domenica 6 dicembre 2009

Shortbread all'arancia

Shortbread all'arancia


Sono riuscita ad anticipare la mia partenza di un giorno, ma non potevo andare in vacanza senza salutarvi, mi sembrava poco carino. Così dalla via che ci sono vi lascio anche una ricetta che vuole, anzi vorrebbe, essere un'idea per i vostri biscottini natalizi, da provare magari durante questa settimana in cui io sarò a scorrazzare tra le mie montagne (potete immaginare come mi sento, tipo una bambina nel paese dei Balocchi ;).

Si tratta di burrosi e friabilissimi biscotti dal delizioso profumo di arancia, dovuto sia alla presenza della sua scorza grattugiata finemente, che del suo succo (mi raccomando usate solo arance fresche, che sono pure di stagione, il gusto ci guadagna ;). Mi hanno colpita particolarmente per la consistenza dell'impasto di cui sono composti, molto leggera e quasi scioglievole al palato, probabilmente dovuta anche alla presenza di una piccola parte di farina di riso (che finalmente ho visto comparire nel reparto delle farine del supermercato dove di solito faccio la spesa). Per le loro note agrumate si rendono perfetti per accompagnare una bella tazza di té fumante, ma si prestano veramente a qualsiasi occasione, dalla colazione al vassoio delle friandises di fine pasto. Si conservano per circa una settimana se tenuti nelle apposite scatole di latta o in contenitori ermetici.


Shortbread all'arancia

Ingredienti per circa 40-45 biscotti:
375 g di farina 00
75 g di farina di riso
250 g di burro morbido a pezzetti
80 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di spremuta d'arancia
1 cucchiaio di scorza d'arancia bio grattugiata

Procedimento:
Lavate l'arancia, asciugatela e grattugiate finemente la buccia evitando la parte bianca, notoriamente più amara. Tagliate l'arancia a metà e spremetela, conservandone il succo. Nella ciotola della planetaria lavorate con il gancio a k il burro morbido, ridotto a pezzetti, insieme allo zucchero a velo setacciato e al succo d'arancia e lavorate fino ad ottenere un composto cremoso. In una ciotola mescolate i due tipi di farina e setacciateli, quindi uniteli al composto a base di burro insieme alla scorza d'arancia. Azionate di nuovo l'apparecchio fino ad ottenere un impasto friabile e ben lavorabile. Prelevatelo, disponetelo sul silicopat (o in alternativa un foglio di carta da forno) e dategli la forma di una palla, che dividerete in due parti uguali.

Aiutandovi con il mattarello stendete la prima metà del composto sul silicopat (o sempre tra due fogli di carta da forno) portandola allo spessore di 5 mm circa. Con un tagliabiscotti circolare (o della forma che preferite) del diametro di circa 4 cm ricavate tanti dischetti di pasta che disporrete, opportunamente distanziati di circa 4-5 cm, su di una leccarda rivestita di carta da forno. Eseguite la stessa operazione con la metà di impasto rimanente e con gli avanzi dell'impasto stesso, che lavorerete brevemente a mano (sarà necessaria almeno un'altra teglia). Fate raffreddare i biscotti in frigorifero per circa 15 minuti. Trascorso questo tempo fate cuocere (una teglia per volta) nel forno già caldo a 170° per circa 15 minuti o comunque fino a quando nella parte inferiore diventeranno dorati. Lasciateli raffreddare completamente su di una griglia per dolci prima di mangiarli.

