conservateli all’interno di scatole di latta.


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Vi ricordate dell'iniziativa della Compagnia del Cavatappi dedicata a tutti noi bloggers? Alcuni giorni fa ho ricevuto il mio pacco e desidero ringraziare il Sig. Giovanni per la sua disponibilità e gentilezza.

Ecco che cosa ho acquistato grazie al buono gratuito:


pregiate bottiglie di ottimo vino, miele, gocce di cioccolato, pasta di Gragnano trafilata al bronzo, confetture e taralli pugliesi. Se non avete ancora aderito vi consiglio di partecipare!

venerdì 6 febbraio 2009

Risotto allo zafferano con funghi secchi


Oggi avrei voluto deliziarvi con un dolce ma, incredibile per chi mi conosce bene e sa quanto io sia un’inguaribile golosa, è da un po’ di tempo che non ne preparo, complici anche quei due chiletti che ho ereditato dalle ultime festività. Prometto però che mi farò perdonare ben presto, alla prima occasione riprenderò la mia buona abitudine.

Come sapete il mio pranzo del sabato è sinonimo di risotto. Non c'è altro piatto che più di questo mi faccia ricordare che è iniziato il fine settimana e che posso finalmente godermi la mia casa in pieno relax! Mi sveglio tranquillamente alla mattina e uno dei miei primi pensieri va a quali ingredienti ho in casa per prepararne uno che sia appetitoso e possibilmente anche leggero.

Da sempre preparo il risotto ai porcini secchi e zafferano, ma questa volta mi sono affidata ad una ricetta diversa, tratta da un numero di Sale & Pepe dell’anno scorso… essendo di Sigrid non potevo non farmi tentare! Infatti ci sono un paio di accorgimenti che hanno reso questo piatto ancora migliore dal punto di vista del gusto. Il primo è quello di spadellare i funghi secchi interi (io di solito li tritavo un po') con un goccio di aceto balsamico e vino bianco, particolare davvero degno di nota, e il secondo è quello di conservare la loro acqua di ammollo che, opportunamente filtrata e aggiunta al brodo vegetale, non fa che aumentare all’ennesima potenza il già intenso sapore di questo piatto (cosa che metto in pratica da tempo, ma che mi pare giusto condividere con voi).

Se a tutto questo uniamo lo zafferano, il parmigiano stagionato 30 mesi Dop e una varietà di riso della quale vi avevo già parlato qui, si ottiene un risotto semplice nella preparazione e nello stesso tempo molto raffinato.


RISOTTO ALLO ZAFFERANO CON FUNGHI SECCHI
(con le mie modifiche)

Ingredienti per 2 persone:
180 g di riso Carnaroli
25/30 g di porcini secchi
1 scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco secco
parmigiano stagionato 30 mesi Dop grattugiato + qualche scaglia per la decorazione
burro
1 cucchiaino di aceto balsamico
1 bustina di zafferano in polvere
Olio extravergine di oliva
Brodo vegetale

Procedimento:
Ammollate i porcini secchi in 2,5 dl di acqua tiepida per 15 minuti. Strizzateli e servendovi di un colino a maglie fitte, filtrate la loro acqua conservandola da parte. Trasferite i funghi in una padellina antiaderente e fateli rinvenire cuocendoli per 5 minuti insieme ad un filo di olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di vino bianco e 1 cucchiaino di aceto balsamico.

Scaldate il brodo vegetale al quale unirete l’acqua dei funghi. Tritate lo scalogno finemente e fatelo rosolare a fuoco dolce in una casseruola con una noce di burro e un po’ di olio, quindi alzate la fiamma e aggiungete il riso, che farete tostare per 2 minuti circa, mescolando con un cucchiaio di legno. Versate il vino bianco rimasto e fatelo evaporare, poi portate a cottura il risotto aggiungendo un mestolo di brodo vegetale caldo per volta, sempre rimestando con cura per non farlo attaccare. Conservate circa due cucchiai di brodo e utilizzatelo per stemperare lo zafferano in polvere in una piccola ciotola.

Due minuti prima della fine della cottura unite lo zafferano e amalgamatelo al riso. Quando sarà cotto, spegnete il fuoco, aggiungete i funghi, mantecate con il parmigiano grattugiato e mescolate nuovamente. Lasciate riposare per qualche minuto, cospargete con alcune scaglie di parmigiano e servite immediatamente.

Nota: se volete stupire i vostri ospiti con una soluzione dal notevole effetto scenico, servite questo risotto nelle coppette di parmigiano, il procedimento per realizzarle lo trovate qui.

mercoledì 4 febbraio 2009

Arrosto di vitello al latte con i funghi

Dovete sapere che da bambina mangiavo soprattutto primi, minestre, dolci (quelli sempre), un po' di verdura (poca), ma i secondi... tutte le volte era una tragedia! Non c'era verso di riuscire ad ingoiare quella bistecchina che mi trovavo nel piatto... l'unica cosa che gradivo particolarmente erano polpette, polpettone e cotolette, insomma se la pietanza era opportunamente camuffata non facevo storie!