[fonte: "In cucina con gli amici" - Luxury Books]


Altre idee per i vostri pensierini natalizi:




Vi abbraccio tutti, mi mancherete!

venerdì 4 dicembre 2009

Panna cotta con coulis di cachi

Panna cotta ai cachi


Strano, ma vero: doveva essere uno strudel ed è nata una panna cotta. So bene che le due cose non si assomigliano neanche lontanamente, sarebbe come paragonare un elefante ad una farfalla, più o meno. Il tutto è iniziato quando mio nonno ha bussato alla mia porta porgendomi alcuni bellissimi cachi maturi e chiedendomi se fossi interessata a mangiarli. Ovviamente ho risposto in maniera affermativa (non si rinuncia mai a doni di questo genere, non siete d'accordo con me? - domanda retorica mi sa - ;) e nella mia mente si era già prefigurato un bellissimo strudel che avevo appuntato nel mio quaderno di ricette tempo addietro. Poi, da personcina iperorganizzata quale sono (Lydia ti dice niente?), il giorno seguente ho acquistato tutto il necessario per realizzarlo. Se non fosse che all'ultimo momento, dopo diverse ore passate ai fornelli, non avevo proprio voglia di dedicarmi intensamente alla sua realizzazione ed ho optato per una ben più rapida panna cotta. Tra le varie cose, detto tra noi, non è nemmeno mia consuetudine preparare questo tipo di dolce così di frequente, quindi non so proprio come mi sia potuto venire in mente, ma tant'è che il risultato è quello che vedete in foto :)

Tutta 'sta tiritera per dirvi solo che la panna cotta è un dessert velocissimo e quindi molto pratico, soprattutto se dovete occuparvi dei preparativi di una lunga cena con molte portate e non avete molto tempo a disposizione per il dolce. E' anche molto versatile, infatti si sprecano sia le opzioni di presentazione (verrines, stampini monoporzione o stampi da budino per dire), che le salse di accompagnamento,  siano esse al caramello, al cioccolato o un coulis di frutta di stagione, come nel mio caso. Salse che sono necessarie, a mio avviso, per completare ed arricchire il sapore molto delicato di questo dolce al cucchiaio. Io ho scelto appunto un coulis di cachi (abbinandoli secondo il più classico degli accostamenti con la vaniglia), che ho volutamente deciso di non zuccherare troppo visto il già alto tenore zuccherino di questo frutto. Cosa dirvi ancora... noi abbiamo gradito molto, peccato solo non averne preparato qualche bicchiere in più!

Panna cotta con coulis di cachi

Ingredienti per 2 bicchieri grandi (4 piccoli):

per la panna cotta:
15 cl di panna fresca
15 cl di latte
50 g di zucchero semolato vanigliato
1/2 stecca di vaniglia
2 fogli di gelatina

per il coulis di cachi:
1 caco maturo
1 cucchiaio di zucchero semolato

Procedimento:
Ammollate la gelatina in un piccolo contenitore con acqua fredda e lasciatela ammorbidire per circa 10 minuti o comunque in base alle indicazioni riportate sulla confezione. In una casseruola fate scaldare la panna insieme al latte, allo zucchero semolato e alla mezza bacca di vaniglia che avrete tagliato in senso longitudinale con un coltello affilato. Appena il tutto giunge al bollore togliete dal fuoco, strizzate bene la gelatina e unitela al composto con la panna, mescolando con una spatola per farla sciogliere bene. Riempite i due bicchieri prescelti per circa 2/3 e lasciate raffreddare a temperatura ambiente, quindi trasferiteli nel congelatore per circa 20 minuti, o comunque fino a quando si sarà rassodata.

Nel frattempo sbucciate molto delicatamente il caco, mettete la sua polpa nel vaso del frullatore insieme al cucchiaio di zucchero semolato e frullate fino ad ottenere una salsa liscia e vellutata. Se necessario potete anche filtrarla facendola passare attraverso un colino a maglie fitte. Quando la panna cotta si sarà rassodata disponetevi sopra il coulis di cachi, coprite con la pellicola alimentare e fate raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore. Estraete le verrines circa quindici minuti prima di servire.

mercoledì 2 dicembre 2009

Pane alla zucca con i semi

Pane alla zucca con i suoi semi

Da tempo cercavo una ricetta per realizzare un pane alla zucca. Per essere precisa, da quando mi è capitato di assaggiarlo in un ristorante (del quale però non ricordo più il nome), so solo che al primo morso mi dissi che prima o poi avrei dovuto cercare di riprodurlo in casa perché era troppo buono. Poi il caso vuole che legga da Cindystar di questa ricetta delle sorelle Simili che prevede anche i semi di zucca tostati. In base all'equazione "pane + zucca + semini = amore a prima vista", non ho potuto resistere e l'ho preparato.

Nonostante questo pane richieda un po' di pazienza, perché va impastato a lungo, e di tempo (viste le tre lievitazioni), devo dire che mi ha regalato grosse soddisfazioni. Prima di tutto perché ha un colore molto caldo ed invitante e poi perché risulta particolarmente soffice. Ma la cosa più bella, e soprattutto più pratica, (perché non so voi, ma io avrei una discreta difficoltà a consumare velocemente ben due filoni), è che, se affettato e congelato a fette negli appositi sacchetti, dopo circa 3-4 minuti di microonde (funzione defrost) torna praticamente come nuovo e altrettanto morbido. Comodo, no? Ecco che quindi non posso che essere d'accordo con Cindystar quando dice che se lo si prova non lo si molla più.

Questo pane alla zucca può anche comparire sulla tavola delle feste, per donare una nota di colore e allegria al nostro cestino del pane, ma si presta benissimo anche ad essere servito per un aperitivo o per una merenda informale insieme ad un tagliere di formaggi (con relative compostine, of course ;) e  salumi. Purtroppo la pessima foto non rende la giusta gloria a questo pane, ma spero che mi crederete sulla fiducia.

Pane alla zucca con i semi delle sorelle Simili

Ingredienti:

per il lievitino:
150 g di farina 0 di forza
75 g di acqua a temperatura ambiente
25 g di lievito di birra
1 cucchiaino di zucchero semolato

per l'impasto:
350 g di farina 0 di forza
300 g di polpa di zucca*
25 g di strutto o olio extravergine di oliva
8 g di sale fino (1 cucchiaino colmo)
50 g di semi di zucca tostati (li trovate da NaturaSì)

* io l'ho ottenuta sbucciando la zucca, riducendola a cubetti e l'ho fatta cuocere a vapore sul fuoco fino a quando è diventata tenera. Ho lasciato raffreddare e frullato nel mixer. Se la polpa dovesse risultare troppo bagnata è consigliabile asciugarla un po' in una padella antiaderente. In alternativa potete farla cuocere in forno.

Procedimento:
Preparate il lievitino facendo sciogliere il lievito di birra sbriciolato nell'acqua a temperatura ambiente, unite il tutto alla farina e allo zucchero. Impastate il tutto a mano o nella ciotola della planetaria con il gancio a uncino, coprite con la pellicola alimentare e fate lievitare fino al raddoppio, per circa 1 ora (io l'ho messo nel forno spento con la luce di cortesia accesa).

Nella ciotola della planetaria disponete la farina, unitevi la polpa di zucca fredda, l'olio o lo strutto (io ho utilizzato il primo) ed il sale. Impastate il tutto sempre con il gancio a uncino a bassa velocità, eventualmente aggiungendo poca acqua per volta a temperatura ambiente nel caso l'impasto dovesse risultare molto asciutto, fino ad ottenere un impasto tenero, ma non appiccicoso (se necessario correggete aggiungendo poca farina).

Prendete il lievitino e, senza lavorarlo, appiattitelo con il mattarello in modo da formare un disco sottile e abbastanza grande da poter contenere l'impasto a base di zucca. Tirate i lembi del lievitino su di esso fino ad avvolgerlo completamente. Trasferite il tutto di nuovo nella planetaria e impastate con il gancio a uncino fino ad ottenere un composto omogeneo e privo di striature. Dividete l'impasto ottenuto in due parti, aggiungetevi i semi di zucca e sovrapponete di nuovo i due dischi, impastando ancora a mano. Trasferite il tutto in una ciotola unta con poco olio extravergine di oliva, coprite con la pellicola per alimenti e fate lievitare fino al raddoppio, per circa 1 ora e mezza.