Crescendo questo aspetto si è un po' smussato, ma mi ricordo che fino alla maggiore età non volevo sentir parlare di carne al sangue o cacciagione... filetti, cinghiale, cervo non esistevano proprio nel mio modo di mangiare. Poi non so come, qualcosa è cambiato, le sempre più frequenti uscite al ristorante, con conseguenti sperimentazioni, mi hanno in qualche modo gradualmente trasformata ed ora direi che il problema è ampiamente risolto. Quali sono i secondi che preferisco? Beh, più o meno tutti, basta che non si tratti di frattaglie però!

La settimana scorsa ho preparato questo arrosto al latte ripieno di funghi tratto dal numero di febbraio di Sale & Pepe. Si tratta di un rotolo farcito di profumatissimi porcini secchi, prezzemolo e parmigiano grattugiato, accompagnato da una morbida salsa, ottenuta frullando il fondo di cottura, e da patate al forno che ho preferito sostituire con il crumble che avete visto nei giorni scorsi.

Mi è piaciuto molto, peccato solo per il taglio di carne che non si è rivelato proprio all’altezza delle mie aspettative, ma nel complesso direi che la ricetta è buona e soprattutto molto versatile, aspetto da non sottovalutare. Infatti potete farcire l’arrosto con gli ingredienti che più vi piacciono, ad esempio insieme ai funghi ci vedrei bene un po’ di salsiccia (che in realtà siccome mi piace particolarmente la infilo un po’ dappertutto…) oppure potete aumentare le dosi del formaggio, aggiungere frutta secca tritata o anche un altro tipo di verdura o salume (tipo speck o prosciutto cotto).

L’ho scritto anche nel procedimento della ricetta, ma ci tengo a specificarlo anche qui, è opportuno legare il rotolo con lo spago da cucina il più stretto possibile pena la fuoriuscita del ripieno. Ecco come prepararlo:



ARROSTO DI VITELLO AL LATTE CON I FUNGHI

Ingredienti per 2/3 persone:
500 g di scamone di vitello in una sola fetta
20 g di porcini secchi
20/25 g di parmigiano grattugiato
1 scalogno
½ litro di latte
1/2 spicchio d’aglio
Prezzemolo
15 g di burro
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

Procedimento:
Ammollate i porcini secchi in una ciotola contenente acqua tiepida per circa 20 minuti. Scolateli e strizzateli bene quindi tritateli (anche nel mixer) insieme al prezzemolo e a mezzo spicchio d’aglio. Trasferite il trito in un piatto fondo, unitevi il parmigiano grattugiato, mescolando per amalgamare, e cospargete la superficie della carne che avrete appiattito e steso con cura. Regolate di sale e di pepe e arrotolatela su sé stessa facendo attenzione a legarla con lo spago da cucina in maniera molto stretta (in modo da evitare la fuoriuscita della farcia in cottura).

Mettete il burro e un filo d’olio in una casseruola e fatevi rosolare uniformemente l’arrosto insieme allo scalogno tritato, quindi irroratelo con il latte caldo e fate cuocere coperto per circa 40/45 minuti a fuoco moderato (o comunque fino quando al centro la carne avrà raggiunto una temperatura interna di circa 70-75°, misurata con l'apposito termometro a sonda, o forandola con uno stecchino noterete uscire un liquido incolore) girando di tanto in tanto. A cottura ultimata, tenete l’arrosto al caldo in un piatto con la carta stagnola e frullate il fondo di cottura utilizzando il frullatore ad immersione. Trasferite la salsa così ottenuta in una casseruola e fatela addensare (eventualmente utilizzate anche ½ cucchiaino di maizena) a fuoco moderato. Eliminatelo spago da cucina dalla carne, tagliatela a fette e servite nappando con la salsa.


Colgo l'occasione per ringraziare Elena per il dolcissimo pensiero che mi ha fatto recapitare a casa e Luisa di Bolzano per la sua gentilezza e disponibilità nel farmi conoscere ancora meglio tutto ciò che offre il suo magnifico territorio attraverso racconti, ricette e indicazioni sulle località da visitare.

lunedì 2 febbraio 2009

Spatzle di spinaci con speck e panna


Ormai la mia passione per il mondo gastronomico tirolese è noto a tutti, basta curiosare un po’ nel mio archivio per vedere quanti piatti abbia già provato. Non so se sia riuscita sempre a farlo rispettando ingredienti e procedimenti tradizionali, ma quello che conta per me è riuscire a portare a Bologna un po’ di quei sapori che hanno accompagnato le mie vacanze invernali dall’infanzia ad oggi.

Gli spatzle sono dei piccoli gnocchi originari della Svevia, una regione della Germania, diffusi anche in Austria, Svizzera e in Tirolo, il loro nome significa letteralmente “piccolo passero”. L’impasto base è composto da uova, farina e acqua al quale spesso vengono aggiunte alcune verdure come rape rosse o spinaci per citarne alcune. Vengono serviti come primo piatto, ma anche al posto del pane o in accompagnamento a secondi di carne.