Rovesciate l'impasto sul tavolo e dividetelo a metà formando due filoncini che trasferirete su due leccarde da forno e farete lievitare per circa 45 minuti coperti da un panno pulito. Cospargete i due filoni con un velo di farina e con un bisturi (o una lametta) praticate delle profonde incisioni diagonali e incrociate (operazione che io non ho fatto). Fate cuocere nel forno già caldo a 200° per circa 10 minuti, poi abbassate a 170-180° per altri 20 minuti, trascorsi i quali trasferirete i filoni su di una griglia e farete cuocere per altri 10-15 minuti alla medesima temperatura. Se notate che il pane dovesse diventare troppo rosso, coprite con un foglio di alluminio. Il pane sarà cotto quando, battendo con le nocche delle dita nella parte inferiore, emetterà un suono vuoto. Sfornate e fate raffreddare completamente prima di affettare.

Nota: nel mio caso ho dovuto cuocere un filone alla volta, quindi mentre il primo è in forno, è consigliabile riporre il secondo (coperto da un panno pulito) nella parte più fredda della casa per evitare che passi di lievitazione.

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Aggiornamento: se avete voglia di scoprire qual è il piacere vero secondo me, andate a curiosare nel blog Voiello, qui



lunedì 30 novembre 2009

Tortini alle mele con salsa inglese alla cannella

Tortini alle mele con salsa inglese alla cannella

Mangiare uno di questi tortini mi hanno fatto tornare bambina, sapete? Più precisamente mi fanno ricordare il periodo delle scuole elementari quando, con il mio bel grembiule bianco e la cartella, mi accingevo a fare i primi passi nel mondo della scuola. Uno dei momenti più belli e che ricordo con più piacere, è sempre stato quello dell'intervallo, quando non vedevo l'ora di prendere fuori dallo zaino il sacchettino dove la mamma aveva riposto la mia merenda. Ogni mattina aprivo questo cartoccino come se fosse un regalo, con sempre nuova e grande curiosità di sapere quale sarebbe stato il suo contenuto. Spesso si trattava di una fetta di un dolce semplice e poco elaborato, proprio come questi tortini, altre volte di una merendina confezionata, morbida, spugnosa e deliziosamente aromatizzata al limone, che da tempo purtroppo non vedo più in commercio e, tra l'altro, non so nemmeno se sia tipica solo della mia regione o addirittura della mia provincia (qualcuno si ricorda dei mitici Tortini Porretta?). Altre volte invece c'era un piccolo panino al prosciutto per dire, il tutto era poi sempre accompagnato dall'immancabile succo di frutta, di solito o pesca o albicocca, oppure dal mitico Billy, ma anche questo ormai non credo esista più.

Ma torniamo ai nostri tortini. Per realizzarli sono partita dalla ricetta base contenuta nel libro "Al Forno" di Nicola Pavan (edito da Guido Tommasi Editore), ricetta che ho trovato molto valida perché mi ha permesso di sfornare dei dolcetti molto soffici e profumati, deliziosamente aromatizzati alla vaniglia e al limone, che ho arricchito con qualche fettina sottile di mela. E siccome le mele chiamano la cannella, ecco che non potevo non abbinarci una golosa crema inglese alla cannella preparata utilizzando la ricetta di M. Santin che avevo pubblicato qualche tempo fa, scelta molto più che azzeccata sia in termini di gusto che per contrastare la tendenza altrimenti un po' asciutta di questi dolcetti.

Naturalmente la ricetta base di questi tortini può essere personalizzata a proprio piacimento, variando il tipo di frutta con quella che preferite (ad esempio banane, pere, pesche, ecc...) e anche la salsa di accompagnamento (alla vaniglia, al cioccolato, al rum, al Marsala, ecc), così come potete aggiungere frutta secca tritata o cioccolato sia in gocce che tritato. Li ho preparati anche ieri sera come dessert improvvisato per concludere in dolcezza un aperitivo con alcuni amici, ma alla pera e con una salsa alla vaniglia, mi hanno salvata in corner ed ho fatto un figurone!


Tortini alle mele con salsa inglese alla cannella


Tortini alle mele con salsa inglese alla cannella

Ingredienti per 6 tortini:
1 uovo
1 tuorlo
100 g di zucchero semolato
150 g di farina 00
100 g di burro fuso freddo
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
50 ml di latte
1 stecca di vaniglia
la scorza grattugiata di mezzo limone bio
1 mela

per la salsa inglese alla cannella:
1 dose di salsa inglese base di M. Santin (omettere la vaniglia)
1 presa di cannella in polvere

Procedimento:
In una ciotola capiente sbattete brevemente l'uovo ed il tuorlo, unite lo zucchero semolato e montate con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporate la farina setacciata insieme al lievito e mescolate bene per amalgamare. Aggiungete la scorza di limone grattugiata, i semini di vaniglia (che avrete ottenuto incidendo con un coltello la bacca di vaniglia e prelevato con la punta di un cucchiaino) e il burro fuso freddo. Mescolate nuovamente ed unite il latte a filo, sbattendo il composto con le fruste elettriche fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Disponete 6 pirottini di carta in altrettanti stampini da muffins e versatevi all'interno il composto riempiendoli per 3/4. Sbucciate la mela, riducetela a fettine sottili e disponetene 4 o 5 sulla superficie di ciascun tortino. Fate cuocere nel forno già caldo a 170° per circa 25-30 minuti o comunque fino a quando appariranno dorati e uno stecchino infilato al centro uscirà asciutto e pulito. Sfornateli e quando sono ancora tiepidi spolverizzateli con lo zucchero a velo. Serviteli tiepidi accompagnandoli con la salsa inglese alla cannella.

Per la salsa inglese alla cannella: in una casseruola dal fondo spesso portate ad ebollizione il latte con una presa di cannella. In una ciotola lavorate i tuorli insieme allo zucchero con una frusta a mano cercando di incorporare meno aria possibile fino ad ottenere un composto chiaro e cremoso. Sempre mescolando versate sul composto il latte bollente poco alla volta e rimettete il tutto sempre nella stessa casseruola. Fate cuocere la salsa sul fuoco al minimo mescolando continuamente con una spatola.

Se disponete di un termometro per alimenti essa sarà cotta quando avrà raggiunto la temperatura di 85°, altrimenti potrete accorgervene facendo attenzione ad alcuni segnali: 1) la crema velerà il dorso di un cucchiaio, 2) la schiuma superficiale sarà quasi del tutto scomparsa. Per avere una sicurezza in più basterà passare un dito sul retro della spatola ricoperta di crema: se ne rimarrà la traccia visibile, la salsa sarà pronta, se al contrario scomparirà subito bisogna continuare a cuocere. Una volta giunta a cottura se vi serve calda utilizzatela subito, in caso contrario fatela raffreddare molto velocemente immergendo la casseruola in un contenitore più grande con acqua e ghiaccio e mescolando spesso.

venerdì 27 novembre 2009

Biscotti allo zenzero con glassa al limone




Questo post avrei potuto intitolarlo “Fiordifrolla ha scoperto le glasse ed ora chi la ferma più”. Sissì perché proprio di scoperta si tratta. In passato queste preparazioni mi hanno sempre lasciata un po’ schifata, perché o le vedevo come eccessivamente burrose e stucchevoli oppure come difficilissime da preparare (leggasi: fuori dalla mia portata). Insomma per lungo tempo dolci e biscotti glassati per me sono sempre stati quasi un tabù, proprio non li prendevo minimamente in considerazione. Poi le cose, come accade anche nella vita, cambiano, crescono e si evolvono.

Tutto ha avuto inizio con questa torta, che mi aveva conquistato grazie alla sua nivea glassa che si abbinava così bene con il cioccolato bianco e le pere. Da lì mi si è aperto un mondo, candido, appiccicoso e tremendamente goloso che mi ha fatto mettere da parte ogni pregiudizio (perché poi era proprio di quello che si trattava). Così quando mi sono imbattuta nella pagina del libro "Cucinare in Relax" del mitico Bill Granger, che ritraeva questi biscotti non ho potuto resistere ed ho dovuto prepararli, con le mie modifiche, s’intende.