Li volevo preparare da diverso tempo, ma non possedevo lo “spatzle hobel”, ovvero una sorta di grattugia a fori larghi che recentemente mi è stata portata da una mia cara amica, anche lei appassionata di cucina e di questo piatto in particolare. Tra l’altro la confezione era simpaticissima perché oltre a questo attrezzo c’era anche un canovaccio con disegni tipici tirolesi con tanto di ricetta per prepararli scritta al centro.

Per chi non disponesse di questa grattugia è possibile realizzarli ugualmente servendosi di uno schiacciapatate a fori larghi (come quello di cui vi ho parlato per i passatelli per intenderci). Tengo a precisare però che la loro forma cambierà a seconda del metodo prescelto per crearli: se li fate con lo spatzle hobel assumeranno un aspetto a goccia, risulteranno invece più allungati e filiformi se fatti con lo schiacciapatate o con il tagliere.

Memore di quelli che ho avuto modo di assaggiare numerose volte, li ho preparati verdi, utilizzando gli spinaci. Potete utilizzare quelli freschi, ma se non li trovate vanno bene anche quelli congelati, basterà infatti scottarli in acqua bollente per pochi minuti strizzandoli bene.

Li ho accompagnati con un condimento a base di speck Val Gardena tagliato a listarelle dapprima fatto rosolare nel burro (non potete immaginare quale profumo si sprigioni per la cucina), poi aggiungendo panna liquida, erba cipollina fresca tagliuzzata e una bella macinata di pepe. A questo proposito voglio farvi notare una cosa, io non sono solita mettere la panna nei sughi per la pasta perché ho sempre il timore che copra un po’ troppo il sapore, ma per questo caso, dato l’ottimo risultato, sono disposta a fare un’eccezione.

Mi sono piaciuti moltissimo, talmente tanto che li ho fatti due volte nell’arco di due giorni! L’unica cosa che mi preme sottolinearvi però, è di fare attenzione alla consistenza della pastella degli spatzle, che non deve risultare né troppo liquida, ma nemmeno troppo densa (perché altrimenti farebbe fatica a scendere dai fori della grattugia), ma deve essere un composto colloso ed elastico.


SPATZLE DI SPINACI CON SPECK E PANNA
(tratta da Giallo Zafferano)

Ingredienti per 4 persone:
Per gli spatzle:
200 g di spinaci già lessati
3 uova piccole
250 g di farina
100 ml di acqua circa
Noce moscata a piacere
Sale

Per il condimento:
30 g di burro
200/250 ml di panna fresca
100 g di speck a fettine sottili
2 cucchiai di erba cipollina tritata
Sale
Pepe

Procedimento:
Strizzate bene gli spinaci lessati conservando l’acqua di cottura e metteteli nel bicchiere del mixer. Aggiungete le uova, la noce moscata, l’acqua ed il sale. Azionate il frullatore fino ad ottenere una crema di colore verde intenso, liscia e fine. Prendete il composto così ottenuto e disponetelo in una ciotola dove gradatamente aggiungerete la farina rimescolando con un cucchiaio di legno o una spatola, controllando la consistenza che dovrà risultare piuttosto morbida ed elastica, ma non troppo liquida (potrebbe non servirvi tutta la farina). Se l’impasto dovesse risultare troppo denso diluitelo con poca acqua di cottura degli spinaci, al contrario se fosse un po’ liquido aggiungete poca farina. Lasciate riposare per qualche minuto.

Riempite una casseruola di acqua e portatela a bollore salandola come si fa per la pasta. Nel frattempo preparate il condimento: in una padella antiaderente fate rosolare lo speck tagliato a listarelle insieme al burro, poi unite la panna fresca e l’erba cipollina lavata e tritata. Regolate di sale (considerate che lo speck è già sapido di suo) e fate rapprendere il sugo lasciandolo sul fuoco per alcuni minuti.

Appoggiate sopra la pentola l’apposita grattugia a fori larghi e mettete un paio di cucchiaiate di impasto nell’apposito contenitore facendolo scorrere avanti e indietro fino ad esaurimento del composto. Quando gli spatzle saranno affiorati a galla saranno giunti a cottura, quindi scolateli con un mestolo forato e disponeteli nella padella con il condimento facendoli saltare per qualche minuto. Servite immediatamente con un po’ di parmigiano grattugiato se lo gradite.

Note: 
1. questo piatto si presta ad essere accompagnato anche con altri condimenti, come ad esempio burro fuso e abbondante parmigiano grattugiato oppure funghi porcini passati in padella;

2. gli spatzle possono essere anche preparati in anticipo, basta cuocerli normalmente per poi farli raffreddare in una ciotola contenente acqua fredda, quindi scolateli ed unitevi un po' di olio per non farli attaccare tra loro mescolando con un cucchiaio.