Tra le varie cose questi dolcetti si addicono proprio al periodo natalizio, vuoi la presenza dello zenzero, sia in polvere che candito (quest’ultimo lo si può anche tranquillamente omettere se non piace), vuoi appunto la glassa al limone che ricorda tanto la neve. Ne sono usciti dei biscotti deliziosi, belli tondeggianti e cicciotti, caratterizzati da un piacevole sapore di limone e zenzero (abbinamento consigliato anche da Foodpairing) e con un leggero sentore di vaniglia. Ideali per accompagnare un tè oppure per concedersi una pausa di gusto. Si conservano anche per una settimana se tenuti all’interno di una scatola di latta o di un contenitore a chiusura ermetica.


Biscotti allo zenzero con glassa al limone

Ingredienti per circa 20-25 biscotti:
250 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di zenzero in polvere
40 g di zucchero a velo
30 g di zenzero candito (facoltativo)
200 g di burro fuso
1 stecca di vaniglia

Per la glassa al limone:
125 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di succo di limone

Procedimento:
Preriscaldate il forno a 180°. In una ciotola capiente setacciate la farina insieme al lievito e allo zucchero a velo. Unite lo zenzero in polvere e il pizzico di sale. Tritate finemente lo zenzero candito, aggiungetelo alla ciotola e mescolate con un cucchiaio. Unite adesso il burro fuso freddo e i semini di vaniglia, che avrete ottenuto incidendo la bacca per il lungo con un coltello e raschiandone il contenuto con la punta di un cucchiaino. Mescolate con il gancio a k della planetaria (o con un cucchiaio di legno) fino ad ottenere un composto ben amalgamato.

Prelevate delle porzioni del composto e formate con le mani delle palline della dimensione di una noce che disporrete, opportunamente distanziate di circa 4-5 cm, su di una placca rivestita di carta da forno. Passate i rebbi di una forchetta in poca farina e con essa appiattite leggermente e delicatamente i biscotti, quindi fate cuocere per circa 12-15 minuti fino a quando appariranno leggermente dorati. Fateli raffreddare per qualche minuto poi trasferiteli su di una griglia di metallo per dolci e lasciateveli fino a quando saranno completamente freddi.

Preparate ora la glassa al limone: in una ciotolina mescolate lo zucchero a velo setacciato (mi raccomando) insieme al succo di limone e mescolate con una spatola fino a quando otterrete un composto bianco, liscio e privo di grumi. Quando i biscotti si saranno completamente raffreddati decorateli a piacere con la glassa, che avrete messo in una siringa da pasticciere con la punta più sottile.

mercoledì 25 novembre 2009

Canederli ai funghi porcini

Canederli...


Prima o poi doveva succedere, non c’è nulla da fare. La voglia di tornare tra le mie adorate montagne in questo momento è viva più che mai, l’albergo sarebbe anche già prenotato, ma l’8 dicembre sembra non voler arrivare e per giunta la neve si fa anche desiderare. Che poi non ho mai capito se mi piace andare a sciare perché adoro questo sport e la natura circostante, o se sotto sotto ci vado per mangiare le delizie locali e fare un po’ di sano (su questo proprio avrei qualcosa da ridire…) foodshopping. Mi sa entrambe le cose :) Fatto sta che ho pensato di ingannare l’attesa cucinandomi uno dei piatti simbolo delle mie giornate trascorse sugli sci, i canederli.

Per trovare la ricetta che mi intrigasse in quel momento ci ho messo un po’ di tempo, mi sono documentata in tutti i testi di cucina altoatesina di cui dispongo e alla fine ho optato per una versione asciutta, che poi è quella che mangio più spesso quando mi trovo da quelle parti. Ancora una volta mi sono affidata al mini libro di Anneliese Kompatscher, del quale vi avevo già parlato in questa occasione, ed ecco che sono nati questi canederli ai funghi porcini (purtroppo le mie scorte di questo genere di funghi sono ormai finite da un pezzo e quindi ho dovuto ripiegare su quelli secchi, ma di ottima qualità, che avevo acquistato tempo addietro). Il condimento utilizzato è quello classico, ovvero burro fuso (come se piovesse) e parmigiano grattugiato, al quale ho aggiunto qualche stelo di erba cipollina tagliuzzata. Non è sicuramente un piatto dietetico e povero di grassi, ma penso che una volta tanto ce lo potremo anche concedere, no? In ogni caso mi sono proprio piaciuti, tanto che sto già pensando di realizzarne quanto prima anche altre versioni ;)

Prepararli non è difficile, richiede però un minimo di esperienza. L’importante è ottenere un risultato compatto, ma nello stesso tempo leggero (non l’effetto palla da biliardo per intenderci), che permetta di tagliarli con la forchetta (mai con il coltello, gesto che nella tradizione tirolese sarebbe considerato un affronto alla cuoca).

Canederli ai funghi porcini

Ingredienti per 4 persone:
300 g di pane bianco raffermo (meglio se panini o rosette con la crosta)
1 dl di panna fresca
1 bicchiere di latte circa
90 g di burro
3 uova
60 g di funghi porcini secchi (o in stagione 200 g freschi)
1 spicchio d’aglio
½ cucchiaio di farina
1 cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata
Sale e pepe

per il condimento:
80 g di burro
60 g di parmigiano grattugiato
Erba cipollina a piacere

Procedimento:
Circa un'ora prima di eseguire la ricetta mettete in ammollo i funghi secchi in una ciotola contenente acqua tiepida e fateli rinvenire. Trascorso questo tempo scolateli, strizzateli e tagliateli finemente al coltello. Riducete il pane raffermo a dadini molto piccoli e trasferitelo in una ciotola insieme alla panna. Unite 50 g di burro fuso freddo, le uova (che avrete in precedenza sbattuto in un piatto con una forchetta) ed il latte, quel tanto che basta ad ottenere un impasto morbido e umido (il pane non deve assolutamente spappolarsi). Mescolate con un cucchiaio di legno per amalgamare il composto e regolatelo di sale e pepe.

In una padella antiaderente fate scaldare i 40 g di burro rimanenti e fatevi rosolare lo spicchio d’aglio, sbucciato e schiacciato, quindi unite i funghi precedentemente preparati e fateli rinvenire per circa 5 minuti, aggiustando di sale e pepe e mescolando di tanto in tanto. Fateli raffreddare ed uniteli al composto di pane insieme alla farina e all’erba cipollina tagliuzzata (io di solito utilizzo le forbici). Mescolate nuovamente con cura e fate riposare il tutto, coperto, per circa 20 minuti.

Nel frattempo portate ad ebollizione una capiente casseruola (possibilmente larga e bassa per fare in modo che i canederli durante la cottura non si sovrappongano) piena d’acqua e salatela. Prendete il composto a base di pane e formate 8 sfere della dimensione di un mandarino, dapprima con le mani inumidite (in modo da non farle attaccare e rendere quindi la superficie più liscia) e poi aiutandovi con un cucchiaio, dovranno risultare compatte e lisce. Fatele bollire lentamente nell’acqua salata per circa 15 minuti. Prelevate i canederli con un mestolo forato, disponeteli nei piatti da portata cospargendoli di burro fuso, abbondante parmigiano grattugiato e erba cipollina tagliuzzata. Servite subito.

Note:
1. la consistenza ottimale dei canederli dipende da numerosi fattori, quali la tipologia del pane raffermo utilizzato e la dimensione delle uova. Pertanto se ottenete un composto troppo umido potete correggerlo aggiungendo altra farina, al contrario se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete poco latte per volta;

2. è necessario lavorare la massa con molta delicatezza affinché il pane mantenga la sua struttura e non si rompa;

3. è consigliabile verificare che i canederli mantengano la cottura cuocendone preventivamente uno di prova. Se quest'ultimo si dovesse disfare aggiungete al composto un po’ di farina o del pangrattato;

4. è importante evitare che i canederli presentino crepe o spaccature, perché altrimenti durante la fase di cottura potrebbero riempirsi d’acqua o ancora peggio disfarsi.

lunedì 23 novembre 2009

Sfogliatine alle pere, caprino e pepe rosa

Sfogliatine alle pere, caprino e pepe rosa


Che io sia in pieno periodo pois lo avrete capito, basta guardare le foto di oggi e quelle del post scorso per capirlo. Che forse sia un tentativo di rompere in qualche modo il grigiore che caratterizza queste uggiose giornate d’autunno? Certo che sì. Non so come sia dove abitate voi, ma qui siamo immersi nella nebbia, con un’umidità che trapassa fin dentro alle ossa e, personalmente, ho un desiderio di vedere colori accesi e sgargianti che non vi dico.

Ma veniamo alla ricetta di oggi, un finger fooddino che ho già fatto un paio di volte e che, devo dire, mi ha parecchio soddisfatta, perché si tratta di quelle cosine rapidissime da preparare (e da mangiare, ahimé), che però fanno subito festa e, dettaglio da non sottovalutare, mi hanno fatto fare bella figura con pochissima fatica. In pratica si tratta di simpatiche torrette composte da una base di pasta sfoglia, gonfia e fragrante, sormontate da un disco di pera, aromatizzato da noce moscata e pepe bianco, e da un altro strato finale di caprino (io ho utilizzato quello fresco, ma se trovate dello chévre semi-stagionato otterrete un risultato estetico ancora più bello del mio). Ovviamente la nota di colore, ma anche di sapore, è data dal pepe rosa, il mio preferito tra tutti i pepi (anche se poi da quanto ho letto vero pepe non è, ma trattasi di bacche di un arbusto originario del Sud America), che con il suo piacevole aroma delicato si sposa a meraviglia con queste sfogliatine.

Non vorrei sembrarvi fissata, ma anche questo piatto potrebbe comparire sulla tavola delle feste per iniziare il pasto in maniera un po’ divertente ed informale, magari giocando d’effetto sulla presentazione.

Sfogliatine alle pere, caprino e pepe rosa


Sfogliatine alle pere, caprino e pepe rosa

Ingredienti per 4 persone:
1 rotolo di pasta sfoglia pronta
2 pere William
200 g di caprino fresco (meglio ancora chévre semi-stagionato)
il succo di 1 limone
30 g di burro
1 uovo intero
Noce moscata q.b.
Pepe bianco
Sale
Pepe rosa in grani per decorare

Procedimento:
Srotolate il disco di pasta sfoglia e con un coppapasta di circa 8 cm di diametro ricavate 12/16 dischi. Trasferiteli su di una leccarda rivestita di carta da forno e spennellateli con l’uovo sbattuto. Fateli cuocere nel forno già caldo a 200° per circa 10-15 minuti o fino a qundo saranno gonfi e dorati.

Lavate le pere, sbucciatele e privatele del torsolo lasciandole intere. Tagliatele quindi in modo da ottenere delle rondelle (che dovranno essere dello stesso numero dei dischi di pasta) e trasferitele in un piatto irrorando con il succo di limone per non farle annerire. Scolatele e fatele dorare in una padella antiaderente nella quale avrete fatto fondere il burro, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno per non farle attaccare. Quando saranno ben rosolate, salate, pepate e cospargete con noce moscata grattugiata al momento a piacere. Tagliate il caprino in dischetti, uno per ciascun disco di pasta sfoglia.

Montaggio: su ciascuna base di pasta sfoglia aggiungete molto delicatamente una rondella di pera e sormontate con una fettina di caprino. Disponete le sfogliatine su di una leccarda ricoperta da carta da forno e ripassatele in forno a 200° per circa 5 minuti. Sfornate, decorate con qualche grano di pepe rosa e servite subito